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La Presidente Liberati a Rai2 su identità territoriali e sfide globali della ceramica made in Italy

L’eccellenza della ceramica Made in Italy, tra identità territoriali, tradizione e mercati globali, è stata al centro della puntata odierna di Tg2 Italia Europa su Rai2. L’incontro ha visto la partecipazione di Erika Liberati, Presidente dei Ceramisti di Confartigianato, che ha sottolineato con forza il valore culturale ed economico di un comparto ad altissima vocazione artigiana, capace di incantare il mondo ma oggi chiamato a confrontarsi con importanti sfide generazionali ed energetiche.

La ceramica – ha detto la Presidente Liberati – rappresenta il cuore pulsante dell’artigianato italiano. Quando ne parliamo, non ci riferiamo a un semplice prodotto, come può essere un vaso, ma parliamo di identità, di territorio e di una storia tramandata. Fa parte del patrimonio artistico e culturale del nostro Paese, un’eccellenza che tutto il mondo ci invidia“.

A fotografare lo stato di salute e la struttura del comparto sono i dati dell’Ufficio Studi di Confartigianato, specchio di un tessuto produttivo vitale, fortemente ancorato alle piccole realtà locali e con una straordinaria presenza femminile: quasi 3.000 imprese, di cui ben il 74% sono artigiane. Il settore dà lavoro a oltre 6.000 addetti. Il cuore del comparto è rappresentato da micro e piccole imprese (spesso realtà “nano” composte da uno o due professionisti) che da sole generano oltre l’80% dell’occupazione. Le donne guidano il 40% delle imprese della ceramica, un’incidenza che è quasi il doppio rispetto alla media registrata nell’intera economia italiana.  Nel 2024 il settore ha generato 450 milioni di euro di fatturato, con più di 180 milioni di valore aggiunto. La qualità del prodotto italiano è certificata dai mercati esteri: oltre il 62% del fatturato deriva dall’export, registrando una crescita in netta controtendenza rispetto alla media europea.

Durante il suo intervento, Erika Liberati ha evidenziato il forte legame tra le botteghe ceramiche e l’attrattività turistica, un binomio esaltato anche da grandi manifestazioni nazionali come Buongiorno Ceramica. I laboratori si trasformano in veri e propri presidi culturali in grado di rigenerare i piccoli borghi italiani e creare inclusione sociale. I turisti stranieri rimangono letteralmente affascinati dal saper fare italiano: “In un momento dominato dall’intelligenza artificiale, le persone cercano l’intelligenza artigiana, ha commentato la Presidente Liberati. “Rimangono incantati a guardare le mani che trasformano un pezzo di argilla, che altro non è che terra, nel manufatto finale. Nelle nostre botteghe si perdono nel tempo“.

Nonostante il successo internazionale, il settore attraversa una congiuntura delicata. La Presidente di Confartigianato Ceramisti ha lanciato un appello alle istituzioni per mantenere alta l’attenzione su un comparto strutturalmente energivoro, fortemente colpito dalle recenti crisi geopolitiche ed energetiche. La vera chiave per il futuro, tuttavia, risiede nei giovani. Secondo Liberati, occorre trasformare il fascino che la ceramica esercita oggi a livello di hobby in una concreta prospettiva di carriera: “Dobbiamo accendere un faro sulle nuove generazioni e puntare tutto sulla formazione professionale. Bisogna trasmettere ai giovani non solo la passione, ma la professionalità del mestiere. Dobbiamo far capire loro che di ceramica si può vivere e che questo lavoro è in grado di regalare grandissime soddisfazioni. I nostri laboratori non devono diventare musei silenziosi, ma fucine creative per il futuro del Made in Italy“.

Rivedi l’intervento della Presidente dei Ceramisti Confartigianato Erika Liberati a Tg2ItaliaEuropa

 

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