27 Ottobre 2015, h. 16:07

Confartigianato fa sfilare a Pechino i giovani talenti della moda italiana

China fashion week+mazzarellaSi accendono le luci della ribalta cinese per i giovani stilisti e sarti italiani. Oggi a Pechino, sulle passerelle della prestigiosa China Fashion Week, in programma dal 25 ottobre al 2 novembre, sfilano gli abiti realizzati dai vincitori del Concorso ‘Imbastire un sogno. Cucire un’ideapromosso da Confartigianato Moda per far emergere i nuovi talenti della moda italiana.

9 delle 15 creazioni premiate a Milano lo scorso 24 settembre sono protagoniste della sfilata insieme con i capi di selezionate sartorie artigiane italiane: Lia Panichi, Le Femme, Federica Bellesi, Sartoria Sanmarco-Confezioni Trea, FVF Fashion House. “Per la prima volta dopo tanti anni – sottolinea Giuseppe Mazzarella, Presidente di Confartigianato Moda e delegato all’Internazionalizzazione, in occasione dell’evento di apertura della settimana artigiana a Pechino – l’Italia torna nel calendario degli eventi della China Fashion Week grazie al progetto promosso da Confartigianato e supportato da ICE Agenzia e finalizzato a promuovere sui mercati internazionali l’artigianato di qualità della moda”.
La presenza di Confartigianato alla Fashion Week di Pechino è una tappa del progetto ‘Su Misura Italia’ organizzato dalla Confederazione con il supporto offerto da ICE Agenzia. Un’iniziativa di respiro internazionale che a settembre ha avuto un momento clou sulle passerelle milanesi della settimana della moda organizzata a Italian Makers Village, il fuori Expo di Confartigianato. Durante la fashion week milanese si sono svolte sfilate di eccellenze artigiane, incontri con buyers e giornalisti provenienti da tutta Europa e dalla Cina, eventi con le firme più prestigiose del glamour made in Italy. Il 24 settembre, a Palazzo Isimbardi, sono stati premiati i 15 giovani talenti della moda, allievi delle scuole italiane di sartoria e design, che hanno vinto il Concorso ‘Imbastire un sogno. Cucire un’idea’, giunto quest’anno alla settima edizione ed organizzato da Confartigianato insieme con il Salone orafo OroArezzo. E ora, grazie al progetto di Confartigianato, le nuove leve della sartoria italiana hanno l’opportunità di far sfilare i loro modelli nel prestigioso D-Park di Pechino
Oltre alla sfilata, Confartigianato ha organizzato incontri b2b con buyers cinesi e il 28 ottobre si svolgerà la cerimonia di consegna di due abiti confezionati dai sarti italiani Lia Panichi e Carlo Donati rispettivamente ad una famosa anchorwoman ed ad un noto architetto cinesi, alla presenza di operatori, giornalisti, opinion leaders. Il progetto di Confartigianato prevede inoltre l’apertura presso un grande Mall cinese di uno spazio “Su misura Sarti” per consentire alle imprese della sartoria e della calzatura italiane di offrire a clienti cinesi abiti e calzature su misura, eseguiti con l’abilità artigianale italiana direttamente in Italia, ma ordinandola in Cina. Ciò sarà possibile attraverso un metodo sperimentato e brevettato che prevede la misurazione degli abiti e delle calzature in Cina e la trasmissione dei dati in Italia per l’esecuzione dei capi. Propedeutico al su misura, il progetto prevede l’organizzazione di corsi di formazione per giovani cinesi per insegnare loro l’arte del prendere le misure e delle prove del capo.
Gli abiti delle 9 stiliste che sfilano a Pechino sono ispirati ai temi della sostenibilità ambientale e della “madre terra”.
Ecco i loro nomi e quelli delle loro creazioni:
Daniela Latella, 1° classificata, abito chiamato “Ice dress” ispirato allo scioglimento dei ghiacciai come si evidenzia nel volume del pantalone che ricorda la forma dell’iceberg mentre il pizzo le gocce d’acqua.
Chiara Trevisan, 2° classificata, abito chiamato “Fiori e farfalle”.
Maria Giovanna Selis, 3° classificata, abito chiamato “lo smog” ispirato nella trama del pantalone all’inquinamento atmosferico realizzato con tintura a mano.
Silvia Aiello, abito chiamato “Il mare” ispirato al mondo marino in particolare i veli evocano le onde del mare.
Stefania Donataccio, abito chiamato “Mineralia” ispirato al mondo minerale delle rocce e delle pietre.
Stefania Giovinazzo, abito chiamato “la cipolla” ispirato al mondo vegetale tinto con il colore della cipolla di Tropea.
Anna Manzati, abito chiamato “Il vulcano” ispirato in particolare nella cintura al cono del cratere da dove esce il magma.
Claudia Massarin, abito chiamato “Le piante che crescono sull’asfalto” ispirato alla forza della natura che riesce a prendere il sopravvento sulla cementificazione urbana.
Michela Papaianni, abito chiamato “La spiaggia rossa” ispirato alla spiaggia rossa della regione di Pagin in Cina.

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