11 Settembre 2007, h. 12:39

REVISIONI AUTO Il pericolo della disinformazione

ANARA Confartigianato, l’Associazione che rappresenta il 50% dei Centri di Revisione autorizzati ex art.80 del Codice della Strada, ritiene strumentale e pericolosa la richiesta avanzata da un’associazione dei consumatori di annullare il provvedimento di aumento delle tariffe, in fase di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

“Ancora una volta siamo costretti a domandarci se le Organizzazioni che rappresentano i consumatori vogliano davvero tutelare i propri iscritti ed in generale tutti i cittadini” dichiara il Presidente Roberto Landini.

“A beneficio di chi dovrebbe informarsi prima di prendere posizione – aggiunge Landini – ricordiamo che il Ministero dei Trasporti  aveva quantificato questo aumento, unitamente ad  ANARA Confartigianato ed alle altre associazioni più rappresentative del comparto, già nell’ottobre 2004. Incremento riconosciuto da una Commissione di esperti più che motivato a fronte di una tariffa bloccata dal 1999 e del costante aumento dei costi delle nuove e delle storiche attrezzature sia strumentali che informatiche e del conseguente aggravio dei costi di gestione. Sono trascorsi tre anni dall’individuazione della nuova tariffa ed i Centri di Revisione la stanno ancora aspettando.”

“E’ solo per senso di responsabilità nei confronti dei consumatori che non procederemo alla richiesta di adeguamento ISTAT per questi tre anni – prosegue Landini – anzi, ci faremo portavoce di una puntuale ed efficace azione di controllo dei centri di revisione per tutelare il cittadino nel suo interesse primario, quello della sicurezza, argomento che dovrebbe stare a cuore prima di altro a chi rappresenta i Consumatori. A nostro avviso sarebbe più utile documentarsi circa le cause che determinano gli aumenti delle tariffe imposte ed affiancare le associazioni di categoria, anch’esse composte da consumatori, nelle battaglie continue intraprese a livello ministeriale per non far lievitare i costi, che poi inevitabilmente ricadono sulle tariffe”.

“Non ci si deve arrabbiare con il termometro se si ha febbre – conclude il Presidente dell’ANARA – e prima di chiedere al Presidente del Consiglio, citando dati assolutamente privi di fondamento, un provvedimento così assurdo che inevitabilmente porterebbe alla protesta di tutti gli operatori e al blocco nazionale del settore, ci si dovrebbe documentare”.
Roma, 11 settembre 2007

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