18 Aprile 2006, h. 16:10

PETROLIO Guerrini (Confartigianato): “In 2 anni, + 35,3% costi energia per imprese. Riforme strutturali dell’energia siano priorità del Governo”

“Le riforme strutturali dell’energia devono essere la priorità nell’agenda del Governo”.

Lo chiede il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini il quale ricorda “che l’aumento a 72 dollari al barile del prezzo del petrolio non fa che peggiorare una situazione già disastrosa per le aziende italiane sul fronte del caro-energia”.

“Da febbraio 2004 a febbraio 2006 – sottolinea Guerrini – i continui rincari del prezzo del petrolio hanno fatto lievitare del 35,3% il costo dei prodotti energetici per le imprese italiane, con un’impennata del 21% da febbraio 2005 a febbraio 2006”.

In particolare, energia elettrica, gas e acqua hanno subito, in 24 mesi, rialzi del 31% e del 21,8% da febbraio 2005 a febbraio 2006.

Per quanto riguarda il prezzo dei prodotti petroliferi raffinati, gli aumenti a carico delle imprese registrati da febbraio 2004 a febbraio di quest’anno sono stati del 40,1%.

Sulla base di uno studio di Confartigianato, l’Italia ha addirittura il record negativo in Europa per il prezzo del gasolio da autotrazione: siamo al 2° posto, dopo il Regno Unito, per il costo più alto, pari a 1.169,61 euro per 1000 litri. E deteniamo la 4° posizione, dopo Regno Unito, Germania e Svezia, per il più alto livello di tassazione: 607,93 euro di imposte (Iva e accise) per mille litri di gasolio.

“Ciò dimostra – sostiene Guerrini – la necessità di ridurre e riequilibrare la pressione fiscale sul prezzo dell’energia elettrica, del gas e dei carburanti. Attualmente, infatti, le piccole imprese sono penalizzate da un trattamento fiscale iniquo rispetto ai grandi consumatori industriali”.

Più in generale, secondo il Presidente di Confartigianato,  “servono scelte innovative nella politica energetica. Soprattutto, è indispensabile completare la liberalizzazione dei mercati di elettricità e gas, aprendoli alla vera concorrenza. Ma bisogna anche riequilibrare e diversificare il mix di approvvigionamenti energetici e puntare su risparmio ed efficienza, ad esempio con la realizzazione di impianti di micro-generazione alimentati da fonti rinnovabili (impianti solari sia termici che fotovoltaici, minicentrali idroelettriche, impianti di cogenerazione, centrali a biomassa e biogas)”.

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