10 Dicembre 2014, h. 16:04

STUDI – Gas e export, l’Italia alla prova delle sanzioni


La sospensione delle attività per la realizzazione del gasdotto South Stream ha nuovamente posto all’attenzione la questione dell’import europeo di gas dalla Federazione Russa. Nei primi otto mesi del 2014 l’Italia importa gas per 10.615 milioni di euro, con un calo del 22,8% rispetto allo stesso periodo del 2013. I due terzi delle nostre importazioni arrivano da tre Paesi: Russia, Algeria e Libia. La Federazione Russa è il nostro primo fornitore di gas con una quota del 40,1% delle importazioni italiane di gas; a seguito del crollo delle forniture dall’Algeria la Russia ha aumentato la quota di import rispetto al 37,1% del 2013.
A fronte di queste dinamiche dell’import di gas la crisi ucraina, la stagnazione dell’economia russa, la svalutazione del rublo e le sanzioni si stanno riverberando sulle vendite dei prodotti italiani sul mercato russo, uno dei più dinamici negli ultimi anni. Le preoccupazioni delle imprese per il perdurare della situazione creatasi a seguito alle disposizioni emanate dal Governo russo che stanno penalizzando le esportazioni delle produzioni italiane sono state evidenziate in una lettera inviata nei giorni scorsi al Ministro Federica Guidi dal Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti. La prospettiva di un ulteriore inasprimento della guerra commerciale tra Unione europea e Russia avrebbe influenze negative sul made in Italy sul mercato russo che, negli ultimi dodici mesi, vale 10.634 milioni di euro.
Le più recenti stime del commercio estero dell’Istat pubblicate il 24 novembre registrano nel mese di ottobre 2014 un calo tendenziale delle esportazioni verso la Federazione Russa del 15,7% ed un calo cumulato nei primi dieci mesi dell’anno del 10,5%; la dinamica tendenziale negli ultimi dodici mesi (novembre 2013-ottobre 2014) segna un calo dell’8,5%.
A settembre l’export dei prodotti dell’agricoltura – da agosto già interessati dalle sanzioni russe pur incidendo per meno dell’uno per cento del made in Italy – crolla dell’85%.
L’analisi completa dell’Ufficio Studi per QE-Quotidiano Energia nella rubrica ‘Crisi&Energia” 

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