15 Gennaio 2009, h. 00:00

La moda si certifica, tutta la filiera in una etichetta

E’ tempo di tracciabilità anche per il sistema moda. A breve, le etichette anonime e poco trasparenti – e le indicazioni generiche che non aiutano i consumatori a orientarsi consapevolmente nella scelte, e non permettono alle aziende di certificare il valore aggiunto dei propri prodotti – potranno sparire da indumenti e accessori, soppiantate da una nuova generazione di cartellini in grado di certificare le diverse fasi di lavorazione dei prodotti, tracciandone il viaggio lungo l’intera filiera del sistema moda. E’ in arrivo “TF-Traceability & Fashion”, il nuovo sistema di tracciabilità ideato dall’Italian Textile Fashion (ITC), l’Associazione delle Camere di Commercio nata con l’obiettivo di rafforzare il sistema della moda italiana (tessile, abbigliamento, pelletteria e calzature). Tra i principali promotori dell’iniziativa, presentata in occasione di Pitti Immagine Uomo a Firenze, Confartigianato Federazione Nazionale della Moda. Il sistema consiste in una certificazione volontaria, garantita dal sistema delle Camere di Commercio, che ripercorre tutte le tappe della produzione dei tessuti, capi di abbigliamento, calzature, pelletteria e pellicceria. Acquistando un prodotto munito di etichetta ‘TF’, il consumatore avrà la certezza che il capo ha “viaggiato con regolare passaporto e non da clandestino”, a chiaro vantaggio della qualità e dell’etica. Non si tratta dunque di una attestazione del Made in Italy: l’etichetta TF certifica anche lavorazioni che avvengono al di fuori dell’Italia. Un’azienda può decidere, infatti, di tracciare un prodotto che è fatto totalmente nel Paese, ma anche parzialmente all’estero;

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