Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri
Nel secondo trimestre 2026 gli occupati aumentano di 246 mila unità in un anno (+1,0%). Il traino viene dal lavoro a tempo indeterminato e a tempo pieno, mentre si consolida la ripresa degli indipendenti. Più dinamica l’occupazione femminile e quella giovanile. Gli stranieri generano poco meno della metà dell’aumento complessivo degli occupati e raggiungono il massimo storico del peso sugli occupati.
Il mercato del lavoro italiano conferma nel secondo trimestre del 2026 una dinamica positiva. Gli occupati raggiungono 24 milioni 447 mila, con un aumento di 246 mila unità rispetto a un anno prima, pari all’1,0%, più intenso rispetto al trimestre precedente (+0,2%). Il tasso di occupazione tra 15 e 64 anni sale al 63,4%, 0,7 punti in più su base annua. In parallelo, le persone in cerca di occupazione diminuiscono di 167 mila unità (-9,8%) e il tasso di disoccupazione scende al 5,9%.
La qualità dell’occupazione resta uno dei tratti più significativi della fase in corso. Torna a rafforzarsi il lavoro stabile: gli occupati dipendenti a tempo indeterminato aumentano di 155 mila unità (+1,0%), mentre quelli a termine diminuiscono di 33 mila (-1,2%). Ancora più netta è la ricomposizione per orario: gli occupati a tempo pieno crescono di 345 mila unità (+1,7%), mentre quelli a tempo parziale scendono di 99 mila (-2,6%). Tra i dipendenti permanenti a tempo pieno, in particolare, si registra un incremento di 270 mila occupati (+2,0%).
In parallelo si consolida il recupero del lavoro indipendente, che nel secondo trimestre conta 5 milioni 364 mila occupati, 123 mila in più in un anno (+2,4%). La crescita è quasi interamente concentrata tra gli indipendenti senza dipendenti, che aumentano di 116 mila unità (+3,4%). La quota degli indipendenti sul totale degli occupati sale così dal 21,7% al 21,9%.
Un secondo elemento che caratterizza l’attuale fase è il maggiore dinamismo del lavoro femminile. Nel secondo trimestre dell’anno si evidenzia una crescita tendenziale delle occupate dell’1,4%, un ritmo doppio rispetto al +0,7% degli uomini. La migliore performance femminile trova riscontro anche negli indicatori: il tasso di occupazione delle donne aumenta di 0,9 punti in un anno, contro +0,5 punti per gli uomini, mentre la disoccupazione femminile scende di 0,9 punti, a fronte di -0,5 punti per la componente maschile.
Ancora più marcato è il contributo dell’occupazione straniera. Nel secondo trimestre 2026 gli occupati stranieri arrivano a 2 milioni 687 mila, con una crescita di 116 mila unità rispetto allo stesso periodo del 2025, pari al +4,5%, a fronte del più contenuto +0,6% degli italiani. Di conseguenza, gli stranieri spiegano il 47,1% dei 246 mila occupati aggiuntivi registrati nell’ultimo anno: in altri termini, quasi un nuovo occupato su due è straniero. La quota degli stranieri sull’occupazione complessiva raggiunge così l’11,0%, il valore più elevato della serie storica considerata, proseguendo un trend di crescita che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più rilevante nel sostenere l’offerta di lavoro.
La dinamica degli occupati stranieri si intreccia con un maggiore dinamismo per i giovani, con gli occupati under 35 che salgono dell’1,3%, con una accentuazione per i giovani stranieri (+6,4%).
Sul piano settoriale il motore dell’occupazione sono i servizi (+2,1% su base annua), mentre emergono segnali di rallentamento nelle costruzioni dopo il lungo ciclo espansivo degli ultimi anni (-1,4% con dieci trimestri consecutivi di crescita) e ristagna (-0,7%) la manifattura, settore su cui pesano maggiormente le incertezze geopolitiche.
Nel complesso, quindi, la crescita dell’occupazione nel corso del 2026 non si limita a un aumento quantitativo, presentando segnali di miglioramento qualitativo. L’espansione del lavoro stabile e a tempo pieno, la ripresa degli indipendenti, il maggiore dinamismo dell’occupazione femminile, dei giovani e il crescente apporto dei lavoratori stranieri stanno modificando la composizione del mercato del lavoro, che diventa più inclusivo, in un contesto segnato dal rallentamento demografico e dalla crescente difficoltà delle imprese nel reperire personale: a settembre la difficoltà di reperimento del personale richiesto dalle imprese si attesta al 44%.
L’analisi per territorio evidenzia un maggiore spinta nel Nord-est con gli occupati in salita dell’1,7% e nel Mezzogiorno con +1,2%, mentre è il trend si indebolisce nel Centro con 0,4%. Tra le maggiori regioni, con oltre un milione di occupati, si rileva una dinamica superiore alla media nazionale per Emilia-Romagna con 3,0%, Lombardia con 1,4% e Puglia con 1,2%, Aumenti più contenuti per Lazio e Campania con 0,6% e Veneto con 0,2%, mentre presentano una tendenza negativa Toscana con -0,2%, Sicilia con -0,7% e Piemonte con -1,1%.
Dinamica occupati per orario, posizione professionale e carattere dell’occupazione
II trim. 2026, var. % tendenziale occupati 15 anni ed oltre – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat
Quota occupati stranieri in Italia
I trim. 2025-I trim. 2026, % occupati 15 anni ed oltre – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat
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