24 Maggio 2007, h. 12:26

PER L’EDILIZIA SOLO ONERI E BUROCRAZIA: LA PROTESTA DELLA CONSULTA NAZIONALE DELLE IMPRESE ARTIGIANE E PMI DELLE COSTRUZIONI

Le imprese artigiane e le PMI dell’edilizia non accettano di essere additate come l’anello debole della catena della regolarità e della sicurezza, ne  di essere bersaglio di provvedimenti che introducono continuamente nuovi adempimenti burocratici ed oneri economici senza che si produca un efficace contrasto del lavoro nero e si ottengano risultati concreti nella riduzione degli incidenti sul lavoro.

La Consulta Nazionale  costituita dagli artigiani e dalle pmi edili dell’Aniem, dell’Anaepa Confartigianato, di Cna Costruzioni, Casartigiani e CLAAI evidenzia come l’edilizia sia oggetto di attacchi indiscriminati, che non distinguono tra imprese irregolari e regolari e penalizzano solo quest’ultime, introducendo procedure e dispositivi che appesantiscono la gestione delle imprese senza incidere efficacemente sul versante dell’emersione del sommerso.

Il tema della sicurezza e della regolarità contributiva, le cui finalità sono totalmente condivise dalla Consulta, non deve essere utilizzato per giustificare normative che burocratizzano la vita delle imprese e finiscono per aumentarne i costi operativi.

Siamo disponibili, affermano i Presidenti delle organizzazioni della Consulta, a collaborare con le Istituzioni e le altre parti sociali ad un percorso che veda l’introduzione di misure realmente utili, ed insieme preveda una sostanziale semplificazione della miriade di adempimenti esistenti. Non serve moltiplicare la produzione di certificati, ma individuare quelli realmente efficaci ed adottare i controlli necessari affinché siano operativi. Occorre stabilire una selezione preliminare della qualità delle imprese attraverso una normativa di accesso al settore.

Della situazione generale di disagio che si è determinata nel settore sono testimonianza da ultimo gli studi di settore e gli indici di congruità.

L’applicazione degli studi di settore ha di fatto riversato oneri insostenibili sulle imprese sulla base di valutazioni presuntive assolutamente abnormi rispetto alla realtà produttiva.

La definizione di parametri di  congruità, ovvero la percentuale minima del valore della manodopera sul complessivo costo dell’opera, da concetto di orientamento condivisibile per il controllo del mercato, rischia di diventare una “camicia di forza” per un sistema di imprese che fonda sulla manodopera qualificata  il suo fattore forte di competitività.

La Consulta intende quindi aprire un confronto con il Governo per concordare una politica di tutela e rilancio di un settore vitale per l’economia e per l’occupazione e garantire sicurezza e produttività.

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