Tra guerre e frammentazione delle filiere, cresce il valore dell’economia di prossimità
In un contesto internazionale segnato da guerre, tensioni geopolitiche e crescente frammentazione delle filiere globali, l’economia di prossimità torna ad assumere un ruolo strategico per la competitività dei territori e delle imprese artigiane. Accanto ai grandi flussi del commercio internazionale si rafforza infatti una dimensione economica fondata sulla vicinanza tra imprese, comunità e consumatori, dove contano la qualità dei prodotti, le competenze del lavoro, le relazioni sociali e il valore del territorio.
Alla ‘turbo-globalizzazione’ che ha caratterizzato i primi due decenni del XXI secolo si è sovrapposta una fase caratterizzata da instabilità e shock economici: dalla crisi finanziaria del 2008 alla crisi dei debiti sovrani europei, dalla pandemia alla guerra in Ucraina, fino all’attuale guerra nel Medio Oriente. In questo scenario, segnato anche dall’aumento dei dazi e dal ritorno di politiche protezionistiche, le catene globali del valore si stanno riconfigurando e aumenta la frammentazione del commercio internazionale, organizzato sempre più in blocchi geopolitici e relazioni bilaterali.
In questo contesto cresce il valore economico e sociale delle attività radicate nei territori: le micro e piccole imprese e l’artigianato rappresentano uno dei pilastri di questa economia della prossimità, capace di generare valore attraverso la qualità delle produzioni locali, i servizi alle comunità e la cura del paesaggio e dell’ambiente.
Il valore dell’economia di prossimità – Nella valutazione dei confini territoriali della competitività delle imprese, le micro e piccole imprese e le imprese artigiane evidenziano una marcata presenza sui mercati di prossimità. Il 64,9% delle micro e piccole imprese tra 3 e 49 addetti, individua i propri concorrenti all’interno dello stesso comune e il 52,8% negli altri comuni all’interno della stessa regione. Nel dettaglio, sono soprattutto le microimprese tra 3 e 9 addetti a riconoscersi in un mercato prevalentemente locale: il 69,7% individua i propri concorrenti all’interno dello stesso comune e il 52,2% all’interno della stessa regione. Tra le piccole imprese tra 10 e 49 addetti si ampliano in modo importante i confini nazionali (43,4%) e in parte anche quelli esteri (15,5%) sebbene continuino a prevalere i riferimenti locali, con il 55,3% che individua i propri concorrenti all’interno della stessa regione e 44,7% all’interno dello stesso comune.
Questo rilevante sistema di imprese che operano a livello locale intercetta una diffusa domanda di prodotti di prossimità. Nel 2024 in Italia vi sono 12,3 milioni di consumatori che acquistano prodotti a chilometri zero, che rappresentano il 23,5% della popolazione di 14 anni ed oltre. L’analisi è proposta nell’Elaborazione Flash ‘Artigianato Alimentare – key data’ – qui per scaricarla – pubblicata in edizione speciale per l’evento ‘Intelligenza artigiana a tavola’ tenuto l’11 marzo 2026 presso la Camera dei deputati.
La propensione all’acquisto a chilometro zero è più alta nel Mezzogiorno (29,8%), davanti al Centro (21,8%) e al Nord (19,8%). Nel dettaglio la maggiore propensione dei cittadini ad acquistate prodotti a chilometro zero si riscontra in Sardegna con 587mila consumatori pari al 41,2% della popolazione di 14 anni ed oltre, seguita da Puglia con 1 milione 234mila consumatori pari al 35,7%, Provincia Autonoma di Bolzano con 157mila consumatori pari al 34%, Basilicata con 160mila consumatori pari al 33,4%, Calabria con 539mila consumatori pari al 33,2%, Molise con 84mila consumatori pari al 32,3%, Abruzzo con 361mila consumatori pari al 31,8% e Valle d’Aosta con 33mila consumatori pari al 30,3%.
In un mondo sempre più incerto e frammentato, la prossimità torna ad essere un fattore competitivo: le micro e piccole imprese e l’artigianato dimostrano come la qualità del lavoro, il radicamento territoriale e la relazione con le comunità possano rafforzare la resilienza dell’economia reale.
Consumatori che acquistano prodotti a chilometro zero per regione
Anno 2024, % popolazione 14 anni ed oltre – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat
Related posts:
Il 21 marzo Linea Verde Start a Caserta dove l’artigianato unisce tradizione e futuro
Il Ministro Valditara a Confartigianato: scuola-artigiani insieme per dare un futuro di lavoro ai giovani
Il Ministro Santanchè a Confartigianato: “Le piccole imprese protagoniste del turismo sostenibile rendono grande l’Italia”
Da Tg5 a QN, sui media l’allarme di Confartigianato per l’impatto della guerra in Medio Oriente


