Convention di Donne Impresa: 80 anni di storia per un futuro di intelligenza artigiana femminile
Una duplice ricorrenza di straordinario valore storico, civile ed economico ha caratterizzato la Convention nazionale di Donne Impresa Confartigianato, svoltasi il 20 maggio a Roma presso la sede Confederale. L’evento ha celebrato gli 80 anni dal riconoscimento del diritto di voto alle donne in Italia e, contemporaneamente, gli 80 anni dalla nascita di Confartigianato: due percorsi paralleli che, dal 1946 ad oggi, hanno costruito la democrazia, la rappresentanza e lo sviluppo del Paese. I lavori, condotti da Angelo Mellone (direttore Intrattenimento Day Time Rai), si sono articolati in un approfondimento denso di analisi, visioni politiche e proposte operative per trasformare questi traguardi in altrettanti punti di ripartenza.
Ad aprire la giornata è stato il saluto del Presidente di Confartigianato Imprese, Marco Granelli, il quale ha evidenziato come il modello d’impresa artigiano non generi soltanto ricchezza economica, ma un fondamentale “PIL sociale”, ponendosi come collante insostituibile tra attività produttiva, famiglia e comunità locali. Granelli ha esaltato la capacità delle imprenditrici di coniugare tradizione e digitalizzazione, ricordando che l’Intelligenza Artificiale deve restare uno strumento al servizio dell’eccellenza umana e dell’ “Intelligenza Artigiana”. Ha poi rivolto un appello a superare l’individualismo in favore di una coralità di intenti, ponendo l’accento sulla necessità di riforme legislative urgenti: «Oggi festeggiamo l’ottantesimo della nostra Confederazione insieme al diritto di voto alle donne. Crediamo che il nostro mondo debba essere normato da leggi al passo con i tempi. La legge quadro del 1985 sta per essere riformata con una nuova norma rispondente alle necessità di un artigianato 5.0. Accanto a questo, offriamo una risposta importante al credito con la nuova Artigiancassa, uno strumento finanziario per dare liquidità ai nostri imprenditori di fronte alle sfide della transizione digitale, green e della sostenibilità, che per noi fa sempre rima con competitività».
La Presidente di Donne Impresa Confartigianato, Maria Grazia Bonsignore, ha introdotto i lavori delineando la stretta correlazione dinamica tra le parole chiave dell’evento: impresa, empowerment e welfare. Bonsignore ha chiarito che l’emancipazione non è una rivendicazione di parte, ma un investimento strategico e un’infrastruttura abilitante per la crescita collettiva: «Oggi stiamo declinando in un’unica parola tre concetti fondamentali perché siamo una convention fortemente partecipata da donne accorse da tutta Italia. Abbiamo un grandissimo know-how nella nostra tradizione artigianale che vogliamo tramandare, ma allo stesso tempo vogliamo consegnare alle giovani generazioni la capacità di affrontare il percorso lavorativo con strumenti di welfare che consentano la partecipazione sia alla vita lavorativa sia alla vita famigliare».
Nel suo messaggio di saluto alla Convention, la Ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, ha espresso il plauso per il doppio ‘compleanno’, definendolo un ideale crocevia di partecipazione e coesione: «Le donne non sono una minoranza, sono la metà dell’umanità, e dal loro coinvolgimento passa la possibilità di sviluppare tutte le potenzialità della società. Siete sempre state “artigiane” della storia. Favorire l’empowerment femminile significa difendere la libertà di intraprendere, di realizzarsi e di essere madri senza dover rinunciare ai propri talenti». La Ministra ha infine ricordato l’impegno governativo sul welfare sussidiario, citando l’introduzione dello sgravio contributivo per le imprese che investono in strumenti di conciliazione attraverso la certificazione UNI.
Le indicazioni della Presidente Bonsignore hanno trovato riscontro nei dati del rapporto “Donne risorsa strategica dell’economia: imprese, lavoro e welfare”, realizzato dall’Ufficio studi di Confartigianato e presentato da Silvia Cellini e da Licia Redolfi (Osservatorio Mpi Confartigianato Imprese Lombardia). L’analisi mostra un’Italia leader in Europa per numero assoluto di imprenditrici e lavoratrici autonome (1.574.000 donne). Tra il 2021 e il 2025, l’occupazione indipendente nel nostro Paese è stata trainata proprio dalla componente femminile, cresciuta del 9,8% (a fronte del +6,6% della media UE). Elevatissimo anche il profilo qualitativo: il 42,3% delle donne indipendenti in Italia possiede una laurea, una quota quasi doppia rispetto al 22,3% della componente maschile. Tuttavia, il report ha sollevato forti criticità di natura congiunturale e strutturale. Sono infatti ben 43.535 le imprese femminili esposte ai rincari nei comparti della manifattura, dell’alimentare, dei trasporti e della logistica. Inoltre il 48,7% della manodopera richiesta dalle piccole imprese guidate da donne risulta di difficile reperimento sul mercato. E ancora l’Italia detiene il record negativo europeo di giovani donne inattive tra i 25 e i 34 anni (oltre un milione, di cui 265mila laureate). Il tasso di occupazione femminile complessivo si ferma al 38,8% (rispetto al 49,5% della media UE) e il 54,5% delle donne non lavora per motivi familiari. Inoltre, la quota di occupazione delle madri tra i 25 e i 49 anni in coppia è la più bassa d’Europa (63,1% contro il 77,2% UE), a causa di un sistema di asili nido ancora carente (nel 2025 appena il 35,5% dei bambini sotto i tre anni ha avuto accesso ai servizi per l’infanzia, rispetto al 40,6% europeo).
La sessione mattutina ha visto salire sul palco il Senatore Luca De Carlo, Presidente della 9ª Commissione permanente del Senato, che ha ribadito il proprio impegno sul fronte legislativo a favore delle imprese femminili: «Stiamo rivedendo con la legge delega sull’artigianato i nuovi strumenti con cui affrontare un mondo che ha cambiato la dinamica uomo-donna all’interno delle imprese. Mettere le donne in condizione di competere alla pari si tradurrà in un aumento di PIL, perché il 50% di inattività femminile incide pesantemente sulla nostra economia. Sul lato della tradizione, come vedremo anche con le IGP non agricole, sono le donne che custodiscono questo patrimonio straordinario: lo Stato non deve applicare una logica assistenzialista, ma metterle nelle condizioni di poter lavorare».
Il talento e la creatività delle imprenditrici sono stati premiati da Donne Impresa Confartigianato con la consegna di un riconoscimento speciale a Patrizia Fabri, titolare dell’Antica Manifattura Cappelli a Roma. Questa la motivazione: «Donne Impresa Confartigianato premia Patrizia Fabri, straordinario esempio di visione, tenacia e coraggio imprenditoriale femminile. Con talento e determinazione, ha trasformato l’amore per una bottega storica in una missione di vita e di lavoro, portando alla ribalta internazionale il più antico laboratorio artigiano romano di cappelli, fondato nel 1936. Sotto la sua guida appassionata, l’Antica Manifattura Cappelli ha conquistato i palcoscenici e le passerelle dell’alta moda di tutto il mondo. Ha espresso i valori fondamentali dell’artigianato: la trasmissione del saper fare e la salvaguardia di un patrimonio produttivo unico e insostituibile. Donne Impresa Confartigianato è grata a Patrizia Fabri, orgogliosa custode dell’identità manifatturiera italiana, per aver difeso il valore del tempo che, grazie all’intelligenza artigiana, genera bellezza, cultura, lavoro».
Subito dopo, Martina Rogato, Co-Chair di Women7 (W7), ha illustrato le raccomandazioni ufficiali elaborate dalla società civile internazionale per l’empowerment femminile, portate direttamente all’attenzione dei Leader del G7.
A chiudere la mattinata è stato il confronto con la giornalista, scrittrice e conduttrice televisiva Monica Maggioni, che ha presentato il suo libro The Presidents, che entra nel cuore del potere globale e si interroga sulla figura di Donald Trump e sul sistema che si muove attorno alle sue scelte: un intreccio sempre più stretto tra politica, tecnologia e capitale privato che sta ridisegnando gli equilibri internazionali. «La storia – ha sottolineato Monica Maggioni – ci racconta che quando le cose si fanno molto complicate la risorsa femminile diventa una delle chiavi per la soluzione dei problemi. Il fatto che donne che affrontano un momento storico così difficile si parlino, si colleghino e si sentano portatrici di un valore specifico è di fondamentale importanza. Attraverso questo legame si esce dall’isolamento, riscoprendosi parte di una comunità che può fare davvero la differenza».
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Nel pomeriggio la Convention è entrata nel vivo delle proposte attraverso tre tavole rotonde tematiche coordinate da Roberta Gagliardi, responsabile della Segreteria del Movimento Donne Impresa Confartigianato.
Il primo panel ha visto l’analisi tecnica di Filomena D’Antini (Consigliera Nazionale di Parità), Valentina Guerra (Direttrice Affari Sociali SMEunited), Valentina Picca Bianchi (Presidente Comitato Impresa Donna del Ministero delle Imprese e del Made in Italy) e Sara Vitali (Responsabile accreditamenti per la parità di genere di Accredia). Il dibattito, arricchito dalla testimonianza aziendale di Katia Pizzocaro (Chief Financial Officer e Chief Strategy Officer di Paoul S.r.l.), ha esaminato la parità di genere e i sistemi di certificazione non come meri adempimenti formali, ma come leve strategiche per migliorare la produttività, il clima aziendale e la competitività complessiva delle imprese sui mercati.
La seconda tavola rotonda ha affrontato le risposte reali ai bisogni di conciliazione dei tempi di vita e salute. Vi hanno preso parte Rita Biancheri (Docente di sociologia della salute all’Università di Pisa), Sonia Caroli (Direttrice SANARTI), Riccardo Giovani (Direttore Politiche Sindacali e del Lavoro di Confartigianato Imprese) e Silvia Spattini (Ricercatrice Senior presso ADAPT). Attraverso le testimonianze di Federica Galli (Presidente Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica – AISF) e Loretta Pes (Referente Welfare Insieme), i relatori hanno sviscerato il potenziale del sistema della bilateralità artigiana come ammortizzatore sociale e fornitore di tutele sanitarie e assistenziali su misura per la micro-imprenditoria diffusa.
L’ultimo confronto ha legato lo sviluppo economico alla legalità, all’etica e alla tecnologia. Elisabetta Strickland (Vice Presidente dell’Osservatorio Interuniversitario di Genere – GIO dell’Università Tor Vergata) ha dialogato con i rappresentanti del Parlamento.
In un videomessaggio, l’on. Antonio Baldelli, Presidente dell’Intergruppo parlamentare “AI, Empowerment e Mercati Emergenti”, ha ricordato: «Quando parliamo di imprenditoria femminile parliamo di donne che ogni giorno tengono aperti laboratori e negozi gestendo la complessità di figli e famiglie. Nelle Marche, nei borghi, lo vedo quotidianamente: le donne sono il motore economico e sociale. L’empowerment deve tradursi in accesso concreto alle competenze digitali, al credito e alle nuove tecnologie, affinché l’innovazione sia inclusiva e non generi nuove barriere. L’Intelligenza Artificiale è un’opportunità ma non sostituirà la creatività e il valore umano del Made in Italy. Dobbiamo inoltre garantire la sicurezza reale e digitale per chi chiude la propria attività la sera».
L’on. Martina Semenzato, Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere, ha posto l’accento sulla lotta alla violenza economica: «Ho voluto promuovere un’inchiesta specifica in Commissione che indaghi la violenza economica, l’indipendenza e il bilanciamento tra vita e lavoro. Spesso la violenza economica è la prima forma di sopraffazione familiare e le donne non la riconoscono. Strumenti come il reddito e il microcredito di libertà, stabiliti e potenziati, sono fondamentali, così come lo sono le aziende virtuose di Confartigianato che assumono donne vittime di violenza, aiutandole a denunciare. Dobbiamo stringere un patto di corresponsabilità tra famiglia, scuola, società civile e politica. A noi spetta il compito di educare dal punto di vista economico e finanziario fin dalla scuola materna». Il panel si è concluso con le testimonianze di Roberta Bolettieri (Presidente dell’Associazione La Crisalide) e della stilista e imprenditrice Flavia Pinello.
In chiusura dei lavori, la Presidente Maria Grazia Bonsignore ha riassunto i contributi della giornata lanciando una vera e propria Call to Action per l’intero Movimento Donne Impresa. L’obiettivo dichiarato è tradurre immediatamente le analisi della Convention in assi programmatici da portare al tavolo del dibattito pubblico e delle istituzioni. Sostenere il sistema delle piccole imprese femminili, potenziare le reti sussidiarie di welfare e colmare i divari nei servizi all’infanzia non rappresentano rivendicazioni isolate, ma condizioni strutturali irrinunciabili per assicurare la tenuta sociale e il futuro economico dell’intera nazione.
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