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La buona contrattazione al centro del confronto avviato con Cgil, Cisl, Uil

Il 6 maggio a Roma, presso la sede di Confartigianato, si è aperto il tavolo di confronto tra i vertici di Confartigianato, Cna, Casartigiani, Claai e i leader sindacali Maurizio Landini (Segretario Generale CGIL), Daniela Fumarola (Segretaria Generale CISL) e Vera Buonomo (Segretaria Confederale UIL).

L’incontro odierno segna l’inizio di un confronto con i Sindacati che si articolerà su temi specifici.

Marco Granelli, Presidente di Confartigianato, ha riaffermato il valore del dialogo tra le parti sociali per affrontare l’impatto di un quadro macroeconomico complesso e incerto. Granelli ha evidenziato la condivisione con i Sindacati nel ribadire la centralità della buona contrattazione, riferendosi ai contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Il Presidente di Confartigianato è contrario a introdurre per legge criteri di selezione dei contratti non basati sulla reale rappresentatività di chi li stipula. Granelli ha anche auspicato azioni comuni ed efficaci di contrasto al dumping contrattuale alimentato dalla creazione di enti bilaterali e fondi fittizi che danneggiano i lavoratori e le imprese sane. Sul tema della misurazione della rappresentatività delle organizzazioni datoriali, definita ormai stringente ed essenziale, la posizione di Confartigianato è che la materia debba essere definita attraverso un accordo tra le principali Confederazioni e non per imposizione legislativa, nel pieno rispetto dell’autonomia di ciascuna sigla. Granelli ha rivendicato l’autonomia del modello contrattuale artigiano, capace di rinnovi veloci con incrementi salariali significativi, ed ha esaltato il sistema bilaterale costruito con i Sindacati che garantisce tutele a un milione di lavoratori e 240.000 imprese attraverso relazioni partecipative e non conflittuali. Riguardo alla riforma della Legge quadro dell’artigianato, il Presidente di Confartigianato ha ribadito la necessità di adeguare una normativa vecchia di 41 anni al moderno contesto produttivo.

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Daniela Fumarola, Segretaria Generale della CISL, ha definito fondamentale l’incontro per fissare criteri di rappresentanza omogenei, definendo l’artigianato un pezzo cruciale dell’economia. Fumarola ha posto l’accento sulla necessità di investire nella formazione per risolvere la carenza di manodopera e sulla qualificazione della contrattazione per garantire dignità al lavoro e valore all’impresa. Ha auspicato di giungere ad accordi prima dell’estate, preferendo la via dell’accordo tra le parti rispetto a un intervento della legge, che dovrebbe agire solo come sostegno per dare forza legale ai patti senza limitare la libertà negoziale. La sua visione punta su una contrattazione sartoriale e decentrata, capace di rispondere alle specifiche esigenze dei territori e dei luoghi di lavoro.

Maurizio Landini, Segretario Generale della CGIL, ha chiesto l’aggiornamento degli accordi sulla rappresentanza e sul modello contrattuale risalenti al 2016 e 2020. Landini ha evidenziato la necessità di dare ai lavoratori la possibilità di eleggere i propri rappresentanti alla sicurezza e ha proposto una riflessione sulla durata dei contratti. Alla luce dell’inflazione, il leader della CGIL ha ipotizzato di superare la cadenza quadriennale attuale per passare a verifiche più ravvicinate, anche annuali per la parte economica, per tutelare maggiormente il potere d’acquisto. Ha inoltre sottolineato che la difficoltà nel trovare personale si risolve migliorando le condizioni economiche e investendo nella formazione, ribadendo che i salari devono aumentare ad ogni livello e che occorre uniformare i trattamenti per chi svolge le medesime attività.

Vera Buonomo, Segretaria Confederale della UIL, ha sottolineato la piena condivisione sulla necessità di contrastare i contratti pirata e il dumping contrattuale. Buonomo ha ricordato l’importanza del riferimento contenuto nel Decreto Primo Maggio alle organizzazioni maggiormente rappresentative, definendo prioritario il ragionamento su un salario dignitoso. Pur riconoscendo la complessità di integrare le diverse caratteristiche datoriali in un unico accordo, si è detta fiduciosa sui risultati di un’interlocuzione che prosegue in modo proficuo da tempo.

 

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