27 Marzo 2012, h. 00:00

L’impresa ai tempi della crisi, la consulta tecnica si confronta con Giulio Sapelli

Un viaggio dritto al cuore della crisi mondiale, delle difficoltà del Sistema Italia e del controverso stato di salute dell’Unione europea. Il professor Giulio Sapelli, ordinario di Storia economica dell’Università di Milano, è intervenuto alla consulta tecnica di Confartigianato per decodificare il difficile momento attuale, fatto di ombre sempre più fitte sulle micro e piccole imprese italiane. Ma nella crisi, spesso, possono nascere grandi opportunità. “L’attuale crisi industriale e mondiale è diversa da quelle del passato. Oggi, è una crisi molto più frastagliata, molto più a pelle di leopardo. Ci sono segmenti, settori e filiere dove per le micro e piccole imprese si sono aperte tante opportunità”, se ne è detto convinto Giulio Sapelli. Da una parte c’è una crisi economico-finanziaria innescata dalle banche e dalla finanza mondiale. Dall’altra, invece, una crisi di tipo industriale, una contrazione della produzione e dell’occupazione che sta avendo ripercussioni importanti su tanti mercati nazionali europei. L’Europa, appunto, uno dei passaggi fondamentali dell’intervento del professor Sapelli. L’Unione europea sta incontrando molte difficoltà, con la Grecia ad un passo dal default economico, con le condizioni critiche di Spagna e Portogallo e con la scarsa fiducia degli investitori nei confronti dell’Italia. Ma più che di difficoltà economiche, ormai sotto gli occhi di tutti, Sapelli ha parlato di un errore fatto all’inizio di questa avventura comunitaria. “Il vecchio continente – ha aggiunto il docente universitario – ha sbagliato a fare prima l’unità monetaria e poi l’unità politica. Un errore dettato dal fatto che la finanza dominava già l’economia. Le grandi banche mondiali speculative volevano l’euro e non l’unità politica dell’Europa, perché questa avrebbe imposto controlli e limiti al loro strapotere finanziario”. Finanza, banche, investimenti, sono queste le parole chiave di questa crisi. La soluzione agli attuali problemi passa per l’immissione di liquidità nei mercati. “Bisogna immettere liquidità nel sistema, riformando le banche, però, separando le banche d’investimento da quelle d’affari. Oggi, infatti, la liquidità arriva soltanto a loro, coprendo esclusivamente i loro rischi. Bisogna che la liquidità arrivi con un sistema di generalizzati bassi tassi d’interesse alle imprese e alle famiglie”, ha concluso Giulio Sapelli.

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