Busia (Anac) a Confartigianato: “La digitalizzazione cambia il mercato degli appalti per le Pmi”
La digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti pubblici, introdotta dal Decreto Legislativo 36 del 2023, è ormai entrata in una fase pienamente operativa. Questo radicale passaggio al digitale in ogni fase dell’appalto è stato pensato per rafforzare l’efficienza della Pubblica Amministrazione, favorendo la semplificazione e la standardizzazione delle procedure e garantendo maggiore trasparenza. Tuttavia, per le imprese questo cambiamento può presentare diverse criticità, in particolare durante il primo approccio con le nuove modalità di gestione delle gare d’appalto.
Per supportare le imprese e il sistema associativo in questa transizione, Confartigianato ha organizzato oggi a Roma, presso la Sede nazionale, il convegno “Il ruolo della digitalizzazione nel Codice dei Contratti Pubblici”.
I lavori sono stati aperti dalle relazioni del Presidente di Confartigianato Imprese, Marco Granelli, e del Presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Giuseppe Busia.
«Confartigianato ha voluto questo evento perché crediamo che la digitalizzazione del processo di appalto rappresenti, anche per le piccole imprese, un’importante occasione per ristabilire equità nella partecipazione alle procedure di gara», ha esordito il Presidente Marco Granelli. «L’ecosistema digitale disegnato dal legislatore consente di migliorare il sistema dei controlli, diventando uno strumento di legalità, efficienza e contrasto alla corruzione».
Granelli ha poi analizzato i tre pilastri su cui si basa il nuovo impianto normativo: le piattaforme di approvvigionamento certificate, la Banca Dati Nazionale e il Fascicolo Virtuale dell’Operatore Economico (FVOE). «Il FVOE rappresenta la vera svolta per le microimprese nella logica del principio once only, a noi particolarmente caro, evitando la duplicazione burocratica di documenti già in possesso della PA. Questa innovazione rende il mercato pubblico più accessibile anche a chi non dispone di grandi strutture interne, rendendo finalmente visibile il lavoro delle microimprese affidatarie e tutelando la maggioranza di chi lavora correttamente attraverso il monitoraggio di anomalie e ritardi». Il Presidente Granelli ha concluso auspicando una sempre maggiore cooperazione con ANAC attraverso le Associazioni Territoriali per consentire alle imprese di orientarsi in un mercato complesso.
Il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), Giuseppe Busia, ha ringraziato Confartigianato per l’opportunità del confronto, definendo l’iniziativa di fondamentale importanza: «Le piccole e medie imprese e gli associati di Confartigianato devono utilizzare i contratti pubblici, perché essi rappresentano una leva decisiva di sviluppo e collaborazione fra aziende ma anche di interesse generale della collettività. La digitalizzazione aiuta concretamente questo processo poiché semplifica le attività, sia quelle dell’amministrazione sia quelle delle imprese, rende più aperto il confronto e, di conseguenza, spalanca le porte a un mercato nel quale le imprese artigiane devono intervenire da protagoniste: questo è esattamente ciò che noi vogliamo ed è il motivo per cui siamo felici di questa collaborazione».
«La digitalizzazione dei contratti pubblici aumenta la concorrenza», ha proseguito Busia, «consentendo alle pubbliche amministrazioni di avere una platea più ampia di soggetti partecipanti e di usufruire delle reali capacità che le imprese artigiane possono offrire. Tutto questo genera un vantaggio generale: per la singola amministrazione che beneficia di un mercato più vasto, per le imprese che partono, per la collettività grazie alla crescita che si viene a creare, e naturalmente per l’intero sistema nazionale. Rispetto al contesto europeo in cui ci muoviamo, tutti sappiamo quanto il nostro tessuto imprenditoriale tragga la sua forza e la sua dinamicità proprio dalle piccole e medie imprese. Abbiamo tutti l’interesse a che vi sia un coinvolgimento vero di queste realtà da protagoniste».
Secondo Busia “la digitalizzazione integrale, l’interoperabilità delle banche dati attraverso il principio del once only e la qualificazione delle stazioni appaltanti sono riforme strutturali di lungo periodo nate per garantire trasparenza e buona concorrenza”. Il Presidente dell’ANAC ha poi allargato lo sguardo alla partita geopolitica delle nuove direttive europee attese a Bruxelles: «Gli appalti valgono il 14% del PIL europeo. Dobbiamo fare squadra per tutelare il nostro modello produttivo nel mercato unico, pretendendo una reale reciprocità negli standard e garantendo che le piccole imprese entrino nei contratti pubblici dalla porta principale».
Il convegno è entrato nel vivo della sessione tecnica con i contributi degli esperti dell’Autorità Anticorruzione. Alberto Cucchiarelli (Direttore dell’Ufficio Studi, Regolazione, Massimario e Pareri Interni in materia di Contratti Pubblici e di Digitalizzazione), Alessandro Obino (funzionario dell’Ufficio Servizi Informatici per i Contratti Pubblici) hanno approfondito nel dettaglio il funzionamento dell’Ecosistema Nazionale di approvvigionamento digitale, l’accesso alla Banca Dati Nazionale e le potenzialità applicative del Fascicolo Virtuale dell’Operatore Economico, rispondendo in chiusura alle domande della platea nel corso di un partecipato question time.
Related posts:
Da alleanza MUR, Università, Confartigianato nasce la prima Laurea per i manager dell’artigianato e delle Pmi
Al via la campagna fiscale 730/2026, semplifica il presente e tutela il tuo futuro con il CAAF Confartigianato
Sospeso il fermo dell’autotrasporto. Dal Governo provvedimenti concreti
Credito d’imposta Transizione 5.0 ‘esodati’: Cna e Confartigianato chiedono di garantirne l’utilizzo oltre il 2026

