24 Gennaio 2005, h. 14:48

Gli aumenti dei canoni balneari ‘uccidono’ il turismo made in Italy Oasi Confartigianato sollecita immediata e definitiva soluzione

“Proprio mentre tutti sostengono la necessità di valorizzare il made in Italy, la vicenda degli aumenti dei canoni demaniali marittimi, previsti dalla Legge Finanziaria 2004, rischia di compromettere la sopravvivenza delle imprese del settore balneare e, più in generale, le prospettive di sviluppo del turismo nel nostro Paese”.
E’ quanto denuncia il Presidente di Oasi Confartigianato, Giorgio Mussoni, il quale sollecita un provvedimento definitivo e risolutivo sulla materia degli aumenti dei canoni balneari.
“In questo momento – sottolinea Mussoni – viviamo una paradossale situazione di incertezza dovuta al vuoto normativo determinatosi il 15 dicembre scorso quando è scaduta la proroga per l’entrata in vigore degli aumenti dei canoni. Aumenti che, nella Finanziaria 2004, erano stati stabiliti secondo inaccettabili meccanismi automatici predefiniti”.
Oasi Confartigianato considera quindi indispensabile ed urgente un ulteriore rinvio del termine di entrata in vigore dell’aumento dei canoni balneari.
“Questo – spiega il Presidente Mussoni – non per rinviare la soluzione del problema, ma proprio per consentire il riordino definitivo della materia dei canoni demaniali marittimi sulla base di dati oggettivi e certificati relativi alle attività economiche esercitate e con il coinvolgimento delle Organizzazioni di categoria interessate”.
In tal senso, Oasi Confartigianato ha presentato una proposta di adeguamento dei canoni basata su equi criteri di riparametrazione e sul recupero delle aree di evasione. Una proposta che soddisfa contemporaneamente le istanze delle imprese e l’obiettivo di maggiore gettito di 140 milioni di euro previsto dalla Legge Finanziaria 2004.

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