5 Gennaio 2005, h. 19:16

EPIFANIA Secondo le stime di Confartigianato per Befane, calze e scope consumi in aumento dell’8%. Attenzione ai rischi dei prodotti a basso costo

La tradizione della Befana rimane ben salda nei riti degli italiani. E così, in questi giorni, vanno a ruba i simboli di questa festività: le riproduzioni della ‘vecchina’ del 6 gennaio insieme con calze, scope e dolciumi.
Secondo Confartigianato, le 60.000 aziende artigiane che producono oggetti tradizionali legati al Natale e all’Epifania hanno visto crescere i consumi dell’8% rispetto allo scorso anno. Il giro d’affari della vendita di prodotti artigiani per addobbi natalizi e presepi si attesta sui 95 milioni di euro, mentre per i gadget della Befana arriverà a 75 milioni di euro.
Quanto alla scelta dei regali per il 6 gennaio, ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche: si va dalla Befana in formato ‘mignon’ da 4 euro fino a quelle di grande dimensione, alte 50 centimetri, da 18 euro. Per le calze si parte da un minimo di 3 euro per arrivare alle misure extralarge da 14 euro. E per una scopetta in bambù e saggina i prezzi si aggirano sui 7-8 euro.
E, nel presepe, arrivano i Re Magi. Le statuine più richieste sono quelli tra i 5 e i 6 centimetri di altezza, che hanno un costo compreso tra i 5 e i 10 euro.
Nella calza della Befana, poi, non possono mancare i dolci. Anche in questo caso, i prodotti dell’artigianato hanno visto crescere il gradimento dei consumatori. In testa alle preferenze vi è il cioccolato i cui consumi, durante le festività, sono aumentati del 10% rispetto allo scorso anno, raggiungendo il valore di 55 milioni di euro.
Attenzione, però, alle etichette che riportano la composizione di Befane, calze e scope. I prodotti artigiani sono realizzati con materiali naturali: panno lenci, cartone, tela, lana, juta, legno, gommapiuma. Confartigianato mette in guardia sui rischi dei prodotti a basso costo, perlopiù provenienti dalla Cina e dalla Corea, che in molti casi non rispettano le normative sulla sicurezza previste dall’Ue e che spesso contengono sostanze tossiche nocive per la salute dei bambini.
Secondo le rilevazioni di Confartigianato, infine, i più affezionati alla tradizione del 6 gennaio sono i bambini del Centro Italia. Nelle Marche, in particolare, si concentra un alto numero di feste e di manifestazioni legate all’Epifania. Seguono le regioni meridionali, mentre al Nord rimane più radicata la tradizione di Babbo Natale.

 

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