Testo Unico Sicurezza sul Lavoro: i primi correttivi del Governo

Le imprese avranno più tempo per valutare i rischi aziendali. Scompare la maxi sanzione a carico del datore di lavoro in caso di mancata fornitura ai lavoratori del cartellino identificativo. Tra le ipotesi di sospensione dell’attività d’impresa è depennata quella relativa alle “reiterate violazioni della disciplina in materia di superamento dei tempi di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale”. A soli quaranta giorni dall’avvio della legislatura, il Governo ha già riscritto parte dell’agenda del “Testo Unico in materia di Sicurezza sul Lavoro”, spostando in avanti l’entrata in vigore di alcuni adempimenti e abrogandone altri. Sul filo di lana il Senato ha approvato un emendamento al Decreto legge 3 giugno 2008 n.97 che rinvia al prossimo 1° gennaio le disposizioni sulla valutazione dei rischi, altrimenti già operative dal 29 giugno. L’approvazione di tale emendamento era stata fortemente sollecitata da Confartigianato che nelle scorse settimane aveva richiesto al Governo di concedere un lasso di tempo più ampio per permettere alle imprese di mettersi in regola con il nuovo adempimento, definito “particolarmente gravoso” dalla Confederazione. Sempre nel Decreto legge 97/2008 è contenuta la proroga alla data del 1° gennaio 2009 dell’obbligo di comunicazione all’Inail dei dati relativi agli infortuni che comportano l’assenza di un giorno dal posto di lavoro e il divieto di effettuare visite mediche in fase preassuntiva. Inoltre, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legge 112/2008, entrato in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione (25 giugno 2008), il Governo ha apportato un’importante modifica al Testo Unico sulla Sicurezza in tema di sanzioni. E’ stata soppressa, infatti, la sanzione a carico del datore di lavoro prevista in caso di mancata fornitura ai prestatori d’opera impiegati in lavorazioni in appalto o sub appalto del cartellino identificativo. Una sanzione amministrativa molto pesante che variava da 2.500 a 10.000 euro. Permane, invece, la sanzione (da 100 a 500 euro per lavoratore) proporzionata al numero dei lavoratori prevista dallo stesso Decreto. Sempre nell’ambito della manovra d’estate il Governo ha ridotto le ipotesi per la comminazione della sospensione dell’attività imprenditoriale, eliminando quella relativa alle “reiterate violazioni della disciplina in materia di superamento dei tempi di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale”.


Small Business Act, l’Europa pensa ai piccoli imprenditori

Il 25 giugno la Commissione europea ha presentato lo Small Business Act, un insieme di proposte per rilanciare la piccola e media impresa in Europa. Quattro gli obiettivi: la creazione della “Società privata europea”, la Spe, per facilitare i rapporti internazionali dentro i confini comunitari, l’alleggerimento dei vincoli sugli aiuti di Stato, l’inasprimento dei tempi per il pagamento delle fatture e, infine, la possibilità di ridurre il peso dell’Iva per i servizi di dimensione locale. Il tutto finalizzato al rilancio e all’affermazione di 23 milioni di imprese di piccole dimensioni che operano nell’Europa a 27. Così, nel giro di appena due settimane, le piccole imprese si ritrovano al centro dell’agenda politica. Era il 12 giugno scorso, infatti, quando dal palco dell’Assemblea di Confartigianato il Ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, rassicurava gli imprenditori italiani tuonando che “ciò che va bene per la piccola impresa va bene per il Paese”. Uno slogan ripreso, poco più tardi sullo stesso palco, anche dal premier Silvio Berlusconi. La settimana successiva, il Consiglio dei Ministri approvava la cosiddetta “manovra dolce di luglio”, particolarmente attenta alle esigenze della piccola impresa. Una finanziaria che gli osservatori politici, in particolare dalle colonne de “Il Sole 24 Ore”, hanno definito “modellata su un manichino che ha la taglia delle piccole e piccolissime imprese”. Ultimo atto di un amore ritrovato, le dichiarazioni del vice-presidente della Commissione europea con delega alle imprese, Guenther Verheugen, alla presentazione dello Small Business Act: “Le piccole e medie imprese sono il vero motore che crea posti di lavoro nell’Unione europea, anche se i politici di vario livello non sempre se ne accorgono”. Nel frattempo, se ne è accorta la Commissione europea, con lo Small Business Act, che ha proposto quattro nuovi strumenti legislativi. Il primo riguarda la formulazione di un nuovo statuto di “società privata europea”, in grado di “operare sulla base degli stessi principi uniformi in tutti gli Stati membri”. Una scelta che porterebbe ad ingenti risparmi di tempo e denaro per i piccoli imprenditori comunitari, soprattutto dal punto di vista legale, gestionale e amministrativo. Le Spe, infatti, potranno essere costituite con un capitale legale di appena un euro, permettendo agli imprenditori di risparmiare fino a 35mila euro. Il secondo punto dello Sba riguarda il Regolamento europeo sugli aiuti di Stato. L’idea della Commissione europea è quella di aumentare l’intensità degli aiuti per le medie imprese dal 7,5% al 10%, e dal 15% al 20% quelli per le piccole imprese. Un’iniziativa che potrebbe limare costi e adempimenti burocratici per le imprese, permettendo di investire maggiormente in formazione, ricerca, sviluppo ed iniziative volte alla tutela ambientale. Il terzo punto dello Small Business Act punta ad offrire ai diversi Stati membri la possibilità di applicare aliquote Iva inferiori rispetto a quelle attuali per i servizi offerti localmente, soprattutto dalle piccole e medie imprese. Infine, l’ultimo dei quattro strumenti normativi consiste nel disegno di una direttiva europea, prevista per il 2009, che colpisca uno dei costi più alti delle Pmi: il pagamento delle fatture. L’intenzione della Commissione europea è quella di ridurre a 30 giorni il termine ultimo per il saldo. Con lo Small Business Act si iniziano a vedere finalmente i risultati del “pensare piccolo, innanzitutto”, slogan e al tempo stesso principio base delle intenzioni della Commissione europea. E non solo.


La Finanziaria a prova di PMI

A pochi giorni dall’Assemblea annuale di Confartigianato, il Governo ha dato via libera alla manovra Finanziaria 2009, un provvedimento varato a tempo di record (il Consiglio dei Ministri ha licenziato il testo in soli quaranta minuti) e in largo anticipo rispetto agli anni precedenti. Il perché di tanta celerità lo ha spiegato il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi intervenuto all’Assemblea Confederale. Il Ministro, oltre ad aver accolto molte delle proposte della Confederazione per rimettere in moto l’economia del Paese, ha accolto anche l’appello del Presidente Guerrini a fare presto: “Occorre promuovere da subito – ha detto Sacconi – una serie di iniziative rivolte insieme alla crescita, alla stabilità finanziaria, alla coesione sociale”. Agganciato al piano per la stabilizzazione dei conti pubblici e per lo sviluppo targato Tremonti, una manovra triennale da quasi 35 miliardi di cui 13,1 nel 2009 (oltre 9 miliardi di tagli alle spese e quasi 4 miliardi di entrate), che si sviluppa attraverso due provvedimenti: un decreto legge e un disegno di legge ‘collegato’. In più un Ddl delega sulla riforma del pubblico impiego. Secondo le intenzioni del Governo, il Parlamento dovrebbe approvare i provvedimenti entro l’estate, mentre per settembre è previsto il voto definitivo sulla Finanziaria. I tempi, per una volta, sono quelli giusti. L’architettura d'insieme del disegno di legge è chiara: la scure si abbatte sulla burocrazia, sulle inefficienze della Pubblica Amministrazione, sull’iper proliferazione di leggi, sui mercati ancora protetti e non liberalizzati, e risparmia le piccole imprese. Che al contrario potranno fruire di provvedimenti mirati, perché, come ha scritto Albero Orioli su “il Sole 24Ore”, “La Finanziaria è modellata su un manichino che ha la taglia delle piccole e piccolissime imprese”. Confermato, dunque, il cambio di orizzonte operato dal Governo attraverso la manovra. Un dato che emerge con particolare chiarezza soprattutto dagli interventi in materia fiscale: le nuove norme, infatti, incidono in senso restrittivo su alcuni soggetti (banche, assicurazioni, imprese petrolifere e cooperative) e su taluni istituti (residenze fittizie all’estero e agevolazioni in materia di stock option), lontani dal sistema delle micro e piccole imprese, mentre le disposizioni che interessano queste ultime vanno nel segno della semplificazione degli adempimenti (tra tutti: la soppressione degli elenchi clienti e fornitori, l’entrata in vigore degli studi di settore). Per il ‘popolo delle partite IVA’, provenienti da due anni di forti tensioni con l’Esecutivo, sembra inaugurarsi un periodo di relativa tranquillità: non più criminalizzazioni a senso unico di intere categorie ma la consapevolezza che il cuore produttivo del Paese è la micro e piccola impresa. Di seguito i principali provvedimenti in materia di Fisco, Lavoro e Previdenza, Politiche economiche, Semplificazioni amministrative e Giustizia, sui quali il Governo punta per rilanciare l'economia delle micro e piccole imprese. - FISCO - STUDI DI SETTORE - Disposta l’approvazione degli Studi entro il 30 settembre, con relativa entrata in vigore entro la fine dell’anno. Prevista una deroga per il 2008: approvazione degli studi entro il 31 dicembre. E’ stata finalmente accolta la richiesta delle Confederazione che in più occasioni ha rappresentato la necessità per le imprese di conoscere i risultati di GERICO non a periodo di imposta chiuso. Confartigianato ritiene, però, che l’anticipazione di sei mesi del termine di approvazione non è sufficiente: le imprese rischiano di conoscere il risultato di GERICO a ridosso della chiusura del periodo di imposta. ADEGUAMENTO DEGLI STUDI DI SETTORE ALLE REALTÀ ECONOMICHE TERRITORIALI – Introdotta una norma programmatica in base alla quale nel 2009 gli studi di settore verranno elaborati su base regionale o comunale. L’elaborazione avverrà con criteri di gradualità entro il 2013. Garantita la partecipazione dei Comuni. ABROGAZIONE DEGLI ELENCHI CLIENTI E FORNITORI – Arriva finalmente al termine la battaglia condotta da Confartigianato per cancellare un adempimento inutile e gravoso per le imprese. Nell’ottica della semplificazione il Governo ha previsto la soppressione dell’obbligo di invio telematico degli elenchi clienti e fornitori, ritenuto un provvedimento di facciata e non di ausilio al contrasto dell’evasione. SOPPRESSIONE DELLE GARANZIE PER LE RATEIZZAZIONI – Soppresso l’obbligo di presentazione di garanzie fideiussorie in caso di richiesta di rateizzazione di somme iscritte al ruolo di importo superiore a 50.000 euro. Cambiano, inoltre, le scadenze delle rate mensili. UTILIZZO DEL CONTANTE – Cancellato il limite di 5.000 euro per le transazioni con denaro contante. Ripristinata la precedente soglia di 12.500 euro prevista dalla normativa antiriciclaggio. PLUSVALENZE REINVESTITE – Diventano esentasse le plusvalenze derivanti da cessione di partecipazioni se, entro due anni dal loro conseguimento, sono reinvestite nel capitale di società che svolgono la stessa attività e che sono costituite da non più di tre anni. Le plusvalenze che non concorrono alla formazione dell'imponibile sono quelle realizzate dalla cessione di partecipazioni in società costituite da non più di sette anni e che sono possedute da almeno tre anni. - LAVORO E PREVIDENZA - CUMULO LAVORO-PENSIONI – Abolito a decorrere dal 1° gennaio 2009 il divieto di cumulo tra pensioni e redditi di lavoro dipendente e autonomo, sia per le pensioni liquidate con il metodo retributivo, sia per quelle liquidate con il metodo contributivo. INDICI DI CONGRUITÀ DELLA MANODOPERA – Abrogati gli indici di congruità della manodopera impiegata nelle opere o nei servizi. APPRENDISTATO – In materia di apprendistato, si prevede che, in caso di formazione esclusivamente aziendale, venga affidato alla contrattazione collettiva, anche territoriale, o agli enti bilaterali, il compito di definire i profili formativi dell’apprendistato professionalizzante e la nozione di formazione aziendale e di determinare, per ciascun profilo formativo, le modalità di erogazione della formazione, di riconoscimento della qualifica professionale ai fini contrattuali e di registrazione nel libretto formativo. Eliminato il limite minimo di durata di due anni dell’apprendistato professionalizzante. In sede di conversione del Decreto legge, Confartigianato proporrà una modifica per chiarire che la contrattazione collettiva può determinare la retribuzione degli apprendisti anche in maniera graduale rispetto all’anzianità di servizio. TESSERA DI RICONOSCIMENTO IN APPALTI E SUB APPALTI – Abolita la sanzione amministrativa da 2.500 a 10.000 euro per i datori di lavoro che occupano in appalti e sub appalti lavoratori privi della tessera corredata da fotografia e generalità. DIMISSIONI VOLONTARIE – Cancellata la norma che imponeva l’utilizzo di moduli ministeriali per le dimissioni volontarie. LAVORO INTERMITTENTE – Ripristinata la precedente disciplina. LAVORO PART-TIME - Abrogate le penalizzazioni contributive per i lavori part-time inferiori alle 12 ore settimanali. VISITA MEDICA PREASSUNTIVA PER APPRENDISTI – Abolita. REGISTRO ORARIO DELL’AUTOTRASPORTO – Abolito. LIBRI PAGA E MATRICOLA – Aboliti i libri paga e matricola e contestuale abrogazione della sanzione amministrativa da 4.000 a 12.000 euro in caso di omessa istituzione e esibizione degli stessi. Prevista l’istituzione del Libro unico del lavoro: esibizione obbligatoria anche a mezzo fax o posta elettronica. Tale modalità è prevista anche nel caso di imprese con una pluralità di sedi operative o con cantieri. - POLITICHE ECONOMICHE - INTERNAZIONALIZZAZIONE – Cancellate le leggi 394/1981 e 304/1990. Introdotte nuove misure per unificare e gestire in modo integrato le risorse destinate al sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese. Unificati i fondi destinati a studi di fattibilità e prefattibilità e ad altre azioni di penetrazione commer


Confartigianato e Progetto Artigiani creano 1507 nuovi posti di lavoro

Sostenere le piccole imprese nello sviluppo della propria competitività sui mercati e rilanciare la creazione di nuovi posti di lavoro. Con questi due obiettivi è nato il Progetto Artigiani, i cui risultati sono stati presentati a Palazzo Rospigliosi, a Roma, il 27 giugno 2008. All’evento conclusivo del Progetto, promosso dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, finanziato dal Fondo Nazionale per l’Occupazione e realizzato da Italia Lavoro, sono intervenuti i rappresentanti di Confartigianato e delle altre Organizzazioni dell’artigianato che hanno preso parte all’iniziativa, CNA, Casartigiani e CLAAI. Presenti al convegno, dal titolo “Modelli di sviluppo per la crescita dell'occupazione nel sistema delle imprese artigiane”, il Sottosegretario al Lavoro, Salute e Politiche sociali Pasquale Viespoli, l’Amministratore Delegato di Italia Lavoro Natale Forlani, il Direttore Generale del Ministero del lavoro Matilde Mancini, il Responsabile del Progetto Domenico Bova, il Direttore delle Politiche Economiche di Confartigianato Bruno Panieri e i rappresentanti delle altre Organizzazioni dell’artigianato. Tra i risultati raggiunti, oltre alla creazione di 19 laboratori per l’innovazione e a 15 tra filiere e reti d’imprese, Progetto Artigiani ha incentivato l’assunzione di 1507 addetti in più di 700 imprese artigiane italiane. Assunzioni a tempo indeterminato, soprattutto, a conferma “delle potenzialità occupazionali delle imprese artigiane che offrono lavoro stabile e duraturo soprattutto per i giovani”, come ha sottolineato Bruno Panieri, Direttore delle Politiche economiche di Confartigianato. In particolare, la fetta più cospicua ha riguardato l’assunzione di operai ed impiegati generici. Ma, escluse queste due prime categorie, l’artigianato ha confermato la tendenza a ricercare figure specializzate, i cosiddetti “mestieri”. Soprattutto manovali, falegnami, elettricisti, parrucchieri e pasticcieri. La globalizzazione è una realtà ormai consolidata, dove competizione, tecnologie avanzate e mercati transnazionali rappresentano una sfida le imprese artigiane. Proprio per permettere a queste piccole ma fondamentali realtà produttive di rispondere alle sfide della globalizzazione, Progetto Artigiani ha sviluppato per loro modelli innovativi di sviluppo, provando a rafforzarne le potenzialità, favorendone l’innovazione dei processi produttivi e valorizzando le eccellenze tipiche dell’artigianato e dei territori. “I risultati del Progetto confermano che è possibile far lavorare insieme le imprese e in tal modo renderle più competitive - ha aggiunto Panieri - Insomma, il Progetto ci ha consentito di cogliere la sfida dell’aggregazione tra imprese, dimostrando che si può diventare grandi, restando piccoli”. Una tesi rilanciata da Pasquale Viespoli, per il quale, Progetto artigiani, “oltre a confermare l’importanza del ruolo dell’artigianato e dell’aggregazione in distretto, rete e filiera quale elemento di una strategia di crescita economica sui cui è necessario puntare, costituisce un modello ‘virtuoso’ di collaborazione tra pubblico e privato. Proprio per questi aspetti positivi - ha concluso il sottosegretario al Lavoro - verrà garantita continuità all’iniziativa con un nuovo analogo Progetto denominato ARCO che verrà allargato ai settori del commercio e del turismo”. Tre gli strumenti offerti dal progetto: interventi di consulenza e di assistenza tecnica alle imprese, percorsi di sviluppo dell’occupazione e, infine, modelli di servizi e di filiere di attività. Modelli che sono stati sperimentati direttamente sui territori. In questa prima fase, Progetto Artigiani ha coinvolto 8 Regioni e 10 province, quelle di Belluno, Udine, Bergamo, Modena, Prato, Ancona, Macerata, Benevento, Caserta e Lecce. Belluno Nella provincia di Belluno, Progetto Artigiani ha coinvolto i settori della meccanica, del legno e dell’impiantistica, con 57 consulenze sostenute da altrettanti incentivi. In collaborazione con Confartigianato, inoltre, è stato possibile realizzare una filiera locale multisettoriale e tre laboratori dedicati a “sicurezza e ambiente”, “tutela ambiente e sicurezza” e a “strategie innovative nel settore del credito”. Le imprese artigiane del bellunese, grazie al supporto e agli incentivi di Progetto Artigiani, hanno assunto 144 addetti, di cui 105 a tempo indeterminato e 39 con contratto di apprendistato. Udine In Friuli Venezia Giulia, ed in particolare nella provincia di Udine, Progetto Artigiani ha reso possibile l’assunzione di 186 lavoratori, di cui 149 con contratto a tempo indeterminato, tra tempo pieno e parziale, e 37 di apprendistato. Nuovi posti di lavoro di cui hanno beneficiato le imprese artigiane dell’arredamento, del legno, della nautica di diporto e dell’artigianato artistico e tradizionale. Oltre ai quasi duecento posti di lavoro creati, con il progetto si sono potute attivare, in collaborazione con Confartigianato, due filiere, una multisettore ed una del legno arredo, due laboratori, uno dedicato al risparmio energetico ed uno per la creazione di uno “Sportello Innovazione e sviluppo”, e 57 progetti di consulenza imprenditoriale. Bergamo Nel bergamasco sono stati due i settori artigiani coinvolti nel Progetto, il tessile abbigliamento ed il legno arredo. L’esperienza della provincia di Bergamo, dal punto di vista della creazione di nuovi posti di lavoro, è stata una delle realtà più positive, avendo realizzato 191 assunzioni, che permettendo al capoluogo orobico di piazzarsi al terzo posto per il numero di assunzioni realizzate. In particolare, le imprese artigiane della provincia hanno assunto 142 lavoratori a tempo indeterminato e 49 con contratto di apprendistato. Grazie a Progetto Artigiani, e alla partecipazione di Confartigianato, sono nate anche una filiera del tessile delle imprese della Val Seriana e di 56 consulenze imprenditoriali di cui hanno beneficiato le imprese locali. Infine, nella provincia di Bergamo sono stati attivati due laboratori, uno per lo sviluppo di strategie di penetrazione commerciale all’estero ed uno per il marketing e la comunicazione aziendale. Modena Nella provincia di Modena gli interventi di sostegno alle imprese locali promosse da Progetto Artigiani hanno riguardato i settori dell’abbigliamento, della metalmeccanica, del biomedicale, dell’agroalimentare e dell’ITC. Se buono è stato il risultato dal punto di vista delle assunzioni, in totale 66 nuovi posti di lavoro, di cui 46 a tempo indeterminato e 20 di apprendistato, ottimo è stato il riscontro per quanto riguarda i laboratori avviati dal progetto. Ben sei, dei diciannove totali, sono stati realizzati a Modena, dove le piccole imprese locali hanno potuto potenziare il proprio valore in termini di internazionalizzazione. L’esperienza modenese ha permesso, infine, di consolidare l’interazione di tre filiere locali, del tessile, dell’abbigliamento e della metalmeccanica, e di offrire alle imprese interessate 53 progetti di consulenza imprenditoriale. Prato Grazie a Progetto Artigiani, le imprese della provincia di Prato hanno assunto 71 lavoratori a tempo indeterminato e 26 nuovi apprendisti, che produrranno forza lavoro nei settori del tessile, agroalimentare, meccanico e dell’artigianato artistico e tradizionale. Nella provincia pratese sono stati realizzati 4 laboratori, per la “commercializzazione e nuovi mercati”, “tutoring pre e post avvio attività”, “organizzazione e innovazione”, “organizzazione ed innovazione” ed infine un laboratorio per approfondire le strategie di “marketing e nuovi mercati”. Due le filiere realizzate grazie al supporto di Confartigianato, nel tessile e nell’artigianato artistico, e 37 interventi di consulenza aziendale. Ancona e Macerata Progetto Artigiani ha coinvolto due province marchigiane, Ancona e Macerata, incentivando l’assunzione di 120 lavoratori, di cui 88 a tempo indeterminato e 32 con contratto di apprendistato. Le imprese coinvolte operano nei set


Autotrasporto: trovato l’accordo, fermo sospeso

E’ stato raggiunto l’accordo sulla vertenza dell’autotrasporto. Rientra così il fermo di cinque giorni proclamato da Confartigianato Trasporti e dalle altre Organizzazioni della categoria a partire dal 30 giugno per sollecitare il Governo ad attuare una serie di misure a sostegno del comparto colpito da una profonda crisi congiunturale aggravata negli ultimi sei mesi dall’aumento incontrollato del prezzo dei carburanti. L’intesa è arrivata dopo tre giorni di trattative ininterrotte tra i rappresentati delle Organizzazioni dell’autotrasporto e il Ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli. Decisivo l’incontro del 25 giugno: a tarda sera è stato stilato il documento che impegna il Governo a prendere immediati provvedimenti sia sul piano economico che su quello normativo. I risultati pratici sono attesi a breve: le misure dovrebbero confluire in un emendamento al decreto legge collegato alla manovra estiva. Da qui la sospensione del fermo. Soddisfazione per l’esito positivo del confronto è stata espressa dal Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco Del Boca. “Diamo atto al Ministro Matteoli – ha detto Del Boca – e al sottosegretario Giachino, che si è particolarmente impegnato per la buona riuscita della trattative, di aver compreso le gravi difficoltà delle nostre imprese e di aver individuato per la prima volta uno strumento normativo che in futuro dovrebbe mettere al riparo le aziende dell’autotrasporto dai continui aumenti del costo del gasolio”. Il Presidente di Confartigianato Trasporti ha poi sottolineato l’importanza di altre misure a favore degli autotrasportatori contenute nel “pacchetto Matteoli” come “la definizione di termini tassativi di pagamento delle prestazioni di trasporto, e l’impegno a rendere immediatamente disponibili le risorse previste per il settore e l’ulteriore stanziamento per ridurre i costi delle imprese”. Giudizio positivo sull’accordo - definito “difficile” - è stato espresso anche dal Ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli: “Alla fine riteniamo sia stato raggiunto un risultato soddisfacente per la categoria, che vive un momento di grande difficoltà”. Riguardo agli aspetti economici della trattativa, non è stato ancora quantificato la cifra che il Governo ha messo sul piatto. L’impegno è per circa 200 milioni di risorse nuove, anche se il grosso della cifra dovrebbe provenire dall’accelerazione dei provvedimenti per rendere spendibili le risorse economiche già previste dalla Finanziaria 2008, ma tutt’ora bloccate. In totale si potrebbe arrivare a 600 milioni di euro. Nel dettaglio, l’accordo sottoscritto dal Governo e dalle Organizzazioni dell’autotrasporto prevede il ripristino delle risorse relative all’ecobonus; il rimborso di parte dei pedaggi relativi al 2006; la destinazione delle risorse necessarie per il ricambio dei veicoli circolanti con altri meno inquinanti (euro 5) per gli anni 2007, 2008, 2009 (circa 70 milioni). Tra le misure economiche più attese, il taglio delle accise sui carburanti, il cui livello torna a quello del 2003: 403 euro per mille litri (si recuperano così gli incrementi dal giugno 2007, con un rimborso di circa 7 euro ogni mille litri, per un totale di circa 56 milioni). Tra le richieste contenute nel protocollo – subordinate alla verifica della compatibilità con le norme comunitarie – c’è anche quella di adottare misure finalizzate alla formazione professionale degli autotrasportatori e alla riduzione dei costi di esercizio delle imprese del settore, con riferimento ai premi Inail, alle retribuzioni corrisposte per le prestazioni straordinarie ed alle trasferte. Altrettanto importanti le novità contenute nella parte normativa dell’accordo. In primis, il Governo ha concesso la “clausola di salvaguardia” che permette agli autotrasportatori di condividere l’indicizzazione del gasolio in fattura con il committente. A determinare la percentuale di costo del carburante che l’autotrasportatore dovrà riportare in fattura sarà l’Osservatorio sull’autotrasporto che, insieme al Ministero dello Sviluppo economico, determineranno con cadenza mensile il costo medio del carburante per chilometro di percorrenza, con riferimento alle diverse tipologie di veicoli. A quel punto l’autotrasportatore potrà trasferire un eventuale maggior costo del carburante direttamente in fattura. Restando alle fatture, è stata accolta la richiesta del comparto di ridurre i tempi di pagamento da 120 a 30 giorni. Un importante aspetto dell’intesa è l’introduzione di specifiche sanzioni per garantire il rispetto della “clausola di salvaguardia”. Per i committenti, aggirare la clausola costerà caro: è prevista, infatti, l’esclusione fino a sei mesi dalle procedure pubbliche per l’affidamento di beni e servizi e l’esclusione di un anno da ogni tipo di beneficio previsto dalla legge, di natura fiscale, finanziaria, previdenziale. L’importanza dell’aspetto sanzionatorio emerge con chiarezza se si guarda a quello che succede nella vicina Francia, dove l’autotrasporto si fermerà a partire dal 30 giugno: esiste l’indicizzazione, c’è l’Osservatorio, ma il meccanismo, anche se praticamente perfetto, di fatto non funziona. Mancano infatti le sanzioni.


AUTOTRASPORTO Francesco Del Boca (Confartigianato Trasporti): “Raggiunto accordo. Sospeso il fermo”

Confartigianato Trasporti e le altre Organizzazioni dell’autotrasporto merci hanno raggiunto stasera l’accordo con il Governo e pertanto hanno sospeso il fermo dell’autotrasporto proclamato per il prossimo 30 giugno.Leggere di più