Bene la semplificazione degli incentivi. Ma la riforma non rimanga sospesa
“Una riforma necessaria per superare la frammentazione, ma che presenta ancora nodi critici su coperture finanziarie, procedure e coordinamento territoriale”. Questa, in sintesi, la posizione espressa oggi da Confartigianato, CNA e Casartigiani nel corso dell’audizione presso le Commissioni Attività Produttive di Camera e Senato sullo schema di decreto legislativo di revisione del sistema degli incentivi.
Le Confederazioni hanno evidenziato come, nel post-pandemia, si sia assistito a una escalation di misure: nel 2024 si sono contati ben 2.374 interventi agevolativi. Questa giungla burocratica ha ridotto l’efficacia degli strumenti, tanto che i tassi di accesso per le micro e piccole imprese sono rimasti fermi a una quota stimata tra il 20% e il 30% dei potenziali beneficiari.
Confartigianato, CNA e Casartigiani considerano condivisibile l’impianto del provvedimento che punta a concentrare l’offerta su quattro pilastri cardine: Fondo per la crescita sostenibile (FCS), Fondo di garanzia PMI, Fondo nazionale per l’innovazione, Nuova Sabatini.
Tuttavia esprimono perplessità su alcuni aspetti. A cominciare dall’incertezza finanziaria, poiché il decreto non stanzia nuove risorse, ma riorganizza quelle esistenti. L’operatività contabile è rimandata alla Legge di Bilancio, col rischio di rendere la riforma “sospesa” e incerta fino alla fine del 2026.
Preoccupa anche la sostituzione di strumenti agili come i “voucher” (automatici) con la logica dei “bandi”, che potrebbe allungare i tempi di erogazione e penalizzare le imprese più piccole.
Inoltre, con oltre 2.300 misure gestite a livello locale, l’assenza di un pieno accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni rischia di vanificare il coordinamento nazionale.
E ancora, le Confederazioni evidenziano i rischi di una transizione complessa poiché la coesistenza di due sistemi (vecchio e nuovo iter) per diversi mesi può generare confusione interpretativa tra funzionari e consulenti. Infine manca ancora un set chiaro di indicatori per valutare ex ante ed ex post l’efficacia reale degli incentivi.
“La semplificazione – sottolineano Confartigianato, Cna e Casartigiani – non deve tradursi in nuovi ostacoli. Chiediamo che i decreti attuativi siano tarati sulle reali caratteristiche delle micro e piccole imprese, garantendo linearità, continuità temporale delle risorse e procedure automatiche di accesso. È inoltre fondamentale rafforzare il ruolo dei Confidi in sinergia con il Fondo di Garanzia per correggere le distorsioni del mercato del credito che ancora colpiscono i piccoli imprenditori”.
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