14 Ottobre 2005, h. 11:16

Legge Finanziaria 2006 Audizione alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato Le Confederazioni dell’artigianato e delle Pmi: “Mettere a fuoco le misure per il rilancio delle piccole imprese”

“Sì al contenimento della spesa pubblica, ma lasciando aperta la strada per gli investimenti in ricerca e sviluppo necessari al rilancio della competitività del sistema produttivo, soprattutto delle piccole imprese”.

Questa l’indicazione espressa oggi dai leader di Confartigianato, Cna e Casartigiani – il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, il Segretario generale di Cna Giancarlo Sangalli, il Presidente di Casartigiani Giacomo Basso – nel corso dell’Audizione sulla Legge Finanziaria 2006 presso le Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato.

I vertici delle Confederazioni dell’artigianato e delle piccole imprese hanno giudicato positivamente alcune linee di intervento della manovra economica, ma hanno sottolineato la necessità di provvedimenti mirati a rilanciare lo sviluppo delle piccole imprese.

I rappresentanti di Confartigianato, Cna e Casartigiani hanno poi espresso preoccupazione su alcuni aspetti della manovra riguardanti la riduzione delle risorse per gli incentivi alle imprese, la diminuzione degli stanziamenti già previsti per l’Artigiancassa (Istituto per il credito agevolato agli artigiani), la scarsa attenzione al tema delle liberalizzazioni soprattutto nei settori dell’energia e dei servizi professionali.

“I capitoli della Finanziaria – hanno detto – devono essere riempiti di contenuti. A partire dalla riduzione delle tariffe pagate all’Inail dagli artigiani, i quali versano molto più delle prestazioni che ricevono”.

“Ma – hanno aggiunto – devono anche essere individuate misure ad hoc per favorire l’aggregazione tra le piccole imprese, ad esempio attraverso la creazione dell’Agenzia per le imprese, per ridurre il costo del lavoro attraverso la decontribuzione del salario erogato al livello di contrattazione regionale e delle prestazioni di lavoro straordinario, per consentire un migliore accesso delle piccole imprese al credito, attraverso una revisione della riforma della Legge quadro sui Confidi, e alla ricerca e innovazione tecnologica”.

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