9 Ottobre 2013, h. 00:00

Confartigianato Roma restaura i tesori di San Francesco a Ripa

restauro san francesco a ripaHanno compiuto un piccolo miracolo: hanno fermato l’azione del tempo che stava minacciando la sopravvivenza di un ricco e antico patrimonio di documenti e parati liturgici conservati nella chiesa di San Francesco a Ripa, in Trastevere, unica casa del poverello d’Assisi a Roma. Protagonisti dell’impresa, finanziata da Confartigianato Roma, un pool di giovanissimi restauratori artigiani associati, specializzati nella conservazione delle opere d’arte tessili e dei beni librari. Giovanissimi, ma con alle spalle un lungo percorso formativo tra università, corsi di alta formazione e tante, tante ore passate in bottega. Gli oggetti sacri restaurati sono ora esposti a San Francesco a Ripa. La mostra è stata inaugurata il due ottobre alla presenza del Cardinale Angelo Comastri, vicario generale di Sua santità per la Città del Vaticano. “La nostra attività – spiega Mauro Mannocchi, Presidente di Confartigianato Roma – può far godere queste bellezze, questi tesori inestimabili, quasi infiniti, oserei dire, a un numero enorme di turisti. Quindi, grazie al lavoro degli artigiani, rivalutiamo questo patrimonio, mettiamolo in mostra e creiamo in questo modo nuovi posti di lavoro”. Gli interventi conservativi, condotti con i metodi più avanzati e reversibili del restauro attuale, hanno riguardato 293 autentiche, ovvero i documenti che attestano l’autenticità delle reliquie, rilasciate dall’autorità ecclesiastica tra il XVII e il XX secolo, in parte riunite e rilegate in un volume nel 1700, per volontà di Fra Tommaso da Spoleto. Il restauro di questo volume si è rivelata la parte più complessa dell’intervento del restauratore di beni librari Giovanni Pagani, sia per l’eterogeneità dei materiali impiegati (carta e pergamena), sia per le tipologie di danno riscontrati che vanno da quelli fisici (strappi, lacune), chimici (acidità degli inchiostri), biologici (attacchi di micro organismi). Con in più, un’ulteriore difficoltà rispetto al restauro delle autentiche ‘sciolte’. “E’ stato tutto realizzato – spiega – senza lo smontaggio del volume. Quindi, l’operazione di restauro, velatura, deacidificazione sono state fatte a libro montato questo per preservare tutti gli elementi originali e nella fattispecie la cucitura”. Altrettanto articolato è stato il restauro del parato liturgico pontificale dell’Immacolata Concezione, composto da dalmatica, pianeta, borsa per corporale e due stole, finemente ricamato a Catanzaro nel 1700. Un pezzo unico per la straordinaria qualità dei ricami e dei tessuti, che rivive grazie agli interventi di Silvia Felli, Luisa Mocci, Nicoletta Vicenzi. Per il conservatore della chiesa di San Francesco a Ripa Gianfrancesco Solferino “le restauratrici hanno compiuto un miracolo”. “Lo smontaggio – sottolinea Solferino – ha mostrato i danni dell’usura, perché i parati venivano adoperati nelle solennità più importanti. Quindi, arginati i danni, rifermati i fili che si erano completamente slacciati dal supporto originario, chiuse quelle falle gravi nel tessuto, senza nulla sostituire, né tantomeno nulla cambiare, il parato è tornato alla sua fruibilità”. In un Paese spesso poco attento alla conservazione del suo passato le restauratrici rilanciano la scommessa di Confartigianato Roma. “Ci auguriamo che di queste iniziative ce ne siano ancora molte” – rimarca Silvia Fella, una delle tre restauratrici del team di Confartigianato Roma – “soprattutto per poter lanciare un messaggio, quello della sensibilizzazione alla conservazione, allo studio e al recupero di questi beni che sono assolutamente delle opere d’arte”.

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