7 Febbraio 2005, h. 14:56

TRASPORTO PERSONE – Allarme Confartigianato “Crisi profonda per le imprese private”

E’ crisi profonda per le imprese private di trasporto persone con bus e vetture da noleggio. A minacciarne la sopravvivenza sono la concorrenza sleale delle aziende di trasporto pubblico, gli operatori abusivi, i proibitivi ticket d’ingresso alle città d’arte, l’aumento dei costi del gasolio.
A lanciare l’allarme è Willy Della Valle, Presidente di Confartigianato AutoBus Operator, l’Associazione che rappresenta 3.000 imprese con 10.000 addetti.
“I nostri imprenditori – denuncia Della Valle – subiscono la concorrenza sleale svolta dalle aziende concessionarie dei servizi di trasporto pubblico che sono finanziate dagli Enti locali per l’acquisto degli autobus con risorse che coprono fino al 75 per cento del costo dell’automezzo. La legge n. 218 del 2003, che disciplina l’attività di noleggio autobus con conducente e che affida alle Regioni il compito di fare ordine in questa materia, di fatto non è stata ancora applicata. E, mentre le aziende pubbliche possono tranquillamente invadere il mercato degli operatori privati, questi ultimi invece non possono operare nel mercato ‘protetto’ dei servizi di trasporto pubblico locale. Tutto ciò in barba ai principi della libera concorrenza e della libertà d’impresa”.
Contro questa anomalia tutta italiana, Confartigianato ha presentato un ricorso alla Direzione Generale Energia e Trasporti della Commissione Europea che ha portato all’apertura di una procedura di infrazione contro l’Italia, con una sanzione prevista di 7 milioni di euro.
A penalizzare ulteriormente i bus turistici privati sono anche i pesantissimi ticket d’ingresso alle città d’arte: fino a 185 euro al giorno in città come Firenze e Venezia, a cui bisogna aggiungere almeno altri 20 euro per accedere alle aree di sosta.
Senza dimenticare i danni provocati dagli operatori abusivi che, nascondendosi dietro la facciata di onlus o cooperative sociali di volontariato, stipulano convenzioni con gli Enti locali e, senza averne titolo, si accaparrano fette di mercato del trasporto privato.
“In queste condizioni – fa notare Della Valle – per non aumentare i prezzi, siamo costretti a lavorare in perdita. Ma le nostre aziende rischiano di chiudere. Per questo sollecitiamo l’avvio di un tavolo di confronto sul settore del trasporto persone con il Ministero dei Trasporti Governo e con i rappresentanti delle Regioni. Non chiediamo soldi. Semplicemente pretendiamo che anche nel nostro Paese venga finalmente applicata la liberalizzazione del trasporto pubblico locale e che sia garantita la libera concorrenza con pari dignità tra aziende pubbliche e private”.

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