17 Novembre 2008, h. 00:00

Autotrasporto, raggiunta l’intesa. Fermo scongiurato

Rientra il fermo dei Tir programmato per dicembre dalle principali sigle dell’autotrasporto merci rappresentate da Unatras (tra queste Confartigianato Trasporti) per protestare contro la mancata attuazione della cosiddetta “clausola di salvaguardia del gasolio”, il provvedimento cardine dell’intesa raggiunta lo scorso 25 giugno 2008 tra vettori e Governo (recepito nella legge 133/2008), che permette agli autotrasportatori di condividere in fattura con il committente i maggiori costi del carburante determinati dalle fluttuazioni del greggio. La misura, considerata vitale per il comparto, è stata tenuta ferma fino a oggi dalla mancata pubblicazione da parte del Ministero delle Infrastrutture dei dati essenziali per calcolare il costo medio mensile del gasolio e i consumi per le varie tipologie di mezzi a seconda della portata. Dati che il Ministero si è impegnato a pubblicare sul proprio sito internet già dai prossimi giorni e che permetteranno di determinare il costo minimo della prestazione della categoria. In attesa che venga costituito l’Osservatorio previsto dalla norma per aggiornare costantemente i due valori di riferimento, alle ricerche provvederà il Comitato Centrale dell’Albo. Il via libera all’accordo è arrivato il 13 novembre al termine di un incontro presieduto dal Ministro Altero Matteoli e dal Sottosegretario Bartolomeo Giachino. Nel primo pomeriggio il protocollo è stato firmato dalle sigle dell’autotrasporto mentre si è dovuto attendere l’indomani per le firme della committenza, rappresentata da Confindustria. Soddisfazione per il risultato è stata espressa dal Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco Del Boca che conferma che a questo punto non ci sono più ragioni per dichiarare il fermo. “L’indicazione del costo minimo va sicuramente a favore delle imprese dell’autotrasporto più piccole, quelle che sul mercato sono più deboli, e di conseguenza condizionate dalla grande committenza. Un elemento importante, non solo ai fini di regolare il mercato, ma anche per salvaguardare la legalità e la sicurezza dei trasporti. Quando i costi superano i guadagni, si truccano i tachigrafi, non si pagano le autostrade, si acquista il gasolio in nero. Accanto a queste norme, noi chiediamo anche un rafforzamento del sistema dei controlli per tutelare il lavoro di chi rispetta le leggi”. Positivo anche il giudizio del Ministro dei Trasporti Altero Matteoli: “Desidero esprimere il più vivo compiacimento sull’accordo raggiunto che dimostra come siano ancora una volta prevalsi il buon senso e la responsabilità”. Secondo il sottosegretario Bartolomeo Giachino si tratta di un accordo che “migliora quello di giugno. Il blocco dell’autotrasporto sarebbe stato un suicidio per l’economia”. Tra le novità introdotte dal protocollo c’è la costituzione di un tavolo di confronto attivato presso il Ministero al quale parteciperanno le associazioni dei vettori e dei committenti che hanno siglato l’intesa, con l’obiettivo di approfondire il metodo di valutazione dei costi e altri punti ancora aperti. In particolare il tavolo dovrà verificare che il contenuto dell’art.82 bis sia compatibile con alcuni principi enunciati nel protocollo. Le proposte riguardano la possibilità che vi siano contratti scritti rimessi alla libera contrattazione delle parti e l’adeguamento del sistema sanzionatorio a seconda che il contratto sia scritto o verbale. Unatras propone che i costi medi di riferimento siano validi in questi due mesi di confronto unicamente per i contratti stipulati in forma verbale e che il meccanismo di regolazione dei costi sia naturalmente conseguente all’aumento del prezzo del gasolio. Il protocollo prevede che entro due mesi il tavolo di confronto termini i propri lavori; in caso di mancato raggiungimento di una posizione comune “il tavolo – si legge nel documento – riferirà al Ministro Matteoli per le necessarie determinazioni”.

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