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Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane

Il nuovo numero di Spirito Artigiano raccoglie le analisi e le riflessioni di accademici, economisti, parlamentati, esperti e giornalisti intervenuti a ‘Match Point’, l’evento organizzato da Confartigianato il 7 e l’8 settembre a Roma. Al centro delle riflessioni e del confronto le traiettorie del sistema produttivo italiano ed europeo di fronte alle grandi trasformazioni del nostro tempo, con la necessità di coniugare innovazione tecnologica, intelligenza artificiale, competenza ed esperienza umana, tutelando il valore del lavoro, della sostenibilità e del radicamento territoriale.

Don Sergio Massironi, Docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore, affronta la sfida dell’algoretica, ricordando che l’IA non è soltanto uno strumento, ma una trasformazione complessiva dell’ambiente umano. Sottolinea come la cultura artigiana e la capacità di porre le giuste domande siano essenziali per opporsi a una tecnologia impersonale e per costruire una “civiltà dell’amore” orientata al bene comune e all’inclusione di chi rischia di rimanere ai margini.

Stefania Bandini, docente di Informatica presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, esperta di IA, si concentra sulla non neutralità della tecnologia e sul problema del dual use. Nel suo contributo chiarisce la differenza tra dati e vera competenza, evidenziando come l’imperfezione del gesto artigiano rappresenti un valore generatore di unicità contro l’appiattimento algoritmico, e richiama la necessità di tutelare la sovranità dei dati per garantire quella tecnologica.

Emanuele Frontoni, docente di Informatica e Intelligenza Artificiale presso l’Università di Macerata,ribadisce che il futuro appartiene a chi sa dare un senso alle macchine, poiché la tecnologia non possiede la conoscenza del “perché” si compie un gesto o si realizza un prodotto. Attraverso esperienze concrete come il progetto CappellAI a Montappone, illustra come l’IA debba valorizzare la memoria aziendale ed essere guidata dagli esperti di dominio, salvaguardando il primato della persona.

Luigi Buttiglione, economista, fondatore e AD di LB Macro, analizza il divario di crescita che da un quarto di secolo penalizza l’Italia rispetto all’Eurozona e agli USA, individuando nella stasi della produttività del lavoro il nodo principale. Per superarlo, propone una convergenza strategica tra Intelligenza Artificiale e Intelligenza Umana, unita a politiche incisive su demografia, energia e canali finanziari di prossimità per le imprese con meno di 20 addetti.

Valeria De Bonis, docente di Scienza delle Finanze presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, componente dell’Ufficio parlamentare di bilancio, focalizza l’attenzione sulla competitività che si costruisce dal basso, dove le microimprese rappresentano circa il 95% del tessuto produttivo. Ricordando che stabilità fiscale e crescita debbono procedere di pari passo, evidenzia l’importanza di diffondere le tecnologie esistenti, semplificare il quadro degli incentivi pubblici e fare tesoro delle semplificazioni negli appalti emerse con il PNRR.

Marco Sterpa, docente di Diritto Costituzionale presso l’Università degli Studi di Milano, richiama il valore del “favor costituzionale” sancito dall’art. 45 della Costituzione a tutela dell’artigianato, concepito per difendere la personalità umana contro la standardizzazione. Valorizza quindi l’occasione storica della legge n. 34 del 2026 e della delega legislativa di riforma dell’artigianato per aggiornare le tutele e rafforzare una rete transnazionale del settore nel mercato unico europeo.

Lucio Caracciolo, direttore della rivista di geopolitica Limes, esamina il nuovo scenario geopolitico caratterizzato dalla competizione tra grandi potenze, affermando che la vera scelta per l’Europa e per l’Italia è essere “al tavolo” dei decisioni oppure diventare “il tavolo” su cui altri decidono. Le tensioni sulle rotte commerciali e sul costo dell’energia dimostrano che la cultura strategica e la sicurezza geopolitica sono ormai componenti imprescindibili della vita aziendale.

Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, illustra i dati del report “La partita del futuro” di Confartigianato, mettendo in luce la straordinaria resilienza delle MPI italiane che, tra il 2019 e il 2025, hanno sostenuto una crescita del PIL pro capite (+7,8%) superiore alla media UE. Il contributo analizza tuttavia gli ostacoli legati al deficit di competenze digitali (con 621 mila lavoratori introvabili) e al costo dell’energia, rivendicando il ruolo dell’export di eccellenza del Made in Italy.

Sara Lena, ricercatrice del Censis, sintetizza i risultati del 6° Radar Artigiano Confartigianato-Censis, condotto per l’80° anniversario dell’associazione, ripercorrendo l’evoluzione del settore dal Dopoguerra (con 650mila imprese nel 1951) ad oggi (1,2 milioni nel 2025). L’indagine rileva che l’88,8% degli italiani considera l’artigianato fondamentale per la società, il 96,5% lo associa a prodotti durevoli e sostenibili e il 91,4% riconosce al lavoro artigiano la capacità di offrire occupazioni motivanti e creative.

Stefano Micelli, docente di Economia e Gestione delle Imprese presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, sostiene che l’artigianato ha pienamente vinto la sua battaglia culturale, venendo superata l’idea che fosse un settore residuale rispetto alla grande industria. Sottolinea tuttavia la necessità di un salto di qualità manageriale e organizzativo, utile a rinnovare i canali distributivi attraverso lo storytelling, a integrare manifattura e turismo culturale e ad offrire ai giovani una chiara prospettiva di sviluppo imprenditoriale.

Il dibattito conclusivo del Match Point Confartigianato 2026, intitolato “Verso l’anno elettorale”, ha analizzato le prospettive politiche ed economiche dell’Italia a partire dal sondaggio condotto da Alessandra Ghisleri (presidente di Euromedia Research). Al dibattito, moderato da Michele Renzulli (caporedattore della redazione economia del Tg1 Rai), hanno preso parte Alessandro De Angelis (vicedirettore de La Stampa), Claudio Cerasa (direttore de Il Foglio) e Nazario Pagano (presidente della I Commissione Affari Costituzionali della Camera).


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