Confartigianato su Il Foglio: “Più formazione per colmare il gap di competenze”
Confartigianato rilancia l’allarme sul mismatch di competenze nel mercato del lavoro. In un’analisi pubblicata il 7 febbraio sul quotidiano Il Foglio, la Confederazione evidenzia come nel 2025 quasi un’assunzione su due sia di difficile copertura, con criticità ancora più forti nelle micro e piccole imprese e nell’artigianato. Per colmare il gap, il Presidente di Confartigianato Granelli chiede un rafforzamento della formazione, dell’apprendistato e del legame tra scuola e impresa.
Leggi il testo dell’articolo pubblicato su Il Foglio del 7 febbraio.
Nel 2025 la difficoltà di reperimento della manodopera resta uno dei principali nodi per il sistema produttivo italiano, pur mostrando segnali di lieve attenuazione. È quanto emerge dall’analisi di Confartigianato, che fotografa un fenomeno ancora ampio: il 47% delle assunzioni previste dalle imprese italiane risulta di difficile copertura, pari a 2.727.340 lavoratori. Un dato in calo di 0,8 punti percentuali rispetto al 2024, dopo sette anni di crescita quasi ininterrotta del mismatch tra domanda e offerta di lavoro.
La criticità è più accentuata nelle micro e piccole imprese, dove la quota di assunzioni difficili da realizzare sale al 50,5%, pari a 1.889.990 lavoratori di difficile reperimento anche in questo caso con una riduzione di 0,8 punti rispetto all’anno precedente. Ancora più marcata la situazione nell’artigianato: nel 2025 il 59,7% delle entrate previste è difficile da trovare, pari a 293.270 addetti. Un valore in aumento di 0,5 punti sul 2024, ma con una dinamica decisamente più contenuta rispetto agli incrementi registrati negli anni passati.
Sul piano territoriale, le difficoltà maggiori di reperimento del personale per le imprese artigiane si concentrano in Umbria (64,7%), Trentino-Alto Adige (64,1%), Friuli-Venezia Giulia (62,7%), Piemonte-Valle d’Aosta e Lombardia (62,7%), Veneto (62,5%) ed Emilia-Romagna (62,2%), seguite da Toscana e Abruzzo.
Le competenze a maggiore vocazione artigiana risultano tra le più introvabili. Le micro e piccole imprese segnalano livelli di difficoltà superiori all’80% per attrezzisti di macchine utensili e operai delle confezioni di abbigliamento, e prossimi all’80% per meccanici artigianali, idraulici, saldatori specializzati ed elettricisti. Criticità diffuse riguardano anche per trovare falegnami, carpentieri, tecnici meccanici, panettieri, acconciatori e molte figure legate all’edilizia e alla manifattura.
Secondo Confartigianato, le cause del fenomeno sono molteplici. Sul lato dell’offerta pesa innanzitutto la crisi demografica, aggravata dall’invecchiamento della popolazione e dall’elevata inattività giovanile. Incide anche il disallineamento tra formazione e fabbisogni delle imprese: nel 35,7% dei casi la difficoltà deriva dalla mancanza di candidati, nel 18,9% da una preparazione inadeguata.
A questi fattori si aggiungono la rapidità della transizione digitale, che rende più complesso l’aggiornamento del sistema della formazione, e le nuove aspettative delle giovani generazioni, sempre meno attratte dal posto fisso e più orientate verso forme di lavoro autonomo.
«Le aziende – sottolinea il presidente di Confartigianato Marco Granelli – stanno reagendo alla difficoltà di reperimento di personale: il 32,6% punta su aumenti salariali, il 28,5% sulla flessibilità degli orari e quasi un quarto rafforza la collaborazione con scuole e istituti tecnici. Tuttavia, gli sforzi degli imprenditori non bastano: serve un impegno comune con le istituzioni per costruire un sistema formativo moderno, capace di soddisfare i nuovi fabbisogni professionali delle aziende».
Il presidente di Confartigianato sottolinea che «bisogna rafforzare il legame tra scuola e impresa, investire sull’apprendistato professionalizzante e sulla formazione duale, ma anche sulla contrattazione collettiva, valorizzando strumenti di welfare e bilateralità che nell’artigianato rappresentano un elemento distintivo. Solo così sarà possibile rendere le imprese più attrattive e trattenere competenze decisive per la competitività del Paese. Confartigianato – aggiunge Granelli . è impegnata su questo fronte con progetti dedicati come ConfSkill, per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Formare un giovane oggi significa garantire domani la continuità delle nostre imprese».
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