Comunicati stampa
·

Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green

“La decisione della BCE di aumentare i tassi di interesse di 25 punti base arriva in una fase in cui il sistema produttivo sta ancora scontando gli effetti della stretta monetaria avviata nel 2022 e rischia di compromettere la ripresa degli investimenti, in particolare quelli destinati alla transizione digitale e ambientale”.

E’ quanto sostiene il Presidente di Confartigianato Marco Granelli che segnala il progressivo aumento del costo del credito. Ad aprile 2026 il tasso medio applicato alle imprese ha raggiunto il 3,65%, in crescita rispetto al 3,49% di marzo e superiore di 202 punti base rispetto a giugno 2022, prima dell’avvio della politica di rialzo dei tassi da parte della BCE per contrastare l’inflazione.

“Le tensioni – sottolinea il Presidente di Confartigianato Marco Granelli – risultano particolarmente pesanti per le piccole imprese. Per i finanziamenti fino a 125mila euro il costo del credito è infatti superiore di 160 punti base rispetto alla media, accentuando le difficoltà di accesso alle risorse finanziarie necessarie per sostenere investimenti e sviluppo”.

L’aumento degli oneri finanziari continua, inoltre, a incidere sulla domanda di credito. A marzo 2026 i prestiti alle piccole imprese registrano una diminuzione del 4,3% su base annua, confermando la stessa contrazione rilevata a fine 2025. Nello stesso periodo, i finanziamenti alle imprese medio-grandi crescono invece del 3,4%, evidenziando un divario sempre più marcato tra le diverse dimensioni aziendali.

“La nuova stretta monetaria – fa rilevare Granelli – interviene proprio mentre emergono segnali di ripresa degli investimenti produttivi. Nel primo trimestre del 2026 gli investimenti in macchinari sono aumentati del 2,3% rispetto al trimestre precedente e del 6,6% su base annua, in accelerazione rispetto al +3,1% registrato nell’ultimo trimestre del 2025.

«Le piccole imprese italiane – sottolinea il Presidente di Confartigianato Marco Granelli – stanno affrontando una fase particolarmente complessa. Da un lato sono chiamate a investire per innovare processi e prodotti, migliorare l’efficienza energetica e rafforzare la competitività; dall’altro devono fare i conti con condizioni di accesso al credito sempre più onerose. È necessario evitare che gli obiettivi di contenimento dell’inflazione producano effetti restrittivi sull’economia reale e sulla crescita del Paese ».

Secondo le elaborazioni di Confartigianato, nel 2025 il 21% delle micro e piccole imprese ha investito in tecnologie e soluzioni green, mentre il 69,4% ha realizzato investimenti in almeno un ambito della transizione digitale.

Confartigianato richiama quindi l’attenzione sulla necessità di preservare condizioni di finanziamento adeguate per le micro e piccole imprese, che rappresentano l’ossatura del sistema produttivo nazionale e un attore decisivo per il successo delle transizioni digitale e ambientale.

 

rss