28 Aprile 2016, h. 12:15

APPALTI – “Le scuole siano libere di acquistare le soluzioni tecnologiche delle piccole imprese “. Lo sollecita Confartigianato al Ministro Giannini

Da una parte le piccole imprese del digitale, dall’altra il colosso delle telecomunicazioni Telecom. In mezzo gli istituti scolastici di tutta Italia che devono decidere, entro il 29 luglio, con chi spendere il gruzzolo di fondi strutturali europei finalizzati al miglioramento delle infrastrutture digitali e reti informatiche delle scuole.

Considerato lo squilibrio delle forze in campo, il finale della storia sembra già scritto: il gigante Golia batte il piccolo Davide e si mette in cassa gli oltre 93 milioni di euro previsti dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR). Ma Confartigianato sta lavorando per un finale diverso. Procediamo con ordine.

Negli ultimi anni, la spesa pubblica fuori controllo ha costretto la pubblica amministrazione a dotarsi di strumenti per razionalizzare gli acquisti di beni e servizi. Da questa esigenza sono nati il Mercato elettronico della pubblica amministrazione (MEPA), dedicato agli acquisti al di sotto della soglia di interesse comununitario, e le Convenzioni, per le grandi forniture.

Gli istituti scolastici possono scegliere tra le soluzioni personalizzate e su misura offerte attraverso il mercato elettronico dalle piccole imprese del digitale, oppure la soluzione standardizzata prevista dalla Convenzione quadro “Lan 5” con Telecom Italia.

Abbiamo detto: “le scuole possono scegliere”. Ma un recente caso avvenuto in Molise, getta un’ombra sulla reale libertà dei dirigenti scolastici di sottoscrivere il progetto più utile alle proprie esigenze. L’ufficio Regionale Scolastico molisano, infatti, ha inviato a numerosi istituti una nota con l’invito a compilare il modulo di “Progetto Preventivo” a favore di Telecom, un intervento censurabile, che lede i principi della libera concorrenza, e che potrebbe pregiudicare l’intera regolarità della procedura, esponendo il mondo della scuola al rischio concreto di dover restituire all’Europa i soldi spesi.

La circostanza è messa nero su bianco nel documento dello studio legale Emiliano D’Andrea, ingaggiato dagli imprenditori del digitale per ripristinare la libertà di scelta delle scuole, in cui si diffida la Direzione Generale del Ministero a chiarire la vicenda smentendo le informative fuorivianti inviate agli istituti.

Anche il Presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti, ha preso carta e penna e ha invitato il Ministro della Pubblica Istruzione Giannini a intervenire “affinché gli istituti possano ricorrere a entrambi gli strumenti correggendo eventuali orientamenti di favore verso modalità di acquisto inaccessibili per le imprese del settore”.

Confartigianato ricorda alle imprese associate che presso le sedi territoriali della confederazione è attiva una rete di sportelli che offrono supporto in tutte le fasi di partecipazione ai bandi, dall’abilitazione agli strumenti, alla creazione e gestione dei cataloghi elettronici.

Insomma la battaglia di Davide contro Golia prosegue.

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