27 Ottobre 2011, h. 00:00

DONNE IMPRESA CONVENTION 2011 – Economia e welfare, la politica italiana declinata al femminile

Politica ed istituzioni a confronto con le imprenditrici di Confartigianato. Un momento di approfondimento importante e privilegiato, quanto mai attuale nel caso di Raffaello Vignali, il padre di quello Statuto delle imprese che è stato approvato alla Camera poche ore prima dell’inaugurazione della Convention. Il vicepresidente della Commissione Attività produttive della Camera dei deputati è intervenuto al dibattito della tavola rotonda politica <i>“Valore DI: la sfida è la crescita”, presentando il pacchetto di leggi a favore delle imprese. “Siamo riusciti a tenere dentro allo Statuto delle imprese tante norme che potranno agevolare la vita di chi fa impresa in Italia </i>- ha detto il deputato pdl -<i> come un quadro generale di semplificazione degli adempimenti o la valutazione preliminare dell’impatto sulle imprese delle leggi da emanare. In più, con lo Statuto vogliamo affidare più poteri all’Antitrust per quanto riguarda i pagamenti. Così facendo, finalmente avremo un soggetto che può sanzionare chi non paga commesse e fatture. Infine, ci sono la verifica ed il riordino delle regole sul frazionamento degli appalti e i poteri di legge affidati a Mister Pmi, che così potrà lavorare in maniera più efficace per le imprese”</i>, ha concluso Vignali. Lo Statuto delle imprese rappresenta un quadro di riferimento importante per le imprese che, una volta approvato definitivamente dal Senato, dovrebbe migliorare sensibilmente la condizione di vita delle imprese italiane. Una speranza su cui ha puntato l’attenzione il deputato dell’Udc Gianluca Galletti, che ha sottolineato l’importanza <i>“di non trasformare lo Statuto delle imprese nel nuovo statuto del contribuente, con le sue norme impeccabili, tra le migliori in Europa, ma troppo spesso soverchiate dalla realtà di tutti i giorni”</i>. Necessità confermata anche da Paola de Micheli, responsabile pmi e semplificazione del Partito Democratico, che ha puntato l’indice contro la strana abitudine tutta italiana di <i>“uno Stato che non offre risposte ai cittadini, ma aspetta che siano loro a fare domande”</i>. Una tendenza culturale da invertire, se si vuole semplificare e snellire l’apparato burocratico italiano. Al centro del dibattito sono finiti anche il patto di stabilità e i tanti problemi che ogni giorno affliggono le imprese. I tempi di pagamento della pubblica amministrazione, la liquidità degli enti locali, gli investimenti ed il rispetto del bilancio. Su un argomento, infine, i tre politici si sono detti d’accordo: l’Italia ha bisogno di un quadro generale di politica industriale, necessaria per dare nuovo slancio alla crescita economica del Paese. La mattina di venerdì, invece, è stata caratterizzata dalla tavola rotonda dedicata ai temi del welfare, introdotta dall’intervento di Gunilla Almgren, <i>acting president</i> di UEAPME, la sigla europea delle micro e piccole imprese. L’Italia ha il primato europeo per numero di imprenditrici, nonostante un sistema incapace di sostenere a sufficienza l’occupazione femminile e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. <i>“Le donne imprenditrici hanno capacità, tenacia e creatività, osano con le istituzioni e con il sistema bancario relazioni che gli imprenditori raramente mettono in campo</i> – ha detto Alessandra Servidori, docente universitaria a Bologna e Consigliera nazionale di parità del Ministro Sacconi – <i>Fanno innovazione, investono nella ricerca. Sono indubbiamente la parte sana del sistema produttivo italiano”</i>. Più in generale, però, dalla tavola rotonda a cui hanno preso parte anche Gianfranco Cerea, docente di economia a Trento, e l’imprenditrice Valeria Piccari, è emerso un sistema nazionale ormai sul punto di rottura. A cominciare da un sistema pensionistico che non ha ancora colto la rivoluzione sociale in atto. Se ne è detto convinto Andrea Olivero, presidente dell’ACLI e portavoce del Forum del terzo settore. “<i>I cambiamenti sociali avvenuti in questi anni hanno reso il sistema pensionistico e di welfare totalmente inappropriato rispetto alle sfide del presente e del futuro – </i>ha detto -<i> Occorre, quindi, un nuovo patto generazionale che facvcia sì che quelli che sono attualmente i vantaggi riservati agli anziani vengano distribuiti su tutta la popolazione”</i>.

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