Il Presidente Granelli a “Camper” (Rai 1): «L’artigianato è il futuro che ha radici profonde»
«L’artigianato italiano non è il passato che resiste: è il futuro che ha radici profonde». È il messaggio lanciato oggi da Marco Granelli, Presidente di Confartigianato, ospite oggi del programma televisivo di Rai 1 ‘Camper’. Un intervento che ha raccontato il valore dell’artigianato attraverso i numeri del comparto e la concretezza del lavoro di un artigiano calzaturiero, Alessio del Savio, che nel corso della puntata ha mostrato come nasce una scarpa realizzata a mano.
«L’artigianato non è solamente un numero, non è solamente un settore vitale per l’economia – ha spiegato Granelli – ma è anche un’espressione autentica dell’identità produttiva e culturale del nostro Paese». Sono 1,3 milioni le imprese artigiane, con 2,6 milioni di addetti, circa 374 miliardi di euro di fatturato stimato e 59 miliardi di export. Dietro la forza del Made in Italy c’è una rete di piccole imprese, laboratori, distretti e filiere che compete nel mondo grazie a qualità, creatività, flessibilità e personalizzazione.
La dimostrazione di Alessio del Savio ha testimoniato quanto lavoro e competenza ci sono dietro un prodotto artigianale. Dalla scelta del pellame al taglio, dalla cucitura al montaggio sulla forma, fino alla suola, al tacco e alle rifiniture, per realizzare un paio di scarpe personalizzate possono servire circa quindici giorni. «Come questa ce n’è una nel mondo», ha spiegato l’artigiano, evidenziando il valore dell’unicità e della personalizzazione.
Per Granelli, è proprio questa capacità di unire sapere e innovazione a rendere competitivo l’artigianato italiano. Intelligenza artificiale, robotica e automazione, secondo il Presidente di Confartigianato, possono diventare alleate del lavoro artigiano. «Riusciamo a demandare tutte le parti più di routine, più standardizzate, più omologate alle macchine e c’è spazio per avere creatività, personalizzazione e una cura maniacale del particolare che solamente le persone hanno». Una conclusione sintetizzata efficacemente in studio: «Alessio usa l’intelligenza per far lavorare le sue mani».
Granelli ha sottolineato anche l’importanza della collaborazione tra imprese: «Una volta eravamo dei grandissimi solisti, oggi dobbiamo diventare sempre più dei bravi orchestrali». Fare rete significa condividere competenze e affrontare insieme le difficoltà, soprattutto nei territori dove fare impresa è più complesso.
Un ruolo che si lega anche alla funzione sociale dell’artigianato: un laboratorio, una bottega o una piccola impresa sono spesso un presidio economico e sociale della comunità, soprattutto nei piccoli borghi.
L’artigianato rappresenta inoltre una concreta opportunità occupazionale per le nuove generazioni. Circa il 40% dei giovani under 35 guarda con interesse al settore, mentre nel 2024 le imprese artigiane hanno ospitato oltre 121 mila apprendisti. Nel 2025 la difficoltà di reperimento del personale nel comparto ha sfiorato il 60%, con circa 293 mila posti di lavoro a rischio di rimanere scoperti. «Nell’artigianato c’è lavoro, c’è tecnologia, c’è creatività e c’è la possibilità di realizzare un sogno e di esprimere il proprio talento», ha affermato Granelli.
La sfida, dunque, è accompagnare la tradizione nel futuro, creando condizioni favorevoli per le imprese attraverso meno burocrazia e pressione fiscale, maggiore accesso al credito e strumenti per innovazione e internazionalizzazione. «Difendere l’artigianato non significa conservare un mondo che scompare. Significa investire in un’Italia che vuole continuare a produrre, creare lavoro e farsi riconoscere nel mondo per la qualità delle proprie persone e dei propri prodotti».
Rivedi l’intervista del Presidente di Confartigianato Marco Granelli a ‘Camper’
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