Da alleanza MUR, Università, Confartigianato nasce la prima Laurea per i manager dell’artigianato e delle Pmi
L’artigianato e le Pmi si alleano con l’università per formare una nuova classe di manager dedicati a potenziare l’innovazione nei settori che rappresentano la spina dorsale dell’economia italiana. Nasce infatti il primo corso di laurea magistrale in “Economia e management delle imprese artigiane e delle Pmi” che verrà attivato dall’Università degli studi di Palermo nell’anno accademico 2026-2027.
Una novità assoluta nel sistema formativo italiano che scaturisce dalla sinergia tra il Ministero dell’Università e della Ricerca, l’Università degli Studi di Palermo e Confartigianato e che è stata presentata oggi a Palermo ad un convegno presso la Sala Magna del Complesso Monumentale dello Steri.
I lavori, moderati da Nino Amadore, corrispondente de “Il Sole 24 Ore”, sono stati aperti dai saluti istituzionali del Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini che ha dichiarato: “Il compito dell’università non è soltanto trasmettere conoscenze. Ma anche indicare strade, aprire visioni, costruire opportunità per il futuro dei giovani e, insieme, per il futuro del Paese e delle sue eccellenze. Questo corso di laurea incarna esattamente questa missione: un’università che ascolta, che dialoga con il sistema produttivo, che fa squadra con le imprese per costruire competenze nuove e sempre più strategiche. Dalla capacità di accompagnare l’artigianato italiano nei processi di innovazione, nella crescita manageriale e nell’apertura ai mercati internazionali dipende anche la tutela di un patrimonio che custodisce la nostra storia e rappresenta una leva fondamentale per il futuro del Paese”.
“Il nuovo corso di laurea – ha spiegato il Presidente di Confartigianato Marco Granelli – nasce dalla volontà di far incontrare università e aziende in un percorso di formazione accademico utile a possedere gli strumenti indispensabili ad affrontare le opportunità offerte dall’innovazione tecnologica, dalle transizioni green e digitale, dalla competizione sui mercati mondiali”.
Il convegno ha visto l’intervento del Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Massimo Midiri, il quale ha sottolineato: “Per il nostro Ateneo oggi è una giornata importante. Rappresenta l’aggiunta di un tassello prezioso che arricchisce un’offerta formativa orientata all’innovazione, senza però rinunciare a valorizzare le tradizioni e le peculiarità del nostro territorio, che meritano di essere sostenute e accompagnate nel loro sviluppo. Mettere al centro le esigenze formative dei giovani significa offrire loro strumenti concreti per affrontare le sfide del mercato del lavoro, creando percorsi di studio capaci di essere competitivi a livello europeo. Palermo, del resto, occupa una posizione strategica nel Mediterraneo e può diventare un hub fondamentale per il dialogo e lo scambio di professionalità e competenze”.
Emanuele Alessandro Virzì, Presidente di Confartigianato Imprese Sicilia, ha evidenziato come l’obiettivo dell’associazione sia rilanciare il comparto artigiano puntando sui giovani, affinché possano innovare i modelli di business esistenti o crearne di nuovi. Virzì ha rimarcato la volontà di contrastare la “fuga di cervelli”, offrendo alle nuove generazioni l’opportunità di formarsi e lavorare in Sicilia grazie a percorsi accademici d’eccellenza che aprano visioni inedite sul futuro delle imprese locali.
Il convegno ha visto la partecipazione dei massimi rappresentanti delle istituzioni siciliane: Renato Schifani, Presidente della Regione Siciliana, Roberto Lagalla, Sindaco della Città di Palermo, Edmondo Tamajo, Assessore Regionale alle Attività Produttive, Girolamo Turano, Assessore Regionale dell’istruzione e della formazione professionale.
Il corso di laurea è una risposta alla necessità di dotare le nuove generazioni di competenze manageriali d’avanguardia, capaci di guidare l’evoluzione di artigiani e Pmi, settori chiave del Made in Italy, coniugando la tradizione della nostra cultura produttiva con le sfide della digitalizzazione, dell’internazionalizzazione e del passaggio generazionale in azienda.
L’esigenza di questa figura professionale è certificata dai dati del 5° Radar Artigiano, illustrato durante il convegno da Giorgio De Rita, Segretario Generale del CENSIS. Secondo il report, nel 2025 il 64% delle aziende artigiane ha utilizzato stabilmente il digitale e quasi la metà di esse (48%) lo impiega già nelle fasi di progettazione. Negli ultimi anni l’80,5% degli artigiani ha effettuato investimenti strategici, ma il 67% degli imprenditori segnala ancora forti criticità nel reperimento di manodopera qualificata e di competenze gestionali adeguate.
I dettagli tecnici dell’offerta formativa sono stati approfonditi da Marcantonio Ruisi, Direttore del Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche dell’Ateneo palermitano. Con questa nuova laurea, l’Università di Palermo e Confartigianato non offrono soltanto un titolo accademico, ma una vera e propria infrastruttura di competenze. Il corso prevede infatti una costante interlocuzione con gli stakeholder del sistema produttivo e l’utilizzo di metodologie didattiche innovative, come il project work e l’esperienza sul campo, per garantire una formazione che sia, sin dal primo giorno, coerente con le reali evoluzioni del mercato del lavoro. Il piano formativo si distingue per un approccio multidisciplinare che unisce l’analisi della supply chain e dell’intelligenza artificiale a insegnamenti come la storia dell’impresa italiana e l’antropologia culturale.
Lo scenario economico e l’importanza dell’alta formazione sono stati analizzati da Giulio Sapelli, Presidente della Fondazione Germozzi, il quale ha lodato il coraggio dell’Ateneo di Palermo nel superare le teorie economiche neoclassiche che spesso ignorano il valore dell’impresa artigiana fondata sulla persona. Secondo Sapelli, questo corso colma un vuoto teorico e strategico fondamentale, valorizzando la resilienza delle PMI come presidio di stabilità e “strumento di pace” economica, contribuendo al contempo al riscatto produttivo del Mezzogiorno.
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