Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco”
La riforma della legge quadro sull’artigianato può rappresentare un tassello della strategia per sostenere la crescita delle imprese, anche con un possibile effetto positivo sul versante fiscale. È il messaggio del Viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo intervenuto oggi ai lavori della Giunta Esecutiva di Confartigianato nel corso della quale il Presidente Marco Granelli ha presentato le cinque priorità delal Confederazione in vista della prossima legge di bilancio.
Al primo posto delle richieste di Confartigianato c’è proprio l’attuazione della riforma della legge quadro sull’artigianato, il cui iter dovrà essere completato entro la scadenza della delega, fissata al 7 gennaio 2027. Granelli ha ribadito la necessità di ammodernare una normativa chiamata ad accompagnare l’artigianato nelle profonde trasformazioni economiche e sociali del nostro tempo. “Parlare di Confartigianato, di artigiani, di piccole imprese – ha sottolineato – significa parlare di una parte importante del Paese che deve essere sostenuta”.
Sul punto Leo ha espresso un’apertura, sottolineando l’importanza di evitare contrapposizioni e di concentrarsi sulla crescita del comparto. “Ragionare sulla possibilità di far crescere il mondo dell’artigianato darebbe un beneficio sul denominatore del rapporto della pressione fiscale”, ha osservato il viceministro, indicando quindi nella crescita del settore anche un possibile effetto positivo sul versante fiscale. “Le contrapposizioni non fanno mai bene”, ha aggiunto, auspicando una consapevolezza condivisa sulla necessità di rafforzare il mondo dell’artigianato.
La seconda priorità indicata da Confartigianato riguarda la riduzione dell’Irpef, con la richiesta di innalzare da 50mila a 60mila euro il limite del secondo scaglione e di aumentare la detrazione per i titolari di reddito d’impresa minore, così da avvicinarla a quella prevista per lavoratori dipendenti e pensionati.
Su questo fronte Leo ha delineato con maggiore precisione l’intervento allo studio del Governo. “Abbiamo già lo scorso anno aiutato parte del ceto medio perché tra 28 e 50 mila euro di reddito abbiamo portato la tassazione al 33% anziché a 35%”, ha ricordato. “Un altro pezzo pensiamo di farlo adesso, con la legge di bilancio, per abbracciare i contribuenti che hanno reddito tra 50 e 60.000 euro”, che passerebbero dall’aliquota del 43% al 33%.
Un’altra convergenza riguarda gli incentivi per l’efficientamento energetico. Confartigianato ha chiesto di garantire stabilità ai bonus edilizi per almeno un triennio e di portare dal 50% al 65% la detrazione per le spese di riqualificazione energetica, anche per accompagnare gli investimenti legati all’attuazione della direttiva europea sulle “Case green”. Il Viceministro Leo ha indicato proprio questo capitolo come uno degli ambiti nei quali potrebbe esserci spazio di intervento. “Dobbiamo lavorare sugli incentivi per l’efficientamento energetico perché lì possiamo tirare più su l’asticella e non abbiamo problemi sui conti”, ha spiegato, richiamando la clausola di flessibilità europea.
Le aperture del Viceministro sono tuttavia accompagnate dalla cautela sulla situazione della finanza pubblica. Leo ha definito la prossima legge di bilancio “difficile”, citando gli effetti dell’inflazione, la tenuta dei conti pubblici, il debito e l’aumento dello spread legato anche alla crescita dei costi dell’energia.
Da qui la richiesta della Premier Meloni di maggiore flessibilità all’Unione europea, che secondo il viceministro potrebbe offrire “un po’ più di ossigeno” per interventi mirati. Allo stesso tempo, Leo ha richiamato la necessità di non mettere a rischio l’equilibrio dei conti: “Dobbiamo veramente essere prudenti”, ha detto, ricordando i rischi derivanti da misure di spesa non adeguatamente sostenibili.
Tra le altre richieste avanzate da Confartigianato figurano l’eliminazione dell’Irap per le società di persone e le associazioni tra professionisti e il rifinanziamento del Fondo per la promozione, lo sviluppo e la crescita delle imprese artigiane, istituito dal decreto-legge n. 38/2026, con 200 milioni di euro in tre anni e una quota destinata al finanziamento in conto capitale secondo il modello della legge 949/1952.
Le cinque priorità – riforma della legge quadro, riduzione dell’Irpef, superamento dell’Irap per le forme societarie indicate, stabilità e rafforzamento dei bonus edilizi e nuove risorse per le imprese artigiane – sono state presentate da Granelli come parte di una strategia complessiva per dare alle piccole imprese maggiore capacità di programmazione.
“Alle piccole imprese servono meno pressione fiscale, regole stabili e strumenti per investire”, ha sintetizzato il presidente di Confartigianato. L’obiettivo, ha aggiunto, è ottenere interventi strutturali e risorse certe per rafforzare “competitività, innovazione e capacità di crescita”.
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