Expodetergo International, le imprese rilanciano il ruolo delle pulitintolavanderie nella transizione sostenibile della moda
In occasione di Expodetergo International a Milano Fiera Rho, Confartigianato Imprese e CNA hanno promosso il convegno Sostenibilità: la sfida per il futuro delle pulitintolavanderie, un’importante occasione di confronto sul contributo che il settore della manutenzione professionale dei tessili può offrire alla transizione ecologica e all’evoluzione verso un modello di economia sempre più circolare. L’iniziativa, aperta da Maurizia D’Agostino, Presidente Tintolavanderie CNA, e conclusa da Carla Lunardon, Presidente Pulitintolavanderie Confartigianato Imprese, ha messo al centro il futuro della filiera moda alla luce delle nuove politiche europee sull’ecodesign, del Digital Product Passport e del prossimo Circular Economy Act. A portare il punto di vista delle istituzioni europee sono state le eurodeputate l’On. Elena Donazzan, Vicepresidente della Commissione Industria, Ricerca ed Energia (ITRE), e l’On. Alessandra Moretti, membro della Commissione Ambiente, Clima e Sicurezza Alimentare (ENVI), che, intervenendo con un videomessaggio, hanno evidenziato come la sostenibilità debba rappresentare un’opportunità di crescita e non un ulteriore aggravio per le micro e piccole imprese.
Nel suo intervento, l’On. Elena Donazzan ha apprezzato il lavoro congiunto delle due associazioni nel rappresentare presso l’Europa le esigenze concrete delle imprese, sottolineando come troppo spesso le normative vengano elaborate con un approccio distante dalla realtà produttiva. L’eurodeputata ha richiamato l’attenzione sulla necessità di difendere la competitività della manifattura europea e di costruire regole che siano realmente applicabili dalle imprese artigiane, valorizzando al tempo stesso le opportunità offerte dall’economia circolare. In particolare, l’On. Donazzan ha evidenziato il ruolo che le pulitintolavanderie possono svolgere nel favorire il riuso, la rigenerazione e l’allungamento della vita dei capi tessili, contribuendo alla nascita di nuove professionalità e competenze. “Le pulitintolavanderie possono diventare una speranza per l’intero settore tessile, contribuendo ad allungare la vita dei capi e generando nuove opportunità professionali. L’ecodesign sarà davvero efficace solo se sarà gestibile e praticabile per le nostre imprese”, ha affermato.
L’On. Alessandra Moretti ha invece ribadito che la transizione ecologica deve essere una trasformazione concreta capace di coniugare tutela ambientale, competitività e occupazione. La sostenibilità della filiera tessile, ha ricordato, non riguarda soltanto la fase produttiva ma l’intero ciclo di vita del prodotto, dalla realizzazione alla manutenzione fino al riuso e al riciclo. In questo contesto le pulitintolavanderie svolgono una funzione fondamentale, contribuendo a ridurre gli sprechi e a promuovere modelli di consumo più responsabili. “La transizione ecologica non può tradursi soltanto in nuovi obblighi, ma deve offrire opportunità concrete alle micro e piccole imprese attraverso regole chiare, investimenti, innovazione e formazione. Ambiente e competitività devono procedere insieme”, ha sottolineato l’eurodeputata.
Durante il convegno sono stati inoltre affrontati alcuni temi tecnici di grande attualità per il settore. Simona Atzeri, esperta di ricerca e sviluppo nella formulazione di detergenti e coadiuvanti per il lavaggio professionale, ha approfondito la nuova simbologia Ginetex e il suo ruolo nel favorire una corretta manutenzione dei capi. Il tema del wet cleaning, tecnologia sempre più rilevante per una gestione sostenibile del lavaggio professionale, è stato invece illustrato da Gualtiero Ferrero e Gabriele Giotto, che ne hanno evidenziato le potenzialità in termini di efficienza, qualità dei risultati e riduzione dell’impatto ambientale.
Nelle conclusioni, Carla Lunardon ha ribadito la posizione della categoria, evidenziando “come la sostenibilità della moda non possa limitarsi alla progettazione e produzione dei capi ma debba necessariamente comprendere anche manutenzione, riparazione, riutilizzo e recupero”. La Presidente di Confartigianato Pulitintolavanderie ha spiegato che il settore può svolgere un ruolo determinante nell’economia circolare, contribuendo concretamente ad allungare la vita utile dei prodotti tessili e a ridurre consumi e rifiuti. Proprio per questo Confartigianato chiede che la manutenzione professionale venga riconosciuta come parte integrante delle strategie europee per la sostenibilità della moda”. In particolare, la Confederazione propone che il futuro Passaporto Digitale del Prodotto contenga informazioni chiare e complete sulle modalità di manutenzione dei capi e sulle opportunità offerte dai trattamenti professionali; che la manutenzione professionale venga esplicitamente riconosciuta negli atti attuativi del Regolamento europeo sull’Ecodesign quale elemento determinante per la durabilità e la sostenibilità dei prodotti tessili; e che venga promossa una campagna informativa rivolta ai consumatori e agli operatori della filiera per valorizzare i benefici della corretta manutenzione dei capi e il contributo delle pulitintolavanderie alla riduzione degli sprechi.
Le lavanderie professionali rappresentano un autentico esempio di economia della condivisione applicata alla manutenzione tessile, grazie all’utilizzo condiviso di tecnologie avanzate, competenze specialistiche e processi ottimizzati. Per questo la categoria ritiene indispensabile che il settore sia coinvolto nella definizione delle future politiche europee dedicate alla sostenibilità del tessile. Il messaggio emerso dal convegno è chiaro: un prodotto sostenibile non è soltanto un prodotto progettato meglio, ma è anche un prodotto che può durare più a lungo grazie a una corretta manutenzione, a tecnologie adeguate e alle competenze professionali delle pulitintolavanderie. In questa prospettiva, Confartigianato e CNA continueranno a lavorare affinché il contributo delle imprese del settore sia pienamente riconosciuto come elemento strategico della transizione ecologica e della competitività della filiera moda italiana.
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