22 Luglio 2009, h. 20:55

Moratoria sui crediti alle imprese: si riunisce il tavolo tecnico Oggi la riunione in Confartigianato con i rappresentanti del Ministero dell’Economia, dell’Abi e delle organizzazioni imprenditoriali

Marcia a tappe forzate per la moratoria sui crediti, l’iniziativa a sostegno della liquidità delle piccole imprese lanciata dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti, nel corso dell’Assemblea annuale dell’ABI lo scorso 8 luglio.

Dopo il confronto politico sull’iniziativa, ospitato da Confindustria il 16 luglio, oggi a soli sei giorni di distanza si è riunito nella sede di Confartigianato il tavolo tecnico che ha delimitato gli ambiti di applicazione dello strumento. Di questo passo, a breve, la ‘moratoria’ potrà dispiegare i suoi effetti benefici, consentendo la prosecuzione dell’attività di imprese ‘sane’ messe a rischio sopravvivenza da situazioni di temporanea illiquidità.

Tra le ipotesi su cui si lavora c’è la sospensione delle rate dei muti con lo slittamento della quota capitale di 12 mesi, e l’esclusione dalla moratoria dei crediti che hanno la forma dell’incaglio. Tra le certezze, il fatto che si sta lavorando a una misura che le banche potranno applicare rapidamente e con facilità. Ancora aperta l’incognita di quali e quanti istituti di credito applicheranno la moratoria: l’adesione al protocollo dovrebbe avvenire, infatti, su base volontaria. Non sono previsti per il momento automatismi.

La bozza dell’intesa tra banche, imprese e governo verrà presentata nel corso di un nuovo tavolo tecnico che si terrà martedì 28 luglio.

La tempistica è fondamentale. L’auspicio dichiarato dal Ministro Tremonti è quello di chiudere l’intesa prima della pausa estiva. Dello stesso avviso si è detto, tra altri, il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, che ha confermato il timing. “La preoccupazione di tutti – ha dichiarato Fumagalli – è quella di offrire uno strumento che permetta la traduzione operativa più rapida possibile, perché la moratoria serve se entra in vigore rapidamente”.

Se nella prima fase della crisi gli interventi sono stati rivolti a garantire l’accesso al credito delle imprese, ora l’attenzione è orientata anche a prevenire alcune specifiche situazioni di sofferenza. Situazioni contingenti. Non problemi strutturali. Dal tavolo tecnico è emersa con chiarezza l’indicazione che il nuovo intervento sarà selettivo e non a pioggia, servirà per sostenere imprese ‘in bonis’, (ovvero che hanno tutte le caratteristiche per proseguire nella propria attività) e non per risuscitare artificialmente attività decotte.

E’ ormai assodato che la misura si applicherà alle PMI, “secondo la definizione dell’Unione Europea – chiosa Cesare Fumagalli – e in particolare quelle che presentano un ragionevole margine di miglioramento rispetto alla situazione attuale, in modo che possano riprendersi senza essere aggravate dalla crisi”.

Il principio alla base della moratoria – emerso nel corso del tavolo tecnico – è semplice: il Governo metterà a disposizione meccanismi di agevolazione che saranno definiti a breve con l’Associazione bancaria, a fronte dell’impegno delle banche a favorire il credito alle imprese. I meccanismi dovranno rispettare le regole, i criteri finanziari con cui opera il sistema bancario, e dovrà evitare situazioni di eccessivo incentivo alle imprese ad andare verso la ristrutturazione del debito. Un meccanismo, insomma, che non generi nessun tipo di abuso né da parte delle banche né da parte delle imprese. E che comunque rappresenti un vantaggio per le une e le altre. Nessuna delle due può infatti rimetterci.

Alla riunione erano presenti i rappresentanti di Confartigianato, Confindustria, ABI, Confocommercio Cna, Confesercenti, Casartigiani, Cia, Confagricoltura, Coldiretti, Confcooperative e il dirigente generale del Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze Andrea Montanino.

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