Digital Tech Warriors: giovani e strumenti digitali contro la violenza di genere
Al termine di una maratona di 36 ore ininterrotte di lavoro, il progetto “Era solo una battuta”, il videogioco narrativo per ragazze e ragazzi dagli 11 ai 14 anni ideato dalla squadra NoAge ha vinto il 1° Premio dell’hackathon Digital Tech Warriors dedicato a nuovi strumenti per contrastare la violenza sulle donne, promosso dal Movimento Donne Impresa e dal Digital Innovation Hub di Confartigianato Vicenza insieme a Cre-Ta e con il patrocinio di Confartigianato ICT nazionale.
La sfida ha visto 71 partecipanti, range di età dai 15 ai 66 anni, con una numerosa rappresentanza di studenti e, con loro, imprenditori, consulenti, sviluppatori, imprenditori, un istruttore sportivo e una docente.
Tutte estremamente interessanti le tematiche su cui si è articolata la sfida e le squadre : Tecnologia senza stereotipi; Le parole costruiscono la realtà; Comprendere le relazioni: Quanto costa davvero una scelta?; Rendere visibili le disparità sul lavoro; Essere al tavolo non basta; La città vista da chi la attraversa; Conoscere il proprio corpo senza tabù; La cura è una responsabilità condivisa. Alla fine, però, è stato il progetto Era solo una battuta a convincere le due giurie e, quindi, a conquistare il primo premio dell’hackathon Digital Tech Warriors.
Entusiasta dell’iniziativa il Presidente di Confartigianato ICT, Fabrizio Peresson, che ha ringraziato il collega Fabio Cerisara per il coinvolgimento e raccontato dell’apprezzamento del Presidente di Confartigianato, Marco Granelli, per un’iniziativa rivolta ai più giovani e, di conseguenza, al futuro dell’artigianato italiano. “Sono felice che questa iniziativa abbia meritato il patrocinio nazionale – ha spiegato il Presidente Peresson – Questo evento merita di essere raccontato e valorizzato da tutto il Sistema. Ne ho già parlato ai miei colleghi consiglieri con l’obiettivo di replicare questa esperienza su tanti altri territori italiani, partendo da un format di successo già sperimentato da Vicenza. Credo, infatti, che questa iniziativa rappresenti una buona pratica e sia un esempio di come, dalla collaborazione tra le diverse articolazioni del Sistema Confartigianato, possano nascere progetti per porre le competenze, soprattutto quelle tecnologiche di giovani e meno giovani, al servizio della società, contribuendo all’individuazione di soluzioni concrete ed efficaci a problematiche di grande impatto sociale come la violenza di genere”.
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