30 Gennaio 2008, h. 00:00

Lavoratori non comunitari già residenti, resta l’obbligo del “modello Q”

I datori di lavoro che assumono un lavoratore extracomunitario già residente in Italia mantengono l’obbligo di trasmettere il contratto di soggiorno, il cosiddetto “modello Q”, alla Prefettura – UTG Sportello Unico per l’immigrazione. E’ quanto si legge in una nota diffusa lo scorso 29 gennaio 2008 dal Ministero dell’Interno con l’intento di risolvere i dubbi dei tanti datori di lavoro che stanno affrontando la “rivoluzione telematica” degli adempimenti burocratici che regolano il rapporto tra datori di lavoro, dipendenti non comunitari, non soltanto per quelli al primo ingresso in Italia, e pubblica amministrazione. L’entrata in vigore del “Decreto ministeriale sulle comunicazioni obbligatorie on line”, avvenuta lo scorso 11 gennaio su iniziativa del Ministero del Lavoro, da una parte aveva semplificato le procedure amministrative per l’assunzione dei lavoratori non comunitari già residenti in Italia, ma dall’altra aveva lasciato più di un punto oscuro su quelle stesse procedure a carico dei datori di lavoro. Con la nota dello scorso gennaio, dunque, il Ministero dell’Interno, oltre a confermare l’obbligo dell’invio del contratto di soggiorno da parte dei datori di lavoro, ha anche chiarito gli altri adempimenti che spettano agli imprenditori che puntano sulla manodopera non comunitaria. Con l’invio del “modello Q”, i datori di lavoro indicano anche l’adeguatezza dell’alloggio del lavoratore, l’impegno a comunicare le condizioni e le eventuali variazioni del contratto di lavoro e gli estremi del permesso di soggiorno del neo assunto. In più, al datore di lavoro spetterà la copertura delle spese di viaggio per il rientro del lavoratore nel proprio Paese. L’obbligo dell’invio del “modello Q” rimane, dunque, perché attraverso questo adempimento vengono forniti alla pubblica amministrazione informazioni e dati necessari che attualmente non rientrano in nessuna altra comunicazione obbligatoria, annullando quindi la cosiddetta “pluriefficacia” delle comunicazioni on line. La nota del Viminale, infine, precisa che si sta lavorando per permettere l’acquisizione dei “modelli Q” anche per via telematica dallo Sportello Unico per l’immigrazione e per “inserire i contenuti del modello Q nel modello di comunicazione obbligatoria”.

rss