Autotrasporto: Trattativa Ministro Matteoli

AUTOTRASPORTO: Al via la trattativa con il Ministro Matteoli


Scadenze fiscali, il Ministero ha accolto le richieste di Confartigianato

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha recepito le richieste di Confartigianato ed ha prolungato la scadenza per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi. Soddisfazione per Confartigianato, il cui impegno però è quello di continuare a pressare il Ministero di Via XX Settembre per ottenere la proroga anche per i pagamenti degli adempimenti fiscali. In attesa del decreto attuativo che ne ufficializzerà i termini, ecco le nuove scadenze. Entro il 10 luglio bisognerà presentare il 730 ed il 770 semplificato. Slitta al 30 settembre, invece, la scadenza per il modello Unico 2008. Le nuove date sostituiscono rispettivamente quelle del 3 giugno e del 30 luglio. Il Ministero ha quindi ritenuto valide le motivazioni che hanno spinto Confartigianato e le altre sigle del commercio e dell’artigianato a chiedere la proroga dei termini. Nell’occhio del ciclone sono finiti i ritardi dell’Amministrazione nell’inviare i software fiscali, le nuove modalità di compilazione dei modelli e l’applicazione degli studi di settore, in mancanza del tempo necessario per una valutazione più congrua e reale. Con questa iniziativa si è preso tempo, ma presto, fanno sapere dal Ministero, si procederà ad una riforma complessiva del settore, con l’obiettivo di stilare un calendario di scadenze definitive che non porti più ad emergenze come quella di quest’anno.


Ici: i chiarimenti ufficiali delle finanze

Arrivano i chiarimenti ufficiali del Ministero dell’Economia e delle Finanze sull’esenzione dall’ICI sulla prima casa, misura introdotta dal Governo Berlusconi con il Decreto Legge 93/2008. A pochi giorni dalla data di scadenza del versamento dell’acconto sull’imposta per l’anno 2008 (16 giugno), il Dipartimento delle Finanze riepiloga e chiarisce le condizioni che permettono di fruire della misura, e scioglie alcuni nodi interpretativi, come, ad esempio quello relativo alle unità immobiliari in comproprietà, alle pertinenze dell’abitazione principale e agli immobili assimilati alla stessa. Confermato che la misura non riguarderà le abitazioni signorili (A1), le ville (A8), i castelli e i palazzi storici (A9). L’oggetto dell’esenzione è ben inquadrato fin dalla premessa: “L’unità immobiliare adibita ad abitazione principale dal soggetto passivo”, in sostanza, quella in cui il soggetto ha la residenza anagrafica. In realtà i soggetti possono essere più di uno, come nell’ipotesi di un immobile che rappresenta l’abitazione principale per più comproprietari. In tal caso l’esenzione spetta a ciascun comproprietario. Restando alla fattispecie della comproprietà, se l’unità immobiliare costituisce l’abitazione principale solo per alcuni comproprietari, l’esenzione riguarda solo i soggetti che l’hanno adibita ad abitazione principale. Prevista anche l’eventualità di un’abitazione indicata come principale solo per una parte dell’anno: l’esenzione è concessa unicamente per tale periodo. La risoluzione ministeriale conferma che l’esenzione dall’ICI riguarda anche le pertinenze dell’abitazione principale. Questo in via generale. Infatti se il Comune in cui ricade l’immobile ha disciplinato le pertinenze, ad esempio limitandole ad un numero massimo o a determinate categorie catastali, o stabilendo distanze massime dall’abitazione principale, l’esclusione dall’imposta riguarda solo le pertinenze considerate tali dai singoli regolamenti. Sempre in tema di regolamenti comunali, è chiarito che l’esenzione si applica a tutti gli immobili che il Comune ha assimilato alle abitazioni principali attraverso un apposita regolamentazione. Ma solo se l’assimilazione è avvenuta prima dell’entrata in vigore del decreto legge (29 maggio 2008). Diversamente l’imposta è dovuta. I chiarimenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze affrontano anche il caso dell’esenzione dell’ICI sul “tetto coniugale”, quando il matrimonio è naufragato. Se il proprietario dell’immobile non ne risulta assegnatario, e se lo stesso non possiede un altro immobile destinato ad abitazione principale in quel comune, l’ICI non risulta applicabile.


Il “Made in” della moda da oggi è doc

La moda ‘Made in Italy’, quella realizzata davvero in Italia, da oggi sarà riconoscibile grazie ad una speciale etichetta, che certificherà il luogo in cui sono state eseguite le varie fasi di lavorazione del prodotto. Attraverso le indicazioni riportate sull’etichetta il consumatore potrà ricostruire tutta la filiera produttiva di capi di abbigliamento, calzature e accessori ed essere così certo di acquistare un prodotto di qualità garantita. Per comprendere l’importanza della tracciabilità applicata al settore della moda, basta considerare i risultati di una recente indagine, dalla quale è risultato che oltre il 58% dei prodotti del tessile-abbigliamento immessi sul mercato italiano non riporta indicazioni circa l’origine, e che circa il 70% degli stessi presenta fibre dannose per la salute, in alcuni casi addirittura cancerogene. Dopo due anni di lavoro e una lunga fase di sperimentazione è diventato operativo il sistema di tracciabilità volontario del sistema TAC (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero) elaborato dall’ITF, l’organismo delle Camere di Commercio per la valorizzazione del sistema moda. Sono 11 le aziende che possono già fregiarsi dell’etichetta T&F “Tracciability & Fashion”, un numero destinato a crescere velocemente dal momento che decine di imprese provenienti da tutta Italia si stanno sottoponendo alla procedura di valutazione che porterà al rilascio dell’etichetta. “Sono soddisfatto per il lavoro svolto in tutto questo tempo – dichiara Stefano Acerbi, Presidente di Confartigianato Federazione Moda –. Finalmente siamo riusciti a far dotare il sistema produttivo TAC di uno strumento che consentirà al consumatore di avere tutte le informazioni necessarie per effettuare un acquisto realmente consapevole”. Le imprese che decidono di rendersi “trasparenti”, aderendo al sistema di tracciabilità volontario, dovranno rispondere ad alcuni prerequisiti giudicati essenziali: dovranno disporre di un sistema organizzativo e documentale tale da dimostrare il Paese dove sono avvenute tutte le fasi e le sottofasi di lavorazione del prodotto;


Ancora un anno per la comunicazione degli incidenti sul lavoro “a fini statistici e informativi”

Slitta al 1° giugno 2009 l’obbligo per le imprese di comunicare all’Inail, “a fini statistici ed informativi”, i dati relativi agli infortuni sul lavoro che comportino l’assenza del dipendente per almeno un giorno, escluso quello dell’evento. Lo ha stabilito il Governo nel decreto legge 3 giugno 2008 n.97, recependo le segnalazioni e le critiche di Confartigianato. Nei giorni scorsi la Confederazione aveva rivolto un interpello al Ministero del lavoro e della previdenza sociale. In base all’intervento, il Ministero aveva emanato i primi correttivi alla misura chiarendo che la comunicazione obbligatoria scatterà solo quando verranno definite e rese pubbliche le regole di funzionamento del Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione nei luoghi di lavoro (S.I.N.P.). Il Ministero ha chiarito anche che nulla cambia rispetto agli obblighi previsti dall'articolo 53 del Testo Unico: il datore di lavoro ha a disposizione due giorni – da quello in cui ha avuto notizia dell’evento – per denunciare, e per registrare sull’apposito registro, un infortunio per il quale è stata emessa una prognosi di almeno tre giorni.


Fonti rinnovabili, nuova energia per le piccole imprese

Confartigianato entra a far parte del Tavolo di monitoraggio dell’energia da fonti rinnovabili, il TMR, costituito dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas. Un risultato che premia l’impegno di Confartigianato affinché possano essere colte, per gli imprenditori ed i consumatori, le opportunità del mercato delle energie rinnovabili, tema quanto mai attuale in tempi di risparmio energetico, petrolio alle stelle e dibattiti sul ritorno al nucleare. L’esigenza di offrire servizi energetici sempre più convenienti ed innovativi alle piccole imprese è una convinzione che da tempo anima Confartigianato e che, proprio durante l’ultima Convention dei Servizi, ha ricevuto l’ennesima conferma. La presenza al Tavolo di monitoraggio rappresenta, dunque, un’altra tappa positiva in campo energetico, dopo il buon esito dell’incontro tra Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato, e Alessandro Ortis, Presidente dell’Autorità per l’Energia. Quell’incontro, infatti, ha evitato che la tariffazione per fasce orarie dell’energia elettrica si trasformasse in un colpo di grazia per i bilanci delle piccole imprese artigiane.