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Nel perimetro dei servizi il 61,4% dell’occupazione dell’artigianato. I valori dei servizi a vocazione artigiana

 

L’economia dei servizi rappresenta oggi il principale motore del sistema produttivo italiano, sia in termini di numerosità imprenditoriale sia per capacità occupazionale. Nel 2025 il valore aggiunto dei servizi pesa il 64,5% del PIL, mentre al primo trimestre 2026 oltre 3,4 milioni di imprese operano nei servizi, con 13,0 milioni di addetti.

All’interno di questo universo si colloca una presenza significativa dell’artigianato, che svolge un ruolo essenziale nella produzione di servizi in cui si valorizzano i mercati di prossimità e la relazione con il cliente, con una presenza nei piccoli comuni e nelle aree periferiche, contribuendo alla coesione economica e sociale, oltre che a supportare la domanda turistica e la valorizzazione del territorio. Le imprese artigiane dei servizi sono 487mila e rappresentano il 39,8% dell’intero artigianato italiano. Gli addetti dell’artigianato nei servizi sono 997mila, pari al 38,4% dell’occupazione artigiana complessiva. Il valore aggiunto dell’artigianato dei servizi è di 36,4 miliardi di euro, pari al 25,5% del totale. Il quadro territoriale del valore aggiunto generato dalle imprese artigiane nei dibersi settori dei servizi è proposto nel report ‘L’eredità di Pinocchio nella creatività del made in Italy a vocazione artigiana’ pubblicato in occasione della V Giornata della Cultura Artigiana.

L’evoluzione nell’ultimo decennio (2015-2024) del peso degli occupati nell’artigianato tra i tre macrosettori evidenzia due fasi distinte: una prima fase, tra il 2015 e il 2020, caratterizzata dal rafforzamento relativo dei servizi (con la quota che sale di 2,7 punti percentuali), e una seconda fase, dal 2020 al 2024, segnata dal recupero delle costruzioni (+2,3 p.p.) influenzato dalla ripresa post-pandemia trainata dall’edilizia, e dalla stabilizzazione della quota del terziario (-0,8 p.p.). Nel complesso, nell’arco del decennio, l’artigianato italiano evolve verso una struttura sempre più orientata ai servizi (+1,9 p.p.), con un consolidamento del peso delle costruzioni (+0,9 p.p.), mentre il manifatturiero è oggetto di una maggiore selettività (-2,6% p.p.),

Le attività dell’artigianato dei servizi comprendono servizi alla persona, autoriparazione, riparazione dei beni, trasporto e logistica, servizi nell’alimentazione, attività tecniche e di comunicazione, servizi digitali, servizi culturali e ricreativi, attività editoriali fino a istruzione e formazione.  I dati delle imprese artigiane per settore e territorio al primo trimestre 2026 con le attività secondo la classificazione ATECO 2025 sono disponibili nella “Ricerca tabelle online” di Movimprese.

Un raggruppamento di servizi all’edilizia è rappresentato dai lavori di costruzione specializzati con in cui sono comprese 389mila imprese con 597mila addetti nei settori del completamento e finitura di edifici – con tinteggiatura e posa in opera di vetri, rivestimento di pavimenti e di muri e intonacatura – della demolizione e preparazione del cantiere edile, dell’installazione di impianti elettrici e idraulici e altri lavori di costruzione e installazione e, infine, degli altri lavori specializzati di costruzione che comprendono la realizzazione di coperture. Se sommiamo questo rilevante sistema di servizi delle costruzioni, il perimetro allargato dei servizi nell’artigianato sale ad oltre 876mila imprese artigiane, pari al 71,6% del totale delle imprese artigiane, con 1 milione 594mila addetti, pari al 61,4% dell’occupazione dell’artigianato.

I key data dell’artigianato dei servizi sono stati richiamati da Guido Radoani, Responsabile del Sistema Imprese di Confartigianato nel corso dell’evento ‘Il Terziario come leva strategica per la crescita del Paese’ organizzato nei giorni scorsi da Manageritalia.

Il valore dei servizi a vocazione artigiana – Nell’intervento è stato richiamo come i servizi dell’artigianato siano una fondamentale infrastruttura immateriale e tecnica a sostegno della competitività, dell’innovazione e della coesione sociale. Sono, infatti, fattori abilitanti e di implementazione di tutti gli altri settori, punti di connessione tra settori e logiche di filiera e includono processi di innovazione, capitale umano ad elevata specializzazione e relazione con il mercato di prossimità. Il valore, quindi, non è solo nel servizio in sé, ma nella qualità della relazione, nella fiducia e della responsabilità professionale. Questo valore sicuramente permette di parlare di “Servizi Made in Italy”.

Nell’artigianato e nelle micro e piccole imprese (MPI) l’imprenditore è allo stesso tempo manager. È nel DNA delle nostre imprese. La managerializzazione dei servizi nell’artigianato e nelle MPI deve partire da questo presupposto. Tali funzioni si rafforzano in una fase in cui le imprese sono caratterizzate da un diffuso cambio generazionale che sta portando all’interno delle aziende risorse umane e competenze che introducono innovazione e nuove soluzioni tecnologiche.

Introdurre un manager in un’impresa artigiana è un investimento importante. Vanno considerate con favore politiche pubbliche (es. voucher) per sostenere l’assunzione di un “manager di bacino o di filiera” che possa essere utilizzato in logica di condivisione, anche nella dimensione di aggregazione tra imprese.

 

Peso dell’occupazione nell’artigianato per macro settore in dieci anni

2015-2024 – % totale addetti artigianato – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

 

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