10 Settembre 2007, h. 00:00

Ogm? tre milioni di firme per dire no

Tre milioni di firme entro il 15 novembre per allontanare dalle tavole degli italiani lo spettro dei cibi-frankestein. Questo l’ambizioso obiettivo della “Coalizione ItaliaEuropa – liberi da Ogm”, che ha riunito a Roma le ventotto maggiori associazioni dell’agricoltura, artigianato, distribuzione, consumatori, piccola e media impresa, ambientalismo, scienza, cultura e cooperazione internazionale, per restituire ai cittadini la libertà di decidere sulla qualità del cibo che mettono nel piatto. “E’ indispensabile che i cittadini possano operare una scelta consapevole, in piena trasparenza e sicurezza, degli alimenti che acquistano. Un consumatore più informato e responsabile è l’arma migliore per contrastare i fenomeni della concorrenza sleale, delle contraffazioni, delle importazioni illegali di prodotti a costi irrisori e a scarso valore aggiunto”. Mauro Cornioli, Presidente dei Produttori di Erboristeria di Confartigianato Alimentazione, interviene nella vicenda e si mette di traverso bocciando un fenomeno che tende a snaturalizzare la filiera agroalimentare del paese, spostando nei laboratori la ricerca della qualità che da sempre si sperimenta e si trova nei campi. Secondo lui – ma il fronte è ampio, soprattutto al teatro Capranica di Roma che ha ospitato la discesa in campo della coalizione anti OGM – l’Italia non avrebbe nulla da guadagnare se profumi, aromi, ingredienti, e prodotti, al posto che essere ottenuti per via naturale, fossero realizzati in provetta da camici bianchi. “La difesa delle tradizioni dell’artigianato e delle piccole imprese è fondamentale per consentire alle nostre aziende e al made in Italy alimentare di mantenere posizioni competitive sui mercati nazionale e mondiale, preservando la qualità e la specificità di un cibo ‘non globalizzato’ ”. Per l’artigianato agroalimentare una partita grossa, di quelle che non si possono perdere: 80.000 imprese con 240.000 addetti che realizzano quasi il 90% delle specialità della cucina italiana e che utilizzano materie prime sicure e prive di organismi transgenetici. Una partita che per l’intero comparto vale il 15% del prodotto interno lordo: una ricchezza che non può essere messa a rischio. “Vuoi che l’agroalimentare, il cibo e la sua genuinità siano il cuore dello sviluppo, fatto di persone e territori, salute e qualità, sostenibile e innovativo, fondato sulla biodiversità, libero da OGM?”. Questo l’interrogativo riportato sulla scheda della consultazione ‘popolare’ guidata da Mario Capanna, che per due mesi, dal 15 settembre al 15 novembre, si potrà sottoscrivere sui banchetti allestiti nelle piazze di tutta Italia. “Dobbiamo marciare a 50.000 firme al giorno – ha dichiarato Capanna -. Punteremo su una partenza sprint per avere 750.000 firme entro settembre e presentarci alla stampa estera per dire che in Italia ci si sta mobilitando contro gli ogm, poi chiederemo un tavolo di confronto con il Governo e chiederemo una moratoria a tempo indefinito”.

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