20 Luglio 2015, h. 12:17

STUDI – Al massimo storico saldo commercio estero: 44,7 miliardi, 2,7% del Pil

Nel primo trimestre del 2015 il prodotto interno lordo è tornato a crescere segnando un aumento dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,1% nei confronti del primo trimestre del 2014. Secondo le recenti valutazioni dell’Istat la ripresa economica prosegue, ma il set dei dati congiunturali “indicano una intensità più contenuta rispetto al primo trimestre“. La velocità dell’economia italiana sul sentiero di recupero è condizionata dal ritmo di crescita della domanda estera. Gli ultimi dati sul commercio estero indicano che a maggio 2015, il valore delle esportazioni è in crescita dell’1,5% rispetto al trimestre precedente, mentre per le importazioni si rileva una lieve flessione (-0,3%). La crescita congiunturale dell’export è trainata dall’incremento delle vendite verso i mercati Ue (+2,5%), mentre è debole la dinamica delle vendite sui mercati extra Ue (+0,4%). La dinamica tendenziale è del 2,0%, in rallentamento rispetto al +9,2% di marzo e al +9,0% di aprile; in volume l’export a maggio segna un calo dell’1,3% rispetto all’anno precedente.

Il saldo del commercio estero raggiunge, in valore assoluto, il massimo storico positivo di 44.702 milioni di euro; l’incidenza sul Pil sale al 2,7%, il valore più alto registrato dopo il 3,0% del 1997.

I saldi – in rapporto al Pil – sono positivi per tutti i raggruppamenti di beni, ad eccezione dell’energia: per i Beni strumentali è del 3,2%, per i Beni di consumo dell’1,4% del Pil, mentre per i Prodotti intermedi si limita allo 0,4%; il saldo non energetico è di 82.845 milioni di euro, pari al 5,1% del Pil.

Tra i diversi settori non energetici – per il maggiore dettaglio settoriale sono disponibili  i dati ad aprile – il migliore saldo con l’estero si registra per i Macchinari ed apparecchiature per 50.159 milioni, seguiti da Prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori con 17.858 milioni, Gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi per 11.456 milioni, Prodotti delle altre attività manifatturiere per 11.304 milioni, Mezzi di trasporto per 8.429 milioni, Metalli di base e prodotti in metallo per 7.839 milioni e Apparecchi elettrici per 7.072 milioni. In maggiore equilibrio il saldo per Articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+732 milioni) e Prodotti alimentari, bevande e tabacco (-186 milioni), mentre siamo acquirenti netti dall’estero per Legno e prodotti in legno; carta e stampa (sald di -1.529 milioni), Sostanze e prodotti chimici (-8.554 milioni), Computer, apparecchi elettronici e ottici (-10.982 milioni).

L’attuale fase di ripresa è stata favorita – come ben noto – dal sincronico andamento favorevole dei tassi di interesse, del tasso di cambio e del prezzo del petrolio. Sul proseguimento della discesa dei tassi di interesse grazie alla politica monetaria espansiva –  l’ultima rilevazione indica che a maggio i tassi sui nuovi prestiti alle imprese sono diminuiti di 11 punti base – pesano le incertezze legate alla stabilizzazione della crisi greca nei mesi estivi.

Per quanto riguarda la combinazione del prezzo del petrolio in dollari e cambio euro/dollaro si osserva che nella media 1-13 luglio 2015 il Brent quota 52,58 euro/barile, una diminuzione di un terzo (-33,6%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; dopo una fase di  apprezzamento tra gennaio e maggio 2015, negli ultimi due mesi il trend è tornato ribassista.

Gli effetti di questo andamento del prezzo della commodity manifestano risultati sulla bolletta energetica: a maggio 2015 il saldo del commercio estero dell’Energia – cumulato negli ultimi dodici mesi – si colloca a -38.142 milioni di euro (2,3% del Pil), valori ai livelli di dicembre 2005.

L’analisi dell’andamento della bolletta energetica su QE-Quotidiano Energia

 

 

Dinamica tendenziale mensile del prezzo del petrolio in euro tra gennaio 2014 e luglio 2015

(Gennaio 2014-giugno 2015- . Var. % tendenziale. Brent in euro/barile – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati EIA e Banca d’Italia)

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Saldo commercio estero Energia: 2004-2015

(Gennaio 2004-maggio 2015 – saldo cumulato 12 mesi – milioni di euro – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat)

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Saldo commercio estero settori manifatturieri non energetici

(Saldo cumulato maggio 2014-aprile 2015; milioni di euro – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat)

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