28 Maggio 2009, h. 00:00

Consorzi costruzioni: battaglia vinta per Confartigianato

Il Parlamento ha cancellato definitivamente la norma che impediva ai consorzi di imprese del settore costruzioni di partecipare ad appalti pubblici ai quali prendeva parte singolarmente anche una delle aziende consorziate. Il muro legislativo che per quasi un anno ha separato tante piccole e medie imprese edili da una fascia di mercato per loro molto rilevante cadrà tra un mese, precisamente il 1° luglio. In tale data diventeranno operative le disposizioni contenute nel Ddl collegato alla Manovra Finanziaria approvata dall’Aula della Camera nella seduta del 27 maggio. “Il Parlamento ha riconosciuto le ragioni delle piccole imprese del settore costruzioni penalizzate da una norma discriminatoria” ha dichiarato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini. Che prosegue: “Apprezziamo l’impegno e la sensibilità dei Parlamentari che, al fine di fronteggiare la straordinaria situazione di crisi economica in atto e per incentivare l’accesso alle commesse pubbliche da parte delle piccole e medie imprese, hanno recepito le sollecitazioni di Confartigianato”. Come sottolineato da Guerrini, sull’esito finale della vicenda ha pesato in modo determinante il ruolo svolto da Confartigianato che ha permesso di ristabilire i principi del Codice dei Contratti pubblici stravolto da un decreto correttivo (il terzo) lo scorso settembre. La norma contestata dalla Confederazione – e ora soppressa dal Parlamento – tagliava fuori i consorzi dai pubblici appalti, stabilendo il divieto di partecipazione per le gare inferiori al milione di euro per il consorzio o la cooperativa che partecipava alla medesima gara di affidamento dei lavori in cui interveniva singolarmente anche una qualsiasi consorziata, a prescindere che la stessa fosse indicata o meno in sede di gara. Il provvedimento che ha aperto la strada alla riammissione delle piccole imprese di costruzione agli appalti pubblici è un emendamento al Ddl collegato alla manovra Finanziaria, sostenuto da Confartigianato, che ha superato indenne tutti gli ostacoli incontrati lungo l’iter parlamentare, in Senato, alla Camera ed in sede comunitaria. La partita, infatti, si era spostata in Europa dopo il dubbio di compatibilità con le norme comunitarie avanzato dal Sottosegretario all’Economia e alle Finanze, Giuseppe Vegas. Soddisfazione per l’importante risultato è stata espressa anche da Arnaldo Redaelli, Presidente di ANAEPA Confartigianato, l’Associazione che rappresenta oltre 63mila imprese dell’edilizia. “E’ stata riconosciuta – sottolinea Redaelli – la necessità di annullare una disposizione che avrebbe messo in gravi difficoltà le imprese ed i consorzi artigiani che, a differenza di altre forme consortili, coinvolgono nella propria base sociale un numero d’imprese molto ampio. Dal punto di vista operativo, tenuto conto dei tempi e delle scadenze imposte dai pubblici appalti, sarebbe stato estremamente gravoso per i Consorzi coordinare così tante imprese ed evitare di incorrere involontariamente nella partecipazione congiunta delle gare”.

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