6 Novembre 2020, h. 09:02

STUDI –  Distretti del made in Italy dei mobili leader in UE. Ad agosto ordini a +14,7% dopo pesanti effetti crisi Covid-19

I risultati dell’ultima indagine mensile sulle imprese pubblicata dall’Istat evidenzia ad ottobre 2020 una ulteriore risalita dell’indice del clima di fiducia delle imprese manifatturiere, che si avvicina ai livelli pre crisi di febbraio 2020, mettendo in evidenza la reazione alle spinte recessive generate dall’epidemia.

Uno dei settori chiave del made in Italy è rappresentato dai mobili e l’offerta realizzata dalle imprese distrettuali è un emblema della qualità e del successo della produzione manifatturiera italiana nel mondo. Anche in questo settore si evidenziano segnali di ripresa, con il trend trimestrale degli ordinativi di mobili che è tornato in territorio positivo e ad agosto segna un aumento del 14,7%.

La struttura del settore e l’alta vocazione artigiana – Nel comparto Legno e Mobili si contano 43 mila imprese con 231 mila addetti, di cui nei Mobili sono occupati 132 mila addetti, oltre la metà (57,1%) del settore ed il restante 42,9% lavora nelle imprese del Legno, con 99 mila addetti. Il comparto ha una elevata vocazione artigiana, con 33 mila imprese artigiane e 102 mila addetti, il 44% dell’occupazione del settore.  L’incidenza dell’artigianato è più alta, e pari al 55,8% dell’occupazione, nel Legno dove 55 mila addetti lavorano nelle imprese artigiane mentre 1 addetto su 3 (35,1%) opera nei Mobili, settore in cui 46 mila addetti lavorano nelle imprese artigiane.

La forza del made in Italy dei territori: asse da Udine a Como al 3° posto in Ue  – Nell’asse che va dal Friuli Venezia Giulia alla Lombardia, passando per il Veneto, si concentra il 70% del made in Italy dei mobili, una porzione di territorio che include le prime sette province italiane per esportazioni che, nell’ordine, sono: Treviso, Pordenone, Monza e della Brianza, Como, Udine, Milano e Vicenza. Queste sette province, da sole, nel 2019 cumulano 5,6 miliardi di esportazioni e, in una classifica ibrida con i 26 paesi dell’Unione e il resto d’Italia, sono  il terzo esportatore europeo dietro alla Polonia (11,0 miliardi di euro) e alla Germania (10,5 miliardi), collocandosi davanti al resto d’Italia (4,3 miliardi), Repubblica ceca (3,2 miliardi) e Paesi bassi (2,7 miliardi).

Le analisi territoriali degli Osservatori in rete – Nell’ambito degli Osservatori in rete è stata sviluppata una analisi sul settore dei mobili nell’articolo ‘Come cambia l’economia. il ruolo delle Pmi nel modello nord est’ di Enrico Quintavalle, Responsabile Ufficio Studi Confartigianato in ‘L’artigiano della Marca’, speciale per i 50 anni di Confartigianato Treviso e nelle pubblicazioni dell’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia dedicate all’alta vocazione artigiana delle imprese del legno-arredo delle province di Como e di Monza e Brianza, in cui si evidenzia che come la regione lombarda si collochi al 5° posto nell’Unione europea per valore dell’export.

Gli effetti della crisi Covid-19 – Nei primi 8 mesi del 2020, a seguito degli effetti dell’emergenza sanitaria, le imprese produttrici di mobili hanno perso il 17,4% del fatturato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le micro e piccole imprese – che rappresentano i due terzi degli occupati del comparto – hanno ridotto i ricavi di 1.193 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Sui mercati esteri, sempre tra gennaio e agosto 2020, il comparto dei mobili ha registrato un calo di esportazioni del 16,8%, più accentuato rispetto alla media del manifatturiero (-13,3%): in 8 mesi si tratta di 1,1 miliardi di euro (1.083 milioni) in meno di vendite all’estero.

Tra gennaio e agosto 2020 le vendite al dettaglio di  mobili ed articoli tessili e di arredamento per la casa sono scese del 17,8%. Tenuto conto che le famiglie italiane spendono in un anno 27,4 miliardi di euro per mobili, articoli d’arredamento, decorazioni, tappeti, incluse le riparazioni e tessili per la casa, sulla base della tendenza delle vendite retail sopra indicata, si stima che nei primi otto mesi del 2020 si siano persi 3,0 miliardi di euro di consumi delle famiglie di mobili e articoli tessili per la casa e di arredo.

Le preoccupazioni per le vendite di Natale – Le imprese del settore sono preoccupate per la recrudescenza dell’epidemia, considerato che nell’arco degli ultimi dieci anni mediamente le vendite di mobili e articoli di arredamento nel mese di dicembre superano del 24,3% la media degli altri undici mesi dell’anno.

L’analisi delle ricadute sul settore della crisi Covid-19 è stata predisposta in occasione dell’intervento del Presidente di Confartigianato Arredo il 30 ottobre su Rai3 alla trasmissione ‘Mi manda Rai3’.

 

Export mobili in 26 paesi Ue, sette principali province italiane e resto Italia

29019, miliardi di euro, 7 prov.:Treviso, Pordenone, Monza e della Brianza, Como, Udine, Milano e Vicenza – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

 

 

Made in Italy di mobili: le prime 30 province

2019 – milioni di euro – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

 

 

Trend ordini  imprese produttrici di mobili

Marzo 2019-agosto 2020; var. % tendenziale media mobile trimestrale, dati grezzi – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

 

 

 

Imprese, artigianato e occupazione nel settore legno e mobili

Anno 2018 – Elaborazione ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

 

 

 

 

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