Studi
·

Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia

 

L’andamento dei mercati energetici continua a essere dominato dalle incertezze sull’evoluzione del quadro geopolitico nel Golfo Persico. La ripresa degli scontri tra Stati Uniti e Iran ha innescato una risalita del prezzo del petrolio e accentuato i rischi di interruzioni delle forniture energetiche. Agli spiragli di una trattativa per una tregua si contrappongono le minacce della chiusura di Bab el-Mandeb, punto di accesso meridionale al Mar Rosso, che amplierebbe il calo del flusso di traffico già registrato nella precedente crisi del novembre 2023, esponendo a rischi e maggiori costo di trasporto i flussi di intercambio commerciale con Asia e Oceania via mare.

Nelle ultime due settimane tornano a salire i prezzi dei carburanti e rimane elevata la pressione sui prezzi di gas ed elettricità, con ricadute sui bilanci di famiglie e imprese.  Il focus sulle tendenze dei costi dell’energia è proposto nell’articolo ‘La calda estate dei prezzi dell’energia’ a firma di Enrico Quintavalle, Responsabile dell’Ufficio Studi, pubblicato su QE-Quotidiano Energia. Qui per scaricare le tavole e grafico dell’articolo

La guerra del Golfo ha determinato una spinta sui prezzi delle commodities importate e dilatato la bolletta energetica. Nella media dei primi tre mesi della crisi di Hormuz (marzo-maggio 2026) i prezzi all’import di petrolio greggio e gas naturale in Italia sono saliti del 38,4%, rispetto al trimestre precedente, un trend in linea con il +40,4% della media europea. Dinamica analoga viene registrata dalla bolletta energetica che, al netto della stagionalità, nel trimestre marzo-maggio 2026 sale del 41,0% rispetto al trimestre precedente, con un aumento di 4.391 milioni di euro (+1.464 milioni di euro al mese) che equivale allo 0,8% del PIL del primo trimestre del 2026.

A luglio il prezzo del gas (IG Index GME al 21 luglio) sale del +12,6% rispetto alla media di giugno mentre il prezzo dell’elettricità all’ingrosso (PUN, sempre la media al 21 luglio) segna un aumento del 12,2%. L’analisi dei dati della rilevazione del 20 luglio del prezzo settimanale dei carburanti pubblicata dal Mase evidenzia che il prezzo industriale del gasolio segna la seconda settimana consecutiva di crescita, pur rimanendo nella media delle tre settimane di luglio al di sotto del 5,5% alla media di giugno. Dopo questo ulteriore apprezzamento, il costo industriale del gasolio al 20 luglio rimane del 38,1% superiore alla media di febbraio.

Nel corso delle venti settimane di crisi il prezzo medio del gas è del 39,1% superiore alla media di febbraio, il prezzo all’ingrosso dell’elettricità supera del 15,1% i livelli precrisi mentre il prezzo industriale del gasolio, al netto delle tasse, supera del 50,1% la media di febbraio.

L’analisi dei dati sull’inflazione pubblicati venerdì scorso da Eurostat consente di esaminare l’evoluzione dei prezzi dell’energia nel corso della crisi di Hormuz. A giugno i prezzi al consumo dell’energia in Unione europea salgono del 5,8% rispetto a febbraio mentre in Italia sono saliti dell’11,0%, la crescita più elevata tra i maggiori paesi dell’Unione europea, superiore al +9,9% della Francia, al +4,4% della Spagna e al +2,3% della Germania.

Nel dettaglio i prezzi dei carburanti nella media dell’Unione europea a giugno superano del 10,8% il livello di febbraio, con una maggiore crescita in Francia (+15,1%) e Italia (+14,6%), mentre la dinamica è più attenuata in Spagna (+6,1%) e Germania (+5,3%).  Si conferma per l’Italia una maggiore pressione sulle bollette di elettricità e gas. Il caro bollette è spinto dal prezzo del gas che a giugno cresce del 12,7% rispetto a febbraio, risultando più che doppio della media Ue (+5,3%) mentre l’aumento del prezzo dell’elettricità è del 4,6% a fronte di un calo dello 0,4% registrato nella media Ue. Nel complesso, tra febbraio e giugno i prezzi di elettricità e gas in Unione europea salgono del 2,3% mentre in Italia sono saliti dell’8,4, la dinamica più elevata tra i maggiori paesi dell’Unione europea, superiore al +5,4% della Francia, al +2,8% della Spagna e al +0,2% della Germania.

A livello territoriale, l’analisi dei dati Istat evidenzia che tra giugno e febbraio di quest’anno si registra una crescita a doppia cifra dei prezzi di elettricità e gas per Veneto con +12,6%, Friuli-Venezia Giulia con 12,2%, Trentino-Alto Adige con +11,7% Aumenti superiori alla media per Valle d’Aosta con 9,1%, Umbria con 8,8%, Piemonte con 8,7% e Lazio con 8,5%. All’opposto, si osserva una minore spinta dei prezzi di elettricità e gas in alcune regioni del Mezzogiorno: Basilicata con 6,9%, Sardegna con 6,7%, Calabria con 6,5% e Sicilia con 5,6%.

La pressione inflazionistica determinata dalla crescita dei prezzi dell’energia potrebbe inasprire la stretta monetaria. Nell’ultimo Bollettino economico della Banca d’Italia, pubblicato venerdì scorso, si indica che “i mercati si attendono un ulteriore rialzo di 25 punti base tra settembre e dicembre”. Un aumento del costo del credito può compromettere la ripresa in corso degli investimenti in macchinari, che al primo trimestre del 2026 segnavano una crescita del 6,6% su base annua.

 

Dinamica prezzi al consumo elettricità e gas nei quattro mesi della crisi di Hormuz per regione

giugno 2026, var. % cumulata rispetto a febbraio, CP045 – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

 

rss