26 Giugno 2019, h. 17:39

ARTIBICI – Confartigianato premia le eccellenze italiane di settore con Federciclismo e Davide Cassani

Il Premio Artibici di Confartigianato all’eccellenza artigiana nella bicicletta è stato un viaggio tra i numeri dell’economia di settore, i principali marchi italiani e la collaborazione tra Confartigianato e Federciclismo per lo sviluppo della cultura delle due ruote a pedali. “L’accordo che abbiamo firmato con la Federazione Ciclistica Italiana va nella direzione di avere una mobilità pulita, una sostenibilità dell’ambiente e del territorio, oltre che una valorizzazione dell’economia di settore – ha spiegato Marco Granelli, Vicepresidente vicario di Confartigianato Riteniamo molto importante celebrare la prima edizione di questo premio, che va a rafforzare anche la possibilità di dare una professionalizzazione ai tanti meccanici sportivi, perché possa diventare un lavoro sempre più di qualità e al servizio di un settore che è destinato a crescere e ad avere dei numeri importanti, soprattutto in ambito turistico”.
La filiera della bicicletta si conferma come un patrimonio dell’artigianato italiano, capace di conquistare il mondo a colpi di maestria e di tecniche di produzione
. Una tradizione che continua dall’inizio del ‘900 e che ha fatto dell’Italia uno dei principali protagonisti delle due ruote a pedali.
La prova arriva direttamente dalle imprese artigiane premiate da Confartigianato il 26 giugno a Roma. Dall’innovativa e tecnologica Bixxis di Doriano De Rosa alla Cbt Italia di Bruno Tardivo, una bici ad alto tasso di tecnologia completamente made in Cuneo, passando per un marchio che a Roma ha fatto la storia delle due ruote: la Cicli Di Bartolomei, una tradizione che continua da tre generazioni sulle rive del Tevere. Un riconoscimento speciale è andato alla Columbus, telai e tubi in acciaio che non hanno certo bisogno di presentazioni. “La bicicletta è stata appannaggio dell’Italia e di pochi altri Paesi, Inghilterra e Francia su tutti, per moltissimi anni – ha sottolineato Paolo Erzegovesi, Amministratore delegato della Columbus, che proprio quest’anno festeggia i cento anni di attività – Qui sono nati i primi artigiani specialisti, che hanno cominciato a studiare la realizzazione del telaio e di come adattarlo alle esigenze del ciclista. La bicicletta è una macchina complessa, infatti, dove il motore ha pochissima potenza, impossibile da sprecare. Quindi, un miglioramento anche di pochi elementi percentuali può portare una grossa differenza in termini di risultati e prestazioni. Questi artigiani italiani hanno innovato la geometria, le forme e i sistemi di saldatura e di assemblaggio delle biciclette. Columbus ha cercato di fare il suo lavoro stando al fianco di queste persone”.
Nel corso del Premio Artibici 2019 è stato presentato anche l’accordo di collaborazione tra Confartigianato e Federciclismo, che punta a preparare meccanici sportivi, a creare nuovi itinerari cicloturistici e sviluppare occasioni di business per tutta la bike economy. “Le sinergie che stiamo attivando, anche in termini di formazione, spero possano essere di reciproca soddisfazione. Questo significa poter offrire qualcosa di qualità a tutto il nostro mondo, ma anche un diverso impulso a tutte le attività economiche che la bicicletta riesce a sviluppare. Abbiamo visto come esistano diverse situazioni legate alla mobilità alternativa, alla tutela dell’ambiente e di una nuova cultura in generale, legata anche alla sicurezza stradale. Sono tutti argomenti complementari alle attività che Confartigianato e la Federazione mettono in campo ogni giorno, sia sportive che economiche”, ha detto Daniela Isetti, Vicepresidente vicaria di Federciclismo.
Ospite d’eccezione di Artibici 2019 è stato il Commissario tecnico della nazionale italiana di ciclismo, Davide Cassani, uno dei ciclisti più apprezzati di sempre, che ha sottolineato il forte, fortissimo legame che esiste tra meccanici e atleti. “Gli artigiani sono sempre stati il cuore e l’anima di questo sport. Personalmente, ho cominciato a correre con una bicicletta costruita da un ex professionista, Vito Ortelli, diventato poi un grande artigiano e costruttore di biciclette – ha continuato Cassani – Ancora oggi gli artigiani sono quelli che ci supportano e ci aiutano a migliorare le prestazioni sportive, perché sono i meccanici ad offrirci la possibilità di dare il massimo in uno sport dove la tecnologia è fondamentale. Penso, quindi, che questo connubio tra Confartigianato e Federazione Ciclistica sia l’ideale per tutti. Sono gli artigiani e i meccanici, figure professionali altamente specializzate, che ci permettono di proseguire in questo gemellaggio, perché alla fine sono loro che ci danno la possibilità di avere a disposizione biciclette performanti e di settare nel migliore dei modi i nostri strumenti”.
Tutti protagonisti del ciclismo italiano che hanno preso parte alla tavola rotonda organizzata nel corso dell’evento, dove è stato presentato il rapporto Artibici2019 dell’Ufficio studi di Confartigianato. Il risultato è una fotografia che lascia poco spazio ai dubbi. Bici e componentistica, telai e abbigliamento tecnico, l’Italia vola in tutti i segmenti di settore. Ce n’è uno in particolare, però, in cui la maglia iridata va al nostro Paese: quella della produzione di selle, con un volume delle esportazioni di 73,8 milioni di euro, pari al 71% del totale europeo. L’Italia è stabilmente nel gruppo di testa delle esportazioni mondiali, con più di 1 milione mezzo di biciclette vendute nel mondo, dietro soltanto al Portogallo, e terza, dopo Germania e Paesi Bassi, per il valore totale dell’export, pari a 572 milioni di euro. È la Francia il paese che apprezza maggiormente le nostre biciclette, assorbendo il 20,6% del totale delle esportazioni. Un dato curioso se si pensa alle tante sfide, sportive e manifatturiere, tra noi e i nostri vicini transalpini. Inevitabile, allora, pensare alle parole di Paolo Conte e di quella canzone dedicata a Gino Bartali: “I francesi ci rispettano …”.

 

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