22 Maggio 2012, h. 00:00

Al Senato, saltano gli emendamenti contestati da Confartigianato

Confartigianato ha incassato il risultato più atteso dai restauratori artigiani di beni culturali. Al Senato, non saranno accolti gli emendamenti, presentati nelle scorse settimane a palazzo Madama, che mirano a stravolgere il disegno di legge per il riconoscimento della qualifica professionale del settore. La rassicurazione è arrivata direttamente dai due relatori del disegno di legge, i senatori Franco Asciutti del Pdl e Andrea Marcucci del Pd nel corso di un incontro promosso dalla Confederazione. Al centro del confronto, le ragioni dei 13.000 professionisti del restauro interessati dalla normativa, che Confartigianato ha sostenuto con proposte, analisi e documenti che hanno dimostrato con evidenza l’impatto potenzialmente devastante di alcune delle proposte emendative sul settore. Gli interventi sul testo in discussione, hanno sottolineato i senatori Asciutti e Marcucci, saranno limitati, e soprattutto non intaccheranno minimamente la filosofia della misura, che premia allo stesso modo competenze professionali e attività formative svolte dai restauratori artigiani. “I nostri restauratori, i veri restauratori – spiega il senatore Franco Asciutti – sono invidiati in tutto il mondo. Li ho visti in Cina, in Mongolia, nei punti più delicati del mondo chiamano i restauratori italiani, vogliamo che questa qualità rimanga anche con questa legge”. Plauso per l’attenzione dei relatori nel tenere sulla giusta rotta il provvedimento, è stato espresso dal Presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. ‘Abbiamo trovato un’intesa valida, giusta – ha rimarcato Macrì-. Abbiamo avuto dei relatori saggi che hanno saputo lavorare per tutta la categoria e noi li ringraziamo”. Tra i principali nodi, sciolti a favore dei restauratori artigiani, c’è la conferma della data per la presentazione della documentazione e per l’acquisizione dei titoli formativi fissata per il 2014. Superato questo scoglio – il punto più contesto dalla categoria in quanto rischiava di tagliare fuori dalla professione migliaia di restauratori artigiani -, per il senatore del PD Marcucci resta da sciogliere solo un ultimo nodo. “La vicenda complicata è quella di come certificare le esperienze all’interno dei cantieri e delle attività, che è da una parte essenziale perché è giusto che il restauratore che opera da anni sia in grado di diventarlo formalmente, ma è altrettanto giusto impedire a chi restauratore non è di poter accedere a questa opportunità. Quindi – conclude il senatore Marcucci – su questo lavoriamo e speriamo in tempi rapidi di riuscire a definire, magari con una proposta dei relatori, un nuovo emendamento”.

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