Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato
Le incertezze sull’evoluzione della crisi mediorientale, la crescita dell’economia italiana e l’avvicinamento al termine degli interventi del PNRR dominano il contesto per le imprese italiane esaminato nel 38° report congiunturale ‘Navigare nell’incertezza: le tendenze nell’estate 2026 per economia e imprese’ presentato oggi in un webinar organizzato dall’Ufficio Studi e dalla Direzione Politiche economiche, nell’ambito della Scuola di Sistema. Dopo l’introduzione dei lavori centrata sulle condizioni del contesto internazionale di Enrico Quintavalle, Responsabile Ufficio Studi, sono stati presentati gli andamenti delle politiche economiche e le tendenze delle economie territoriali negli interventi di Licia Redolfi dell’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, Monica Salvioli dell’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna e Carlotta Andracco dell’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza. I lavori sono stati conclusi dall’intervento di Bruno Panieri, Direttore Politiche Economiche. Qui per scaricare il 38° report.
Verso la manovra 2027 e le incognite del “post-PNRR” – In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’evoluzione dei conti pubblici e sulle priorità di politica economica. Un passaggio decisivo sarà rappresentato dall’aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe emergere un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare della maggiore flessibilità europea per gli investimenti in difesa ed energia. Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del deficit fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del rapporto debito/PIL a partire dal 2027, uno scenario che tuttavia è più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.
Il prossimo aggiornamento dei conti pubblici sarà proposto nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso a inizio ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle priorità di politica fiscale riguarda l’incremento della spesa per la difesa – in settimana è previsto il Vertice NATO di Ankara -, il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029, un possibile intervento sulle aliquote IRPEF e il riordino delle tax expenditures, un sistema composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro, sul quale la Commissione europea continua a sollecitare una revisione, in particolare dei sussidi ambientalmente dannosi.
Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza, più che su nuove entrate. Gli spazi sono dati da un ampio livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni della Commissione europea pubblicate lo scorso 3 giugno si indica di “intensificare gli sforzi per migliorare l’efficienza e l’efficacia della spesa pubblica”.
La sfida per la prossima manovra di bilancio sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, data la bassa manovrabilità delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un carico fiscale del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta a una combinazione di stagnazione, alta dipendenza energetica e minore competitività.
I contenuti del 38° report – Il rapporto contiene un ampio set di evidenze della congiuntura a livello nazionale e nel confronto internazionale, le tendenze della manifattura, delle costruzioni e dei servizi, dei costi dell’energia, del mercato del lavoro, della politica fiscale e della politica monetaria, con le ricadute sul mercato del credito delle imprese.
Il focus sui territori mette in evidenzia le differenti dinamiche nella prima parte del 2026 su export, nel contesto delle incertezze della crisi in Medio Oriente, l’impatto dei dazi statunitense e la debole ripresa della Germania. Inoltre, sono descritte le differenti traiettorie su scala territoriale del mercato del lavoro, dei costi dell’energia e del turismo. Il lavoro si conclude con l’elenco aggiornato con link delle News Studi sul portale confederale, le pubblicazioni dell’Ufficio Studi in area ‘Studi e ricerche’ e gli articoli su QE-Quotidiano Energia.
Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea
2025-2028, % del PIL – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea
Related posts:
Le nuvole dell’incertezza negli scenari dell’autunno 2025. L’analisi del 35° report congiunturale
Nel 2025 la produzione di mobili sale del 3,5% vs +0,7% Ue. Il report di Confartigianato al Salone del Mobile a Milano
Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio
Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business


