Energia e sostenibilità: al via la Settimana di Confartigianato con eventi in tutta Italia
Oggi il quotidiano Il Foglio dà notizia della Settimana per l’Energia e la Sostenibilità di Confartigianato, approfondendone gli obiettivi e i contenuti. Di seguito l’articolo pubblicato sulla testata diretta da Claudio Cerasa.
La sostenibilità ambientale, sociale ed economica è l’”elefante nella stanza” che, in questa fase di profonde incertezze a livello globale, non possiamo più permetterci di ignorare. Tra rincari energetici, crisi geopolitiche e mercati instabili, per gli artigiani e le piccole imprese la transizione ecologica non è più un’opzione rinviabile, ma una leva strategica di competitività. Proprio per tracciare una rotta concreta in questo scenario complesso, prende il via la Settimana per l’Energia e la Sostenibilità organizzata Confartigianato dal 19 al 24 ottobre con 50 eventi in tutta Italia (il calendario è consultabile QUI ).
L’iniziativa punta a sensibilizzare imprese, cittadini e istituzioni sulle trasformazioni energetiche e ambientali in corso, con soluzioni, esperienze e buone pratiche già realizzate per promuovere modelli di produzione e consumo più responsabili e valorizzando il contributo dell’artigianato e delle micro e piccole imprese.
L’obiettivo è portare la sostenibilità nella dimensione concreta delle attività economiche e della vita quotidiana: favorire un uso più efficiente dell’energia e delle risorse, diffondere soluzioni innovative, contrastare gli sprechi e rafforzare le competenze necessarie per accompagnare il cambiamento. Un percorso che mette in relazione tutela ambientale, formazione e sviluppo economico.
Ad aprire la manifestazione è stato, il 12 ottobre a Milano, l’evento ‘Seize the Change. Futuri sostenibili’, durante il quale Confartigianato ha presentato un’analisi dell’Ufficio Studi sulla domanda di competenze green e sulle difficoltà delle imprese nel reperire personale con queste skill. Un tema decisivo per la riuscita della transizione ecologica, che richiede non soltanto investimenti e nuove tecnologie, ma soprattutto persone capaci di progettarle, installarle, utilizzarle e mantenerle efficienti.
I numeri evidenziano una criticità che rischia di rallentare il cambiamento. Nel 2025 le imprese italiane avevano bisogno di 3,4 milioni di lavoratori con competenze nella gestione di prodotti e tecnologie green. Di questi, 1,6 milioni sono risultati difficili da reperire, pari al 48,7% del fabbisogno: quasi un’assunzione su due.
“Un dato che – sottolinea il presidente di Confartigianato, Marco Granelli – richiama l’urgenza di rafforzare il raccordo tra scuola, formazione professionale e sistema produttivo, valorizzando i percorsi tecnici, l’apprendistato e l’apprendimento direttamente in azienda. Dobbiamo trasformare la domanda di sostenibilità in nuove opportunità di occupazione, innovazione e sviluppo”.
La transizione ecologica significa anche economia circolare che punta a ridurre gli sprechi, contenere la produzione di rifiuti e prolungare la vita dei prodotti attraverso manutenzione, riparazione e riutilizzo.
Si tratta di temi particolarmente sentiti dai cittadini. Secondo i dati di Confartigianato, il 38,1% degli italiani con più di 14 anni indica la produzione e la gestione dei rifiuti tra le principali preoccupazioni in tema di ambiente. Inoltre, il 19,5% dei cittadini dichiara di evitare prodotti usa e getta, una scelta più diffusa nel Mezzogiorno, dove la percentuale sale al 24,1%.
In questo scenario, il settore delle imprese di riparazione e manutenzione rappresenta una risorsa di primo piano: parliamo di 329mila aziende con 934mila addetti, di cui 235mila sono artigiane con 498mila occupati.
“Sono attività – insiste il presidente di Confartigianato Granelli – che contribuiscono concretamente alla sostenibilità: riparare un bene anziché sostituirlo, mantenere efficiente un impianto, ridurre i consumi energetici e prolungare la durata delle apparecchiature significa limitare l’impiego di nuove risorse e contenere la produzione di rifiuti. L’artigianato mette a disposizione della transizione un patrimonio diffuso di competenze tecniche, conoscenza dei materiali e capacità di intervento essenziale per affermare modelli di produzione e consumo più circolari. Ma per accompagnare questo impegno servono strumenti adeguati, formazione accessibile, politiche capaci di sostenere gli investimenti e una collaborazione più stretta tra istituzioni e sistema produttivo. La sfida è fare in modo che la sostenibilità non si traduca in un ulteriore aggravio per le imprese, ma diventi un fattore di innovazione, produttività e nuove opportunità professionali”.
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