Il Presidente Granelli a Bruxelles: “Le micro e piccole imprese siano al centro dell’Agenda europea”
“La competitività dell’Unione europea si costruisce a partire dalle micro e piccole imprese, che rappresentano l’ossatura del sistema produttivo europeo e italiano. Le politiche europee siano più aderenti alla struttura reale dell’economia, capaci di valorizzare le imprese di minori dimensioni, ridurre gli oneri burocratici e sostenere innovazione, competenze e radicamento territoriale”. È questo il messaggio portato a Bruxelles dal Presidente di Confartigianato, Marco Granelli, nel corso della seconda edizione dell’Annual Meeting di Connact, la piattaforma di dialogo tra imprese e istituzioni promossa dalla Fondazione Articolo 49 con l’Ufficio di collegamento del Parlamento europeo in Italia. L’evento, dal titolo “Il Sistema Italia e le priorità dell’Unione europea” e svoltosi il 4 febbraio, vede Confartigianato tra i promotori e la partecipazione di quasi 50 tra grandi aziende, associazioni di rappresentanza, centri di ricerca e realtà del terzo settore, espressione complessiva del 44% del Pil italiano e di oltre 1,7 milioni di imprese.
In 13 tavoli tematici, il mondo produttivo italiano si è confrontato con rappresentanti delle istituzioni europee, nazionali e regionali sulle principali sfide dell’agenda Ue, dalla competitività alla coesione territoriale, dall’innovazione alla transizione verde e digitale. L’Annual Meeting di Connact si è confermato così un momento di confronto strategico tra il Sistema Italia e le istituzioni europee, con l’obiettivo di rafforzare la presenza italiana a Bruxelles e contribuire in modo attivo alla definizione delle priorità dell’Unione.
Al tavolo “Industry & Market”, dedicato ai temi del mercato unico e della competitività europea, il Presidente Granelli ha richiamato con forza la necessità di un cambio di paradigma nelle politiche europee per la competitività. Granelli ha sottolineato come l’agenda Ue debba partire dalla struttura produttiva reale dell’Unione, composta in larga maggioranza da micro e piccole imprese, e ha chiesto una applicazione effettiva del principio “Think small first” fin dalla fase di progettazione normativa.
Il Presidente Granelli, ha portato inoltre all’attenzione delle istituzioni europee la necessità che gli obiettivi di competitività dell’Unione siano realmente inclusivi e concretamente attuabili anche per le imprese di minori dimensioni. Tra i temi affrontati: la semplificazione normativa, il riconoscimento delle specificità delle PMI nel nuovo Quadro Finanziario Pluriennale, il diritto di restare nei territori e il ruolo strategico della formazione. «La legislazione europea deve essere costruita ex ante tenendo conto delle reali capacità organizzative e finanziarie del 99,8% delle imprese europee, evitando continui cambiamenti delle regole e distinguendo chiaramente tra PMI e small mid-cap. Difendere il diritto di restare delle imprese di prossimità, sostenere le filiere territoriali e investire nelle competenze è essenziale per garantire sviluppo, occupazione e coesione nei territori».
Ampio spazio è stato dedicato infatti anche al ruolo delle filiere, delle imprese di prossimità e del radicamento territoriale come fattori di resilienza economica europea. Infine, il Presidente di Confartigianato ha richiamato la carenza di competenze qualificate come vincolo strutturale alla competitività, sottolineando il ruolo strategico dell’istruzione e formazione professionale, del sistema duale e della collaborazione tra scuole e imprese per attrarre giovani e garantire il ricambio generazionale.
Guarda l‘intervista del Presidente di Confartigianato Marco Granelli a Connact
Guarda l‘intervista del Presidente di SMEunited Davide Galli a Connact
Nel corso della sessione plenaria sono intervenuti anche esponenti di primo piano delle istituzioni europee. In un videomessaggio, il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, ha spiegato che la Commissione aveva scelto di puntare su semplificazione e flessibilità per rendere il mercato interno più competitivo e per utilizzare in modo più efficace le risorse europee. Fitto ha rivendicato la revisione della politica di coesione e la proposta di un bilancio europeo più semplice e flessibile, capace di adattarsi a un contesto globale in rapido cambiamento e di valorizzare la dimensione territoriale degli investimenti, oltre a ricordare il rafforzamento dei partenariati commerciali internazionali dell’Unione.
La vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna ha richiamato l’importanza di “fare sistema” come Paese, sottolineando che l’interesse nazionale e la capacità di lavorare insieme rappresentavano un fattore decisivo per affrontare una fase segnata da forti incertezze globali. Sberna ha indicato come prioritaria la sfida di coniugare concretezza e ambizione per garantire un futuro al sistema economico europeo.
Dal canto suo, la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno ha evidenziato come la legislatura fosse stata segnata da cambiamenti epocali e da conflitti globali che avevano messo in discussione certezze consolidate. Picierno ha invitato a riconoscere con realismo le difficoltà del contesto economico e geopolitico, sottolineando la necessità di una reazione europea all’altezza delle sfide in corso.
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