Trasporti ed infrastrutture, il Paese viaggia con “SprechItalia”

Alitalia e Trenitalia tra il 2003 ed il 2007 hanno perso 5.878 milioni di euro, più di 3 milioni di euro al giorno. La denuncia è del Presidente Giorgio Guerrini, i numeri sono dell’Ufficio studi di Confartigianato, che proprio sui bilanci aziendali dei trasporti e delle infrastrutture italiane ha stilato un dossier. Numeri importanti che hanno conquistato la prima pagina di “Libero Mercato” il giorno successivo all’Assemblea confederale del 12 giugno. Il titolo del quotidiano economico diretto da Oscar Giannino lasciava poco spazio all’interpretazione: “Alitalia, Anas e Trenitalia bruciano 7,2 milioni al giorno”. Seguito, nel sommario, da un emblematico: “Confartigianato denuncia la paralisi del sistema Italia. Infrastrutture e servizi poco efficienti e troppo costosi”. La vignetta di Forbes, con un preoccupato Tremonti intento a riempire la fossa delle tre compagnie con palate di euro, dava colore ad un’analisi preoccupante. Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, ha rilevato come, nel solo 2006, le tre aziende hanno bruciato 7.165.479 euro al giorno, viaggiando ad una velocità di crociera di 300mila euro all’ora. Ma se la vicenda Alitalia, che ha infiammato gli ultimi giorni della recente campagna elettorale, è ormai nota, dei bilanci di Trenitalia e Anas si è parlato meno. Trenitalia ha stabilito un ben poco lusinghiero record di velocità, perdendo 3.257 milioni di euro in cinque anni, dal 2003 al 2007. Bilanci in rosso ed intervento dello Stato, che tra il 2001 ed il 2005 ha versato nella casse di Trenitalia 17,3 miliardi di euro, qualcosa come 3,5 miliardi di euro all’anno. Nel 2007 quest’ultima ha cambiato rotta, riducendo la perdita rispetto all’anno precedente. Ma da una più attenta analisi, si nota che, una volta di più, il contenimento delle perdite è “merito” dei passeggeri. Dal dicembre 2006 al gennaio 2008, come ha rilevato l’Ufficio studi Confartigianato, il prezzo dei biglietti ferroviari è aumentato del 13,2%. Soltanto negli ultimi due anni, il trasporto ferroviario italiano è aumentato del doppio rispetto all’incremento medio dell’Eurozona, tre volte quello francese. Altro giro, altra corsa, direbbe qualcuno. Ma, con Alitalia, lo spettacolo non cambia, il giro è lo stesso. La compagnia di bandiera italiana nel quinquennio 2003/07 ha perso 2.621 milioni di euro, chiudendo in rosso tutti e cinque i bilanci presi in esame. Anche qui, di fronte ad uno stato di crisi, lo Stato ha messo mano al portafoglio. Dal 1998 al 2008, Alitalia ha beneficiato di 4.821 milioni di euro, tra aumenti di capitale e prestiti. Soltanto l’ultimo in ordine di tempo, di 300 milioni di euro, è stato approvato dal Senato il 19 giugno 2008. Croce e delizia dello stato di salute di un’azienda, anche la Borsa ha dimostrato che Alitalia sta precipitando, nonostante i continui pieni di carburante pagati dallo Stato. Il titolo della compagnia di bandiera, tra il 4 maggio 1998 ed il 23 maggio 2008, ha perso il 97,1% del proprio valore. Che si stia parlando di trasporto aereo, su ferro o su strada, l’andamento negativo delle tre compagnie pubbliche non cambia. I bilanci d’esercizio del biennio 2005/06 dell’Anas, infatti, non sono migliori di quelli delle altre due compagnie. Nel biennio preso in esame dall’Ufficio studi di Confartigianato, l’Azienda Nazionale Autonoma per le Strade ha perso in media 461 milioni di euro all’anno. Anche qui, azienda a secco e soccorso statale. Tra il 2005 ed il 2007, l’Anas ha ricevuto 860 milioni euro per trasferimenti correnti e 7.113 milioni per trasferimenti in conto capitale. In tutto, dopo i maxi prestiti ad Alitalia e Trenitalia, lo Stato ha rimpolpato anche le casse dell’Anas con 7.937 milioni di euro complessivi in tre anni.


Partito il primo “Giro d’Italia” delle donne che fanno impresa

E’ partito il 18 giugno il primo “Giro d’Italia” dedicato alle donne che fanno impresa. Sei le tappe in programma per valorizzare la realtà dell’imprenditoria femminile e per esaltare il particolare legame con il territorio che le imprenditrici sono maestre nel tessere. Tappa dopo tappa, il ‘Giro’ incontra le donne imprenditrici che lavorano ogni giorno per lo sviluppo economico, sociale e culturale dei singoli territori, affrontando i temi caldi del fare impresa al femminile: dall’accesso al credito, alla conciliazione tra lavoro, famiglia e vita privata, al sostegno alle imprese ‘rosa’, intese come modello per promuovere lo sviluppo locale. La manifestazione itinerante è realizzata dai Comitati per l’Imprenditoria femminile, Unioncamere e le Camere di Commercio, con la partecipazione di Confartigianato “Donne Impresa”. All’interno dell’evento sarà presentato il bando di concorso per l’assegnazione di una “maglia rosa”, un premio ideato e messo in palio da donne, che potrà essere assegnato anche a un uomo, un imprenditore che abbia valorizzato la presenza femminile in azienda. Il “Giro d’Italia” delle donne che fanno impresa parte da Roma con l’incontro di apertura. Dalla seconda tappa, prevista a Firenze, la manifestazione entra nel vivo con l’appuntamento “Sostenere l’imprenditoria femminile, promuovere lo sviluppo locale”. Il 19 il Giro passa per Torino con una tappa che, per collocazione geografica e per tema in discussione – “Accesso al credito come opportunità per l’imprenditoria femminile – rappresenta un faticoso tappone di montagna. Il 21 il Giro scende in pianura e incontra le imprenditrici di Piacenza (“Lavoro sicuro e rispetto dell’ambiente: le imprese delle donne sono imprese responsabili”). Dal 23 giugno la carovana si sposta a sud, precisamente a Palermo (“Una proposta per l’impresa: fare rete, internazionalizzare, crescere”). Ultima tappa a Bari il 24 giugno: “Come conciliare famiglia e vita privata: esperienze a confronto”. Secondo i dati elaborati dall’Ufficio studi di Confartigianato l’imprenditoria femminile rappresenta un vivace motore di sviluppo dell’economia italiana. Nel 2006 le donne hanno prodotto il 2,2% della ricchezza del Paese e il 18,3% del valore aggiunto artigiano, valori percentuali che tradotti in moneta risultano pari a 27 miliardi e mezzo di euro. Nell’artigianato le donne imprenditrici sono 365mila pari al 19% del totale degli imprenditori artigiani (1,9 milioni). Una su due è titolare d’impresa. Al sud – Calabria, Puglia, Sicilia, Campania – le ‘capitane d’impresa’ sono oltre due terzi dell’intera popolazione artigiana femminile. Rispetto ai colleghi di sesso maschile si distinguono per età media inferiore, titolo di studio mediamente più elevato, maggiore adattabilità ai mutamenti dell’economia e della società. Per sapere come si è aggiornata la fotografia dell’imprenditoria artigiana in ‘rosa’ nel corso del 2007, bisognerà attendere fino a luglio. Dal 9 al 10 luglio si terrà a Roma la convention nazionale Confartigianato “Donne Impresa”, dal titolo “Donne, mercato, democrazia e welfare nell’era della globalizzazione” nel corso della quale l’Ufficio Studi Confederale presenterà i risultati del “5° Osservatorio sull’imprenditoria femminile artigiana in Italia”.


Firmato il rinnovo del contratto nazionale di lavoro per i 20.000 dipendenti delle 15.000 imprese odontotecniche Confartigianato: “Dopo il rinnovo del Contratto nazionale, la vera battaglia sarà per il riconoscimento del profilo professionale”

Confartigianato e le altre Organizzazioni di categoria dell’artigianato ed i Sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno siglato oggi l’accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dei 20.000 dipendenti delle circa 15.000 imprese Leggere di più


Confartigianato: “Bene norme per liberare mercato del lavoro e potenziare apprendistato”

“Il Ministro Sacconi ha recepito le proposte espresse dall’Assemblea di Confartigianato: eliminare il fardello di normative che ingessano il mercato del lavoro e valorizzare l’apprendistato che rappresenta un fondamentale contratto a contenuto Leggere di più


MANOVRA Semplificazioni Guerrini (Confartigianato): “Fondamentali per eliminare 11,4 miliardi di costi burocratici su microimprese”

“Siamo il Paese europeo con il più alto tasso di natalità imprenditoriale, 1.200 nuove imprese al giorno, ma anche con il più alto numero di leggi, quasi 22mila, e con il maggior peso di burocrazia che alle imprese costa 15 miliardi l’anno. Le Leggere di più


MANOVRA Confartigianato: “Con giustizia civile più rapida le imprese risparmieranno 2,3 miliardi /anno”

“La decisione del Governo di affrontare i problemi all’origine dei ritardi del nostro sistema giudiziario è una scelta di grande civiltà che Confartigianato sollecita da tempo. Finalmente le imprese potranno contare su certezza e rapidità della giustizia civile”. Leggere di più