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Reti e certificazioni per vincere la sfida dei bandi comunali sulle concessioni balneari

Regole uniformi, aggregazione e certificazione della qualità. Sono queste le leve strategiche individuate da Confartigianato Imprese Demaniali nel corso del convegno “Il futuro del demanio marittimo: unire le forze per vincere la sfida delle gare“, tenutosi il 15 ottobre a Rimini Fiera in occasione della manifestazione ‘InOut’.

Di fronte a un quadro normativo nazionale ancora incompleto e caratterizzato dall’assenza di un bando-tipo ministeriale e del decreto indennizzi, l’associazione di categoria ha chiamato a raccolta esperti giuridici ed economici per fornire risposte immediate ai balneari italiani in vista dell’imminente evidenza pubblica regolata per ora dalla sola Legge Draghi (L. 118/2022).

“Non possiamo più aspettare i tempi della politica”, ha dichiarato Mauro Vanni, Presidente Nazionale di Confartigianato Imprese Demaniali. “Le imprese hanno bisogno di risposte concrete e fattuali per affrontare un percorso di transizione epocale. La nostra risposta ai bandi sarà la qualità certificata”.

Il cuore del convegno è stato dedicato alla presentazione delle soluzioni tecniche per aumentare il punteggio delle imprese uscenti nei bandi comunali valorizzando la capacità di accoglienza, la specializzazione dei servizi offerti (dal settore ricreativo a quello della ristorazione e del benessere) e la storica capacità di interazione con il cliente. Elementi, questi, che devono tradursi in progetti tecnici dettagliati e misurabili all’interno delle offerte.

Certificazioni volontarie e Indicazioni Geografiche: Gli esperti legali e consulenti in proprietà intellettuale e industriale Filippo Casanti e Paolo Migani hanno spiegato come i marchi di certificazione basati sulle nuove direttive europee possano diventare elementi altamente qualificanti nei bandi di gara.

Le amministrazioni comunali potranno infatti assegnare punteggi premiali a chi garantisce standard di servizio elevati e legati all’identità geografica del territorio.

Il focus non sarà solo burocratico: l’assegnazione dei punteggi sarà vincolata a impegni gestionali stringenti. Una volta ottenuta la concessione, le imprese dovranno dimostrare con comportamenti fattuali il rispetto degli elevatissimi standard qualitativi promessi in sede di gara.

La piattaforma di servizi per la spiaggia moderna: Il professor Carlo Alberto Carnevale Maffè (SDA Bocconi) ha illustrato il funzionamento di una piattaforma aggregativa in grado di supportare i balneari nello sviluppo di progetti di rete. L’obiettivo è presentare alle pubbliche amministrazioni piani di gestione rivoluzionari basati sulla sostenibilità ambientale, sull’accessibilità e sull’inclusione.

Lo screening aziendale: L’avvocato Lucio Lacerenza ha esortato le imprese ad avviare un monitoraggio immediato dei propri requisiti tecnici e dei manufatti prima dell’uscita dei bandi, prendendo come riferimento i primi modelli di evidenza pubblica già attuati dal Comune di Rimini.

Il tavolo tecnico ha visto la forte partecipazione delle istituzioni regionali. L’Assessora al Turismo della Regione Emilia-Romagna, Roberta Frisoni, ha confermato il massimo impegno nell’orientare i bandi verso la massima valorizzazione delle competenze e degli investimenti fatti dai concessionari uscenti, pur nel rispetto delle severe regole di concorrenza previste dall’Unione Europea.

Come ha ricordato l’Assessora al Demanio del Comune di Rimini Valentina Ridolfi i giochi sono ormai aperti, come dimostrano le prime 20-30 concessioni già mandate a bando dal Comune di Rimini nella zona Nord.

Confartigianato Imprese Demaniali ribadisce che la sfida delle gare non si vince singolarmente, ma creando reti di imprese capaci di dimostrare la superiorità e l’unicità del modello balneare italiano.

 

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