#artigianatochecresce – Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato
Alla fine del primo trimestre del 2026 si contano 13.089 imprese artigiane digitali registrate nei settori che offrono servizi connessi ad edizione di software (compresi i videogiochi), programmazione, consulenza ed assistenza informatica, cybersicurezza, realizzazione di pagine web installazione di computer e software e recupero dati, attività di telecomunicazione quali erogazione di servizi di accesso ad Internet e di messaggistica e tracciamento satellitare, hosting, cloud computing, webscraping ed elaborazione dati, pari all’1,1% dell’artigianato, e con 19.483 addetti. L’artigianato rappresenta l’11,7% delle 112.287 imprese ed il 3,5% dei 552.048 addetti del settore.
Tra il 2020 e il 2025 il segmento delle imprese digitali artigiane segna una crescita a doppia cifra, con un aumento del 14,9%.
L’analisi della presenza e dinamica delle imprese artigiane nell’economia digitale è proposta nell’Elaborazione flash ‘Artigianato digitale e competenze nell’era dell’IA-Intelligenza artigiana’ pubblicata oggi dall’Ufficio Studi. Qui per scaricarla. Si tratta della quarta uscita della serie di studi #artigianatochecresce centrati su cluster settoriali dell’artigianato a maggiore dinamismo, dopo quella sul design (pubblicata il 21 aprile 2026), sulla cura del verde (pubblicata il 1° aprile 2026) e sulla pet economy (pubblicata il 12 febbraio 2026).
L’analisi territoriale proposta nel report evidenzia che a livello regionale il peso delle imprese artigiane digitali sull’artigianato regionale è superiore alla media in Friuli-Venezia Giulia con il 2,0%, Emilia-Romagna conl’1,5%, Marche, Sardegna e Valle d’Aosta tutte con l’1,4%, Abruzzo con l’1,3% e Lombardia e Veneto entrambe con l’1,2%.
In chiave provinciale, le imprese artigiane digitali hanno un peso sull’artigianato doppio rispetto alla media a Udine con il 2,4%, Bologna con il 2,3% ed Ascoli Piceno con il 2,2%. Seguono con peso superiore alla media: Lecco e Provincia Autonoma di Trento (entrambe con l’1,9%), Chieti, Fermo, Pordenone e Sassari (tutte con l’1,7%), Forlì-Cesena e Lucca (entrambe con l’1,6%), Ancona, Bergamo, Cagliari, Gorizia, Parma, Verona (tutte con l’1,5%), Como, Monza e Brianza, Pescara, Pisa, Valle d’Aosta e Vicenza (tutte con l’1,4%), Brescia, Macerata, Milano e Modena (tutte con l’1,3%), Biella, Catania, Ferrara, Imperia, Novara, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Siena, Teramo e Trieste (tutte con l’1,2%).
Nel report si evidenzia il dinamismo delle piccole imprese che usano l’intelligenza artificiale (IA), anche se la diffusione rimane inferiore al benchmark europeo, mentre si generano nuovi investimenti nelle tecnologie digitali. Uno dei principali freni alla diffusione dell’IA nelle imprese è certamente dato dalla carenza di competenze adeguate a integrare queste tecnologie nei processi aziendali.
Secondo i dati del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il 71,8% delle imprese ha effettuato investimenti in almeno uno dei tre ambiti della transizione digitale – adozione di tecnologie digitali, integrazione delle tecnologie digitali nell’ambito del proprio modello organizzativo, sviluppo di nuove soluzioni di business basate sul digitale –, con una propensione a investire che va dal 70,8% della manifattura, utilities e costruzioni per arrivare al 73,4% nei servizi.
Mentre le imprese italiane intensificano l’uso dell’IA, la crescita dell’attività dei data center sta diventando uno dei principali fattori di espansione della domanda mondiale di elettricità, imponendo nuovi investimenti nelle reti, nella capacità di generazione e nelle fonti rinnovabili, come delineato nel focus dell’Ufficio Studi pubblicato su QE-Quotidiano Energia.
La data center economy negli Stati Uniti determinerà circa la metà (47,5%) dell’aumento dei consumi di elettricità fino al 2030, pari a 41 TWh in più all’anno. L’aumento cumulato dei consumi elettrici in Cina entro il 2030 da data center sarà di 32 TWh all’anno, mentre la crescita dei consumi in Unione europea sarà trainata dalla diffusione dei veicoli elettrici con 23 TWh in più all’anno, mentre i data center forniranno un contributo significativo, ma più contenuto, pari a 7 TWh in più all’anno.
Peso delle imprese artigiane digitali sull’artigianato per regione
Fine I trimestre 2026. Incidenza % imprese registrate Ateco 2025: 58.2, 61.9, 62 e 63 su totale imprese artigiane – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Unioncamere-Movimprese
Crescita annua del consumo di elettricità per utilizzo in Cina, Usa e Ue
2025-2030, TWh all’anno e % sul totale – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Iea
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