6 Dicembre 2007, h. 00:00

Irap: la Commissione Bilancio della Camera innalza la franchigia a 9.500 euro

La Commissione Bilancio della Camera, nel corso della seduta del 5 dicembre, ha dato via libera a due misure a favore delle PMI che Confartigianato sollecitava da tempo. La prima misura, che la Confederazione aveva posto in cima alle proposte di modifica al disegno di legge per la Finanziaria 2008 in tema di fisco, prevede l’innalzamento a 9.500 euro della deduzione forfetaria Irap per le imprese artigiane e le piccole imprese, con ricavi fino a 180.000 euro. I soggetti potenzialmente interessati dal provvedimento sono oltre il 90% delle ditte individuali e delle società di persone. Con la seconda viene data la possibilità alle ditte individuali e alle società di persone di determinare la base imponibile Irap con gli stessi criteri previsti per le società di capitali. Soddisfazione per l’approvazione dell’emendamento relativo all’innalzamento della franchigia Irap è stata espressa dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini “La modifica, introdotta grazie al fondamentale impegno dell’Esecutivo e alla sensibilità dei parlamentari sia di maggioranza che di opposizione, consente di riequilibrare il carico fiscale anche per le società di persone e le ditte individuali strutturate – spiega Guerrini, cioè il tessuto imprenditoriale più ampio e vitale del Paese. Esse, infatti, rischiavano di rimanere ignorate da una manovra fiscale polarizzata, da un lato, sulle misure di semplificazione peri contribuenti minimi e, dall’altro, sulle diminuzioni dell’aliquota Ires per le società di capitali. Attendiamo ora che l’emendamento approvato oggi venga confermato dalla Camera”, conclude il Presidente di Confartigianato. Il primo taglio della franchigia Irap fu previsto dalla manovra di bilancio dello Stato del 2001, che introdusse un ‘abbattimento’ di 10.000.000 di lire, circa 5.000 euro. Da allora, attraverso due successive modifiche, i limiti sono stati progressivamente innalzati fino a 8.000 euro, una cifra da lungo tempo inalterata. La modifica attuale, la terza, sblocca la situazione di sostanziale impasse ed eleva la soglia di deduzione fino a 9.500 euro. Se l’iniziativa sarà confermata anche dall’Aula della Camera, si tratterà di un grande successo. Infatti il disegno di legge in discussione non prevedeva tale aumento, al contrario mirava a ridurre a 7.350 euro il tetto attuale di 8.000 euro. La seconda modifica licenziata dalla Commissione Bilancio della Camera – si tratta di un subemendamento – introduce la possibilità per le ditte individuali e le società di persone di determinare la base imponibile Irap con gli stessi criteri previsti per le società di capitali. Fino a oggi le società di capitali hanno determinato la base imponibile Irap sui dati di bilancio, mentre le ditte individuali e le società di persone avevano l’obbligo di individuarla partendo dai dati fiscali. Una differenza sostanziale: mentre le ditte individuali e le società di persone dovevano attenersi alle disposizioni del Testo unico e quindi ‘scontare’ determinati beni (autovetture, cellulari, etc.) in maniera ridotta – facendo crescere di conseguenza la base imponibile Irap – le società di capitali non subivano questa restrizione e potevano scaricare per intero gli stessi beni. Con il subemendamento appena approvato viene data la possibilità alle ditte individuali e alle società di persone in contabilità ordinaria – solo quelle – di adottare gli stessi criteri previsti per le società di capitali introducendo una perfetta parità nella determinazione del reddito, sia ai fini dell’Ires, sia ai fini dell’Irap. La disposizione sancisce un principio più volte invocato da Confartigianato: l’imposizione deve essere neutrale rispetto alla forma giuridica con cui un soggetto intende costituire l’impresa.

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