Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch
Il mercato del lavoro continua a rappresentare un fattore di resilienza dell’economia italiana, pur mostrando i primi segnali di rallentamento dopo la lunga fase espansiva che ha caratterizzato gli ultimi anni. In un contesto segnato dal rallentamento della crescita, dalle tensioni geopolitiche e dalle ricadute sulla manifattura, l’occupazione nel primo scorcio dell’anno continua ad aumentare, anche se con ritmi più contenuti, mentre si riduce gradualmente la difficoltà di reperimento del personale, che rimane comunque uno dei principali vincoli allo sviluppo delle imprese.
L’analisi degli ultimi dati trimestrali disponibili evidenzia nel primo trimestre del 2026 l’occupazione in Italia aumenta dello 0,2% (era +0,4% nel quarto trimestre del 2025). Nel confronto internazionale la media dell’Unione europea segna una crescita degli occupati dello 0,6%, con un maggiore dinamismo per Spagna (+2,4%), mentre il trend, come per l’Italia, pur rimanendo positivo, è più debole per Francia (+0,4%) e Germania (+0,1%).
Si registra uno spunto positivo più intenso per le ore lavorate monitorate nei conti nazionali che nel primo trimestre 2026 in Italia aumentano dello 0,9%, pur rallentando rispetto al +1,5% del 2025.
Nell’arco degli ultimi cinque anni, dominato da forti turbolenze, l’Italia ha mostrato una migliore performance del mercato del lavoro. Tra il primo trimestre 2021 e il primo trimestre del 2026 – periodo nel quale si sono succeduti l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e una conseguente grave crisi energetica, la stretta monetaria più pesante della storia dell’euro, lo scoppio del conflitto in Medio Oriente, i dazi statunitensi e la guerra del Golfo – gli occupati in Italia sono saliti del 10,5%, facendo meglio del +7,7% della media Ue.
L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato – qui per scaricarlo – predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza – evidenzia ampie differenziazioni delle dinamiche del mercato del lavoro.
Tra le regioni con oltre un milione di occupati emergono segnali di maggiore dinamismo dell’occupazione nel Centro e nel Mezzogiorno (+0,6%), mentre il Nord-Est evidenzia una flessione (-0,7%), confermano come la fase di rallentamento interessi in misura maggiore le aree a maggiore vocazione manifatturiera e più esposte alle turbolenze di natura geopolitica. In numerosi territori la crescita del primo trimestre risulta comunque superiore a quella registrata nella media del 2025, segnale che il rallentamento non assume caratteristiche uniformi sul territorio nazionale. Le regioni più dinamiche sono Campania (+2,2%), Sicilia (+0,9%), Lombardia (+0,8%), Toscana (+0,7%). L’occupazione segna una crescita più debole in Lazio (+0,3%) e Puglia (+0,1%), mentre ristagna (-0,2%) in Emilia-Romagna e scende in Piemonte (-1,3%) e Veneto (-1,5%).
Un elemento particolarmente significativo riguarda la dinamica dell’occupazione femminile. Nel primo trimestre del 2026 il numero delle donne occupate aumenta dello 0,5%, mentre l’occupazione maschile risulta stabile. Il contributo maggiore proviene dal Mezzogiorno, dove la crescita dell’occupazione femminile (+1,5%) supera nettamente quella maschile (+0,1%), contribuendo a sostenere l’espansione complessiva del mercato del lavoro. In diversi territori il ritmo di crescita dell’occupazione delle donne risulta inoltre superiore a quello osservato nel corso del 2025, confermando un progressivo ampliamento della partecipazione femminile al mercato del lavoro. Nel dettaglio si registrano tassi di crescita dell’occupazione femminile superiori al punto percentuale in Sicilia (+3,1%), Campania (+2,3%), Puglia (+1,8%), Veneto (+1,5%) e Lazio (+1,1%).
L’analisi per settori conferma come le diverse filiere stiano attraversando fasi molto differenti del ciclo economico. La manifattura continua a risentire della debolezza della domanda internazionale e, sempre nel primo trimestre del 2026, registra un calo degli occupati dell’1,9% su base annua, approfondendo il -0,9% del 2025. Il Centro limita le perdite (-0,3%), mentre nelle altre principali aree produttive la flessione appare più marcata: nel Nord Ovest il calo è dell’1,0%, nel Nord Est si amplia al -2,9% e nel Mezzogiorno arriva al -3,6%. Tra le maggiori regioni si mantiene un trend positivo dell’occupazione manifatturiera in Campania (+2,8%) ed Emilia-Romagna (+1,1%), mentre sono in territorio negativo Lombardia, Toscana, Lazio, Piemonte e Veneto.
Le costruzioni si confermano il comparto più dinamico: nel primo trimestre del 2026 l’occupazione cresce del 5,4% su base annua, con incrementi diffusi in quasi tutte le principali regioni. Nei servizi, infine, il quadro rimane sostanzialmente stabile (+0,1%), ma al loro interno emergono andamenti differenziati: commercio e turismo aumentano dell’1,7%, mentre gli altri servizi registrano una lieve contrazione (-0,5%). Nei servizi si osservano tassi di crescita superiori al punto percentuale in Veneto (+3,8%), Campania (+1,9%) e Toscana (+1,3%). Si osservano una maggiore stabilità in Sicilia (+0,2%) e Lazio (-0,1%), mentre l’occupazione nel terziario scende in Lombardia (-0,7%), Piemonte (-1,2%) ed Emilia-Romagna (-1,6%).
Permane infine la criticità rappresentata dal difficile reperimento del personale. A metà 2026 interessa ancora oltre quattro assunzioni su dieci (42,0%), sebbene il fenomeno risulti in attenuazione rispetto allo scorso anno (-3,4 punti percentuali), con marcate differenze territoriali. Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro presenta le quote più elevate di difficoltà di reperimento in Valle d’Aosta (52,9%), Umbria (49,8%), Friuli-Venezia Giulia (49,6%), Veneto (47,8%), Lombardia (46,0%), Piemonte (44,1%) e Toscana (44,0%), mentre l’attenuazione del fenomeno è diffusa in pressoché in tutte le regioni italiane.
In questo quadro, la disponibilità di competenze adeguate, il rafforzamento della partecipazione femminile e la valorizzazione del lavoro autonomo rappresentano leve decisive per sostenere la dinamica del mercato del lavoro e accompagnare l’economia verso una nuova e solida fase di sviluppo.
Dinamica degli occupati in Italia e Ue 27 negli ultimi cinque anni
II trimestre 2021-I trimestre 2026, Variazione % tendenziale, 15 anni ed oltre – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat
Dinamica occupati nel I trimestre 2026 e nel 2025 per regione
I trimestre 2026 e 2025. Variazione % tendenziale. Primo gruppo: regioni con almeno 1 mln occupati – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat
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